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Ci sono persone che vivono il proprio impegno lavorativo come una missione, come una promessa fatta a loro stesse che non possono infrangere in nessun modo, non importa quali ostacoli si possano incontrare durante il proprio percorso. Anche le difficoltà che la vecchiaia presenta come il conto finale da pagare sono difficoltà che non possono frenare l’animo di chi davvero è intenzionato ad andare fino in fondo. Come per Touran Mirhadi, educatrice, autrice e ricercatrice iraniana tra le più importanti del suo Paese: al centro del suo mondo, da sempre, Touran ha messo l’educazione dei più piccoli, quel delicato passaggio di nozioni, conoscenze ed esperienze che deve avvenire dall’adulto al bambino, nel rispetto, sempre e comunque, della natura di quest’ultimo. Gli ultimi quattro anni di vita di questa donna così straordinaria sono raccontati da Touran Khanom, documentario diretto da Mojtaba Mirtahmasb e Rakshan Banietemad.

Touran Khanom: l’importanza dell’educazione come strumento di pace

Touran Mirhadi in Touran Khanom

Touran Khanom ripercorre gli sforzi, gli incontri, le riunioni e gli eventi che Touran Mirhadi ha affrontato dal 2012 al 2016 per portare a termine il grande progetto dell’Enciclopedia per i Giovani, iniziato molti anni prima. I registi ci permettono di accompagnare la donna nella fitta agenda di appuntamenti che, curva sul bastone che regge i suoi quasi 90 anni, affronta sempre con il sorriso e con la consapevolezza che nulla di quello che si è fatto è mai sufficiente per i bambini del suo Paese.

Forte delle sue esperienze passate al fianco dei più piccoli, e del sapere acquisito studiando in Europa con Jean Piaget e Henri Wallon, Touran Mirhadi è stata praticamente un faro della pedagogia in Iran, approfondendo il lavoro di John Dewey e Maria Montessori e accendendo una luce sull’importanza dell’educazione dei più giovani. Le immagini del documentario di Mirtahmasb e Banietemad ci restituiscono l’aura di importanza e, allo stesso tempo, di umiltà che aleggia attorno a questa fondamentale figura, rispettata e omaggiata da chiunque incontri sul suo cammino. Molte donne, soprattutto, che rappresentano gran parte del comitato scientifico che Mirhadi ha voluto al suo fianco nella stesura dei testi dell’Enciclopedia.

Touran Khanom: una storia che poteva coinvolgere tutti

Touran Mirhadi in Touran Khanom

Sebbene sia da subito ben chiaro il valore di una persona come Touran Mirhadi, l’errore che forse i due registi compiono in un’opera come Touran Khanom è quello di dare molte cose per scontate: il loro documentario, presentato in diversi festival in tutto il mondo, non parla “la stessa lingua” per tutti gli spettatori. Alcuni sono a digiuno delle vicende che vengono qui narrate, e non è facilissimo riuscire a interpretarle e capirle: la scelta operata dai due registi, infatti, è quella di nascondere totalmente la loro presenza, come se la summa dei fatti svoltisi in questi quattro anni di vita si raccontasse da sé. Manca la voce di un narratore, che potesse tenere le fila del discorso rendendo chiaro, a poco a poco, cosa stesse apparendo sullo schermo. Manca un’introduzione, una fase del documentario che permettesse di apprendere la storia di questa grande donna.

Il risultato porta, sì, ad apprezzare l’operato di una tale figura e a spingere, se non tutti, qualche spettatore almeno ad approfondire la sua vita e le sue attività. Ma è un risultato che poteva sicuramente coinvolgere di più.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Sonoro
Emozione