voto del pubblico 5.0/5
voto finale
3.9/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Bifest 2021 – The Last Bus: recensione del film con Timothy Spall

Lo scozzese Gillies MacKinnon firma uno dei film più emozionanti e toccanti presentati all’edizione numero 12 della kermesse barese, dove si è aggiudicato il premio come miglior attore per l’intensa interpretazione di Timothy Spall.

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C’è sempre nella line-up del festival di turno quel film che più di ogni altro travolge lo spettatore con una tempesta di emozioni cangianti per la quale non vi è difesa o barriera in grado di resistere. Gradualmente queste cedono a causa di una gettata che con lo scorrere della timeline si fa sempre più forte, implodendo sullo schermo. Nella 12esima edizione del Bif&st la tempesta è arrivata da oltremanica e risponde al titolo The Last Bus, abbattutasi sulla platea del Teatro Petruzzelli nel sesto giorno di programmazione. A provocarla Gillies MacKinnon che ha firmato un’opera di grandissima intensità, dove la scrittura, la regia e la perfomance attoriale contribuiscono in maniera determinante ad alimentarne la suddetta tempesta.

The Last Bus: un racconto toccante, capace di scaldare, accarezzare e al contempo trafiggere come una lama affilata il cuore dello spettatore

The Last Bus cinematographe.it

Su questo carico di emozioni e sul modo in cui l’autore e l’attore chiamato in causa sono riusciti a trasferirlo sullo schermo si regge un racconto toccante, capace di scaldare, accarezzare e al contempo trafiggere come una lama affilata il cuore del fruitore. Sorrisi stampati sulle labbra si alternano a momenti dolorosi, per confluire in un terzo atto nel quale la temperatura emotiva raggiunge il suo picco. La storia è quella di un anziano pensionato di nome Tom, che decide di attraversare in autobus da Nord a Sud il Regno Unito, ripercorrendo le tappe del viaggio intrapreso anni addietro con la sua defunta moglie. Un tour fatto di incontri, pericoli, deja-vu e cortocircuiti spazio-temporali tra presente e passato, che lo riporterà nella città natale e a rivivere i suoi ricordi un’ultima volta.

The Last Bus: una dramedy che parla di temi universali come l’amore, il coraggio e l’elaborazione del lutto

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Già il titolo è una chiara lettera d’intenti rispetto a quello che andremo a vedere, ossia un road movie vecchia scuola che suona all’unisono tanto le corde drammatiche quanto quelle più lievi di una commedia educata. Il risultato è una dramedy che parla di temi universali come l’amore, il coraggio e l’elaborazione del lutto. Temi, questi, che in The Last Bus non vengono mai banalizzati e che diventano la base di una pellicola profondamente coinvolgente che ci porta al seguito di un uomo qualunque che compie un’impresa eroica, quando eroe non è mai stato e non è voluto mai essere. Il ché lo rende un personaggio al quale è impossibile non affezionarsi, affidato a un attore come Timothy Spall che se lo cuce addosso restituendo un’interpretazione di grandissima forza e intensità. Il suo contributo alla causa è a conti fatti il valore aggiunto, quello che le permette di elevarsi ulteriormente e raggiungere vette più alte.

L’interpretazione di Timothy Spall rappresenta il valore aggiunto del film

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L’attore londinese si carica letteralmente sulle spalle un film per nulla semplice e un personaggio che sarebbe potuto scivolare nel patetico. Spall lo rende tridimensionale, lo sottrae alle sabbie mobili dell’ovvio e dello stucchevole vittimismo, quel tanto da renderlo speciale e a suo modo unico. Con una straordinaria interpretazione, l’ennesima di una lunga e fortunata carriera, fa letteralmente breccia nei cuori degli spettatori, compresi quelli dei membri della giuria di Panorama Internazionale della kermesse pugliese, che ha deciso di attribuirgli il premio come miglior attore.  

   

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