LFFEC17 – The Levelling: recensione del film di Hope Dickson Leach

The Levelling è un film scritto e diretto da Hope Dickson Leach, interpretato da Ellie Kendrick e David Troughton, in concorso nella sezione lungometraggi al Lucca Film Festival e Europa Cinema 2017.

Siamo in Inghilterra. Una ragazza, Clover, fa ritorno dall’università in cui ha studiato veterinaria nella fattoria di famiglia a Somerset, portata avanti dal padre Audry e dal fratello Harry. A costringerla a tornare in quelle terre è la notizia della morte del fratello, in seguito a quello che si ritene essere uno sfortunato incidente. Clover nota fin da subito che il padre abita in un camper di fronte la casa, poiché delle alluvioni in precedenza avevano distrutto buona parte dei loro possedimenti. Allora questa ragazza con il cuore distrutto si rimbocca le maniche e cerca di dare una mano al padre che si pone con molta insofferenza nei confronti di Clover, informandola di alcuni affari che avrebbero portato alla vendita di molti animali della fattoria e che finalmente qualche giorno prima si era deciso a lasciare tutto al figlio Harry.

Clover comincia a indagare e ad apprendere che le cose riferite a lei dal padre presentano falle considerevoli. Decisa a scoprire la verità parla con la polizia, con un amico stretto di Harry e comprende sempre più quanto la sua lontananza dalla fattoria sia stata sofferta da Aubry e da Harry, quanto il carattere spigoloso paterno ha gravato sulla vita e le scelte del fratello e di come tante situazioni del suo passato abbiano avuto ripercussioni oscure e disattese.

The Levelling

The Levelling è una pellicola che dialoga con lo spettatore in modo puro, disadorno, senza fronzoli; che si impone con disinvoltura con il suo stile privo di sovrastrutture, in cui a tessere la trama con forza sono i silenzi, gli sguardi, il modo che hanno i personaggi nel porsi tra di loro, l’uso dello spazio e della luce, complice visiva di una pellicola che gravita attorno a una fattoria a conduzione familiare, che da essa e dal camper non si allontana mai.

The Levelling: ricreare una vicinanza tra mondi apparentemente distanti

Le giornate sono uggiose e piovose, il cielo perennemente plumbeo e pesante, l’Inghilterra è in pieno vigore, l’acqua stagnante è il bentornato che dà la sua terra a Clover, ovvero Somerset, con il suo freddo e inospitale clima emotivo che circonda la vita quotidiana.

Clover è una ragazza che ha subito su di sé la forza asfittica dell’incomunicabilità con il padre, in seguito dapprima della morte della madre e poi della morte del fratello. In famiglia non è mai stata un’attitudine fondante il dialogo, soprattutto quando si trattava di affettività, di amore e di dolore. Le emozioni sono terre lontane e tutto ciò è lucidamente visibile in The Levelling, il cui titolo sta proprio a suggerire il modo che ha la vita di ricreare una vicinanza tra mondi apparentemente distanti, ma che essendo tra padre e figlia tanto distanti poi non sono.

The Levelling

La cinepresa entra nella vita di questa famiglia semi distrutta penetrandola nel vivo di un lutto insopportabile e cupo, che Clover e Aubry tentano di superare con impaccio, consapevoli ognuno delle proprie difficoltà di relazione, ma Clover, decisa a non demordere davanti alle resistenze paterne, tenta in tutti i modi di affrontarlo, cercando di capire quale sia l’effettivo incidente che ha portato alla morte di Harry.

Un incidente che implica tutti e tutto, passato e presente, chi c’era al momento e chi era assente, ognuno è inconsapevole della propria dose di colpevolezza, ed è proprio Clover a scrollarsi per prima di dosso tale consapevolezza, effettivamente troppo logorante da ammettere. Aubry, diversamente da lei, non fa sconti e non appena il suo scrigno del dolore si apre e cela le proprie brutture, scatena una tempesta di emozioni, di parole non dette che cambieranno per sempre le vite di entrambi.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 2
Recitazione - 3
Sonoro - 2
Emozione - 2

2.5