Whiskey Tango Foxtrot: recensione

L’Afghanistan come sfondo e Kabul come centro operativo in Whiskey Tango Foxtrot, intelligente, biografica dramedy sugli anni della guerra per la corrispondente estera Kim Barker: marina, giornalisti, fotografi e guardie del corpo si assemblano insieme per dare forma all’esilarante film sulle avventure di una coraggiosa donna diretto dai registi di Colpo di fulmine – I maghi della truffa, Crazy Stupid Love e Focus – Niente è come sembra, Glenn Ficarra e John Requa.

Kim (Tina Fey) trascorre una tranquilla, tranquillissima vita dietro la scrivania negli uffici di un riconosciuto giornale scrivendo “reportage domestici” e convivendo con un fidanzato affetto in parte da una lieve sindrome di depressione. Inabissata in una di quelle tipiche vite vuote e completamente sedentarie, sarà l’arrivo di un nuovo impiego a dare una scossa netta alla statica Kim: la donna dovrà infatti recarsi nei campi di scontro della bruna ed ostile terra dell’Afghnistan per riportare i drammi e le avversità di un luogo opposto alle abitudini occidentali al quale da sempre è abituata. Non poche saranno le difficoltà da affrontare lontano da casa,  vivendo in un posto in cui è arduo sentirsi interamente al sicuro, eppure le condizioni precarie e l’amicizia con la guida Fahim (Christopher Abbott), l’eccentrica Tanya (Margot Robbie) e lo sbruffone Ian (Martin Freeman), faranno accrescere in Kim maggiore fiducia in sé stessa e nelle sue potenzialità, trasformando l’immobile scribacchina newyorkese in una reporter agguerrita e vitale.

Whiskey Tango Foxtrot – Le ambizioni e le vicissitudini di una corrispondente di guerra

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Tina Fey interpreta la corrispondente di guerra Kim Barker

Dopo lo scoppio degli scontri in Iraq, quella dell’Afghanistan sembra ormai una guerra dimenticata. Non per Kim Barker, catapultata improvvisamente in territori a lei sconosciuti, così diversi e temibili da suscitare inverosimili preoccupazioni. Ma qualche volta le cose hanno la facoltà di tramutarsi, cambiare, si può svoltare l’angolo dell’impossibile fino a giungere ad una consapevolezza nuova, più impavida e matura. Ed è quello che è successo alla corrispondente estera interpretata da Tina Fey, le ambizioni e le vicissitudini di una donna sfuggita dalla monotonia, che si immerge in una realtà vera e tangibile; sopraffatta dalla brutale cultura degli abitanti, ma desiderosa di conoscerla fino in fondo, arriverà a scrutarne il centro pulsante per comprendere meglio i motivi di una lotta che seppur assopita, sembra non voler arrivare ad una fine. Con il tempo Kim riuscirà ad ambientarsi perfettamente trovando anche un’affermata rispettabilità nel mondo giornalistico, ed è esattamente ciò che presentano nell’opera Ficarra e Requa, i due registi con sveglia ironia propongono il rinnovamento di una donna tra battute mai scontate in un susseguirsi di vicende spassose, divertenti, velate da un alone di serietà che aggiunge solo meriti al film. Perché i sorrisi e le risate sono punto chiave della pellicola, ma non passano in secondo piano i disagi di una terra devastata, di una violenta repressione femminile e di una povertà più che mai dilagante.

Vecchie conoscenze e nuovi attori per i registi di Whiskey Tango Foxtrot, tra dramma e ironia

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Martin Freeman è il fotografo Ian

Whiskey Tango Foxtrot è perfetto umorismo ideato dallo sceneggiatore Robert Carlock, già collaboratore della Fey per 30 rock e Unbreakable Kimmy Schmidt, basato sulle memorie della vera Kim Barker racchiuse nel libro The Taliban Shuffle: Strange Days in Afghanistan and Pakistan. Attori perfettamente in parte, il film richiama vecchie conoscenze dei registi come la bella Margot Robbie ed insieme ne acquista di nuovi: la protagonista Tina Fey, sempre portatrice di una forte carica comica, e il talentuoso Martin Freeman, spiritosamente perfetto nel ruolo improbabile dell’irresponsabile donnaiolo. L’alternarsi tra compostezza e farsesco viene congiunta in modo impeccabile in un’atmosfera indipendente, riprese mobili ritraggono l’adrenalina crescente della protagonista tanto da diventare per lei stessa pericolosa, la continua ricerca di un servizio sensazionale da mandare in onda che sovrasta la salvaguardia propria e degli altri. Poiché le bombe, le urla, i pianti non sono la normalità, e quando si comincia a pensare che tutto ciò rientri nell’abitudinale, è ora di tornare a casa. Whiskey Tango Foxtrot ritrae questo con buffo brio.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 3
Recitazione - 4
Sonoro - 2.5
Emozione - 4

3.5

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