RomaFF11 - Una: recensione del film con Rooney Mara

Una è un film del 2016 diretto da Benedict Andrews e interpretato da Rooney Mara e Ben Mendelsohn. La pellicola è basata sull’opera teatrale Blackbird di David Harrower. Quest’ultimo ha anche curato la sceneggiatura del film. Dopo la prima mondiale al Telluride Film Festival, il film è stato presentato inserito nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2016.
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Una Spencer (Rooney Mara) è una giovane donna dal passato tormentato e dal presente difficile. Al termine di una serata particolarmente movimentata, Una si presenta a sorpresa sul posto di lavoro di Ray Brooks (Ben Mendelsohn), un uomo molto più grande di lei con cui chiede insistentemente un colloquio privato. Con il passare dei minuti verrà a galla la triste verità che lega i due e che dopo anni di distanza continua ad avere delle conseguenze nelle loro vite.

Una: un film dalla chiara impostazione teatrale che affronta un tema scabroso e difficile come quello della pedofilia

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Benedict Andrews affronta con coraggio e realismo un tema particolarmente scabroso come quello della pedofilia, imbastendo una pellicola che non tradisce mai la sua chiara impostazione teatrale, affidata prevalentemente alla bravura dei due ottimi attori protagonisti Rooney Mara e Ben Mendelsohn. La particolarità del film consiste nell’affrontare un argomento forte e già ampiamente sfruttato in varie declinazioni, da Il caso Spotlight e Trust a Mystic River e Sleepers (senza dimenticare il capolavoro di Stanley Kubrick Lolita), su due piani temporali che procedono in parallelo, mettendo così a fianco vittima e carnefice prima e dopo i controversi eventi che li hanno indissolubilmente legati.

Una si addentra nei meandri più cupi e inquietanti dell’animo umano, ma evita attentamente di incanalare lo spettatore verso uno scontato giudizio morale, dando invece più volte voce anche alle discutibili ragioni e alle preoccupanti pulsioni che animano chi si è approfittato del candore e della bontà di una bambina di appena 13 anni. Dopo la superba prova data in Carol, Rooney Mara conferma le sue ottime doti recitative con un’altra prova di rara intensità, che dietro alla parvenza di apatia e inespressività cela invece tutti i dolori e i patimenti di una donna che ha visto irrimediabilmente segnata la propria vita in giovane età e che sente il bisogno di ripercorrere il suo travagliato cammino per chiuderne in qualche modo il cerchio.

Una: sprazzi di grande cinema in un’altalena di emozioni

Per almeno un’ora, Una regala sprazzi di grande cinema, coinvolgendo lo spettatore in un’altalena di emozioni che riesce nel non facile intento di rendere quasi umano un personaggio che si è macchiato di azioni deplorevoli e che mostra con cinismo e crudezza l’inesplicabile e apparentemente incoerente rapporto creatosi fra vittima e carnefice. Passato e presente si incrociano e si richiamano fra loro, rendendo impossibile tracciare una netta linea di demarcazione fra giusto e sbagliato e fra colpevoli e innocenti. Peccato però che la seconda parte della pellicola subisca un’involuzione sia in termini di trama sia per quanto riguarda lo sviluppo dei personaggi, degenerando poi in un finale affrettato e insoluto, che lascia con l’amaro in bocca e smorza parzialmente quanto di buono visto in precedenza.

La regia di Benedict Andrews è semplice ma efficace, e con appropriati primi piani e ben sfruttati carrelli riesce nella non facile impresa di scandagliare a fondo l’animo dei protagonisti e di creare un senso di tangibile turbamento e morbosità anche in un ambiente grigio e solitamente avaro di emozioni come il magazzino di una piccola azienda. Oltre alla già citata Rooney Mara, buona anche la prova del coprotagonista Ben Mendelsohn, mentre non riesce a colpire particolarmente quella di Riz Ahmed, interprete di un ruolo piccolo ma importante nella parte conclusiva del film. Non particolarmente convincenti le musiche di Jed Kurzel, con alcuni passaggi convincenti ma altrettanti facilmente dimenticabili.

Una mette in scena l’impronunciabile e l’inconcepibile

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Una è un film duro e fastidioso, che riesce a parlare dell’impronunciabile e dell’inconcepibile anche se in maniera non sempre unitaria e coerente, mettendo lo spettatore sullo stesso piano corrotto e marcio dei protagonisti della vicenda. Con un pizzico di coerenza e brillantezza nella parte finale della pellicola, staremmo probabilmente parlando di uno dei migliori film della stagione, ma invece ci dobbiamo accontentare di una pellicola con tanti pregi e altrettanti difetti, che ci sentiamo comunque di consigliare a chiunque.

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