The Next Three Days: recensione del film di Paul Haggis

ve che non vede – almeno all’apparenza – soluzioni.
The Next Three Days racconta come la piacevole vita di una concitata coppia viene stravolta quando la donna viene clamorosamente accusata di omicidio. Il marito, frustrato dalla terribile situazione,  dovrà scegliere se arrendersi all’inesorabile destino o tentare l’impossibile, in nome dell’amore. A rendere ancor più gravosa la situazione saranno i  tristi accadimenti che colpiranno i due sposi in maniera inesorabile, esageratamente tormentati da un vero e proprio vortice emozionale che sembra non avere sbocchi.

The Three Next Days mostra l’estenuante ricerca di un marito – abbattuto sul piano morale – verso quella verità tanto sospirata, utile a scagionare la propria moglie.

La drastica rappresentazione di un rapporto di coppia scalfito da un’imprevedibile vicissitudine; la condivisione di un dramma coniugale – nonostante la pragmatica separazione – con sullo sfondo un irrisolto delitto. Haggis principalmente mostra come il sano principio di razionalità possa venire abbattuto da un incalcolabile sollecito emozionale, causato dall’eccessiva difficoltà del caso e dai tristi accadimenti procrastinati durante il film;  è la disperazione la “vera protagonista” di The Three Next Days.

The Next Three Days

“Nessuna prigione è ermetica, bisogna solo trovare la chiave…”

Nonostante una regia ed una fotografia assolutamente valide, The Three Next Days è in debito con il pubblico spettatore in termini d’intensità; l’eccessiva eterogeneità posta da Paul Haggis infatti, compromette totalmente la naturalezza del film, accantonando malamente l’incipit di base.

Un ritmo troppo altalenante, un abuso di generi che rende faticosa la visione del prodotto presentato, perdendo quell’incisività tanto richiesta dallo spettatore stesso.

La tematica principale – come accennato precedentemente – viene messa in secondo piano – non basta l’epilogo – per enfatizzare un tormento esistenziale poco credibile, quasi irreale. A “salvaguardare” questo medio errore stilistico, sono le interpretazioni degli attori coinvolti – un cast alquanto poderoso – con un Russell Crowe indifeso senza la metà tanto amata e una Elizabeth Banks abbandonata a un beffardo destino assolutamente superlativi.

Nel complesso The Three Next Days è un film nella media godibile, che nonostante l’eccedenza non risulta insufficiente qualitativamente, lasciando diversi interrogativi al pubblico.

Paul Haggis – che anche in questo caso è in veste di regista e sceneggiatore – non perfeziona come dovrebbe la trama, ma la fa scorrere inesorabilmente, senza un minimo di ponderazione; un’eccedenza che alla lunga paga, con una risoluzione  “chirurgica” di una storia sensibile e drastica al contempo che, come ribadito in precedenza, convince solo a metà.

Un difetto seppur marginale che persiste, e che a modo suo, lede in termini di consensi un film che poteva aspirare a molto di più. Una buona occasione persa da parte di un regista rinomato – da sempre – per la sua audacia narrativa e che questa volta, lascia un po’ a desiderare.

The Three Next Days è un film scritto e diretto dal regista Paul Haggis. Nel cast Russell Crowe, Elizabeth Banks, Olivia Wilde, Liam Neeson, Brian Dennehy, Helen Carey, Ty Simpkins, Lennie James, Leslie Merrill, Daniel Stern, Alan Steele, Jonathan Tucker, Jason Beghe, Aisha Hinds,  RZA, Moran Atias, Michael Buie, Kevin Corrigan, Rick Warner.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2
Emozione - 2.5

2.6

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