Tyler Rake: recensione del film Netflix con Chris Hemsworth

La recensione di Tyler Rake, il frenetico action movie targato Netflix, prodotto dai fratelli Russo e con protagonista Chris Hemsworth.

Dopo l’esperienza con il Marvel Cinematic Universe, i fratelli Russo e Chris Hemsworth tornano a lavorare insieme per un action thriller distribuito da Netflix, di cui l’attore che ha dato il volto a Thor è il protagonista, vestendo i panni di uno schivo e solitario mercenario alle prese con una pericolosa missione. Tyler Rake (Extraction) vede alla regia l’esordiente Steve Hargrave, che già aveva lavorato con i fratelli Russo come direttore degli stuntman in Captain America: Civil War e Avengers: Endgame. Anthony e Joe Russo compaiono invece in veste di produttori e il secondo anche come sceneggiatore. Il film è inoltre tratto da Ciudad, una graphic novel scritta proprio dai due fratelli.

Tyler Rake ha al centro l’omonimo mercenario impegnato in una difficile missione durante la quale si affezionerà al ragazzino che deve salvare

Tyler Rake, Cinematographe.it

Tyler Rake vede l’omonimo protagonista – segnato da una tragedia del suo passato che lo ha fatto chiudere in sé stesso – incaricato di salvare Ovi, il figlio del più grande signore della droga dell’India, che è stato rapito per ripicca da Amir Asif, il boss del narcotraffico del Bangladesh. Questa missione necessita di tutte le superiori abilità del mercenario, dal momento che il piano per il salvataggio del ragazzo risulta più difficile del previsto. Dacca è infatti controllata dagli uomini di Asif, sparsi ovunque e appartenenti anche alle autorità e alle forze dell’ordine locali, inoltre a complicare il tutto ci si mette anche un altro mercenario incaricato dal padre di Ovi di controllare Rake. Nel corso della fuga si affeziona poi al ragazzo, sentendo un forte istinto di protezione nei suoi confronti, che lo porta ad una protezione che va oltre l’aspetto economico.

Tyler Rake si basa su una sceneggiatura molto scarna che fa dell’azione adrenalinica il suo punto di forza

Tyler Rake, Cinematographe.it

La sceneggiatura su cui si basa il lavoro dei Russo e di Hargrave è molto scarna e semplice, parzialmente sacrificata nella costruzione dei personaggi, i quali non hanno alcuna evoluzione e multidimensionalità e la cui storia all’interno del complesso della vicenda non viene mai delineata. Tuttavia l’intento del film è chiaro e non riguarda sicuramente l’approfondimento psicologico o le peculiarità umane dei suoi protagonisti, è difatti l’azione spettacolarizzata ad essere l’elemento trainante di Tyler Rake, caratteristica in cui l’opera riesce in maniera convincente.

Sia chiaro, non siamo di fronte a nulla di particolarmente originale, ma la costruzione delle scene in cui il protagonista – assieme al suo protetto – corre, fugge, guida in strade caotiche, spara, uccide e lotta incessantemente, è realizzata in maniera da trasmettere una costante scarica di adrenalina e in modo da non dare mai respiro allo spettatore, tenendolo incollato e immerso nella vicenda, nonostante la trama esile e semplicistica. Rare sono le occasioni di pausa e una di queste è utilizzata per l’unico momento introspettivo del film, durante il quale il solitamente taciturno Rake si apre con il ragazzino, segnando la presa di coscienza del mercenario rispetto a quanto accaduto sino a quel momento nella sua vita e marcando la reale svolta nel rapporto tra i due.

Il film prodotto dai fratelli Russo è costruito con una regia molto buona da parte dell’esordiente Steve Hargrave e trova in Chris Hemsworth un protagonista azzeccato e credibile

Tyler Rake, Cinematographe.it

La regia convince nell’accompagnare le scene d’azione, con un ampio utilizzo – mai confusionario – della macchina a mano e con molti primi piani e mezzi busti che portano direttamente all’interno delle dinamiche, dando l’impressione d’essere quasi in un videogame sparatutto in cui ci si sente al centro del film e si diventa in prima persona i protagonisti dell’esperienza visiva realizzata dal regista. Coreografie acrobatiche e combattimenti dinamici fanno scorrere Tyler Rake con un ritmo intenso, fulcro delle quali è una lunga scena di oltre undici minuti realizzata come un unico piano sequenza con cambi di location e set, costruiti però con l’ottima impressione di un continuum senza respiro e di grande fluidità. Accanto a ciò troviamo delle ambientazioni ben studiate e fotografate che fanno da appropriato sfondo all’azione, in particolare con una Dacca viva e pulsante nel frastuono delle sue strade e nel pullulare di persone e di violenze pronte ad esplodere.

Il tutto comunque si regge anche sulla prestazione di Chris Hemsworth, col giusto physique du role per la parte assegnatagli, particolarmente adatto ed ispirato nel ruolo del tenebroso e interiormente lacerato mercenario. Benché non si sappia molto del suo passato, solo accennato, e delle vicende che lo hanno reso così schivo – mancanza della sceneggiatura che ne sacrifica la definizione – l’attore riesce a convincere dando credibilità al suo personaggio. Un lavoro di maggiore approfondimento, pur sempre parziale, viene fatto invece sull’antieroe Suraj, del quale capiamo maggiormente le motivazione alla base delle sue mosse e sul quale viene fornita anche una possibilità d’addentrarsi nella sua interiorità. Funzionale e ben riuscito poi il cameo di David Harbour nei panni di un altro mercenario che accoglie momentaneamente Rake e Ovi, creando uno scambio d’impatto col protagonista ed una scena di ottimo trasporto.

Tyler Rake è complessivamente un buon prodotto d’intrattenimento, tecnicamente ben costruito e coinvolgente

Tyler Rake, Cinematographe.it

Di sicuro il film non inventa nulla di nuovo nel suo genere, ma i fratelli Russo, assieme al neo-regista Hargrave, confezionano un prodotto d’intrattenimento ben realizzato e appagante, che convince nelle sue parti più squisitamente action ed un po’ meno in quelle (poche) in cui cerca di risultare maggiormente epico e profondo. Complessivamente si tratta di un giocattolone divertente e trascinante, che sacrifica lo spessore della scrittura in favore della spettacolarizzazione, ma lo fa in maniera conscia e onesta, sviluppando la sua dinamica in modo da rendere la visione soddisfacente, grazie al suo ottimo comparto tecnico e alla intensa messa in scena, nonostante la superficialità narrativa. Tyler Rake è un lavoro energico che incontrerà i grandi favori degli appassionati dell’azione, ma darà modo anche ad un pubblico più eterogeneo di venir coinvolto in un film che funziona bene nell’enterteinment e – per gli obiettivi che si pone – risulta riuscito.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

3.1

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