Wild: recensione

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“Se il coraggio ti è negato va oltre il coraggio” Emily Dickinson e Cheryl Strayed. Inizia così il cammino di redenzione, libertà e nuova vita lungo la Pacific Crest Trail. È questa la storia che Jean – Marc Vallée ha scelto di raccontare dopo il successo planetario avuto con Dallas Buyers Club. La storia di una donna come tante che un bel giorno decide di chiudere con il passato e ricominciare da capo. Con zaino in spalla e scarponcini ai piedi cammina per più di novanta giorni, stando a contatto con la natura e la solitudine.

Andiamo per ordine. Il film si intitola Wild. Molti faranno il paragone con Into the Wild anche se si tratta di tutta un’altra storia. È la storia di Cheryl, una ragazza che dalla vita non ha avuto proprio tutto. Ha avuto l’amore sconfinato della madre e un marito troppo comprensivo. Non ha avuto un padre presente. Era violento e alcolizzato. Non è cresciuta in una bella casa. La sua cadeva a pezzi. “Devo essere la donna che mia madre voleva che fossi”, il pensiero fisso di Cheryl. Non si tratta di un personaggio di finzione. È una storia vera. Questa donna oggi vive in Oregon, è felice e ha una famiglia. Le sue storie e i suoi articoli sono stati pubblicati su The New York Times Magazine, The Washington Post Magazine, The Best American Essays.

Cheryl Strayed
Cheryl Strayed

Wild ripercorre fedelmente il libro scritto dalla stessa Cheryl Strayed sulla sue esperienza, sul suo percorso di crescita e formazione. Dopo la morte della madre Bobbi (Laura Dern) la sua vita è stata sconvolta. Sesso e droga giorno e notte. Senza preoccupazione, senza coinvolgimento. Una vera dipendenza. Ad ogni azione però segue sempre una conseguenza e il suo atteggiamento porta alla fine traumatica del suo matrimonio con Paul (Thomas Sadoski). Una volta toccato il fondo decide di partire. Di fare un lungo viaggio da sola per ritrovare se stessa, ai confini della bellezza e della natura selvaggia. Ad interpretare Cheryl è Reese Witherspoon, una grande prova la sua superata a pieni voti.

Il film di Vallée è sorprendente non tanto per la storia di coraggio che racconta, quanto per la capacità di regia così realistica, mai monotona e sempre estrema. Il coinvolgimento emotivo non manca. Anche se…

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