The Island: recensione del film di Anca Damian

Cosa accadrebbe se Robinson Crusoe naufragasse oggi su un'isola deserta?

The Island è un film del 2022 con la regia di Anca Damian, presentato al Future Film Festival di Bologna nel 2022.
La cosa più difficile, nel cinema di animazione, è rendere fluido e accessibile -ad un pubblico più trasversale possibile- una traccia stratificata che sotto la semplicità espositiva innesta discorsi, temi e suggestioni di portata vastissima.

The Island recensione cinematographe.it

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Anca Damian non è certo nuova ad una filmografia densa e importante: da The Magic Mountain a Crulic-The Path To Beyond. Specialmente quest’ultimo ha messo bene in chiaro le qualità di una cineasta eccezionale, che ha una incredibile complessità stilistica sommata ad un appeal emotivo fortissimo, capace di generare piccoli e struggenti capolavori.

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La carta vincente della Damian è senza dubbio quella di immergere la tragicità delle sue storie nella tenue malinconia di un raccontare delicato e mai sopra le righe: The Island le dà modo allora di scatenare un’immensa immaginazione visiva e una potentissima vigoria concettuale, dando vita ad un’opera vertiginosa e abbagliante nella sua limpida arte che fonde insieme musica, surrealista, ecologia, umanesimo, tutto fuso insieme per una visione di primissima qualità.

The Island mostra come la storia di Robinson Crusoe e Venerdì, forse tra le più conosciute ma solo per grandi linee e non nella sua intelligente profondità, possa essere stravolta pur restando sé stessa per mostrarsi proteiforme e attuale.
Naufrago e solitario, il protagonista mostra le catene che lo legano ad un’opulenza consumistica tutta nostra: caratteristiche che lo rendono contraltare perfetto per un Venerdì sopravvissuto tra i migranti smistati dai soldati che su una spiaggia separano i morti dai vivi.

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Il percorso diventa allora un maturo coming of age, che mette a nudo fragilità e piccole meschinerie moderne, mentre la Damian pesca a piene mani anche da Insola di Gellu Naum, proponendo una tavolozza di colori ed emozioni di incredibile ricchezza.

L’unico difetto del film, insieme ad un retrogusto di comodità didascalica in alcune sequenze, è forse quello di mettere fin troppo elementi che dovrebbero dare un vortice sensoriale ma che invece riescono a confondere uno spettatore poco avvezzo a tocchi fin troppo autoriali.

Crusoe è una creazione letteraria particolarmente feconda al cinema. La prima trasposizione porta addirittura la firma di Luis Bunuel, è del 1954 (Le Avventure di Robinson Crusoe) ed ha ricevuto anche una candidatura all’Oscar per l’attore protagonista Dan O’Herlihy; ce n’è poi un secondo, con lo stesso titolo, del 1970 diretto da Renè Cardona, e Il Naufrago Del Pacifico del 1962 con la regia di Jeff Musso e Amasi Damiani. Nel 1975 Jack Gold gira L’Uomo Venerdì, nel 1989 un altro film porta il nome dell’avventuriero ed è diretto da Caleb Deschanel, mentre nel 1997 Pierce Brosnan ha prestato il volto per il protagonista in Robinson Crusoe di George Trumbull Miller. In Italia, solo Sergio Corbucci si interessa al libro e ne esce fuori un cult con Paolo Villaggio e Zeudi Araya, Il Signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure, nel 1976.
The Island è prodotto dai rumeni di Aparte Film, i belgi di Take Five e i francesi di Komadoli Studio e di Special Touch Studios, e venduto nel mondo da Best Friend Forever.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.6

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