The Gray Man: recensione dell’action movie dei fratelli Russo

Al cinema dal 13 luglio e in streaming dal 22 luglio 2022 The Gray Man, l'action movie Netflix con Ryan Gosling e Chris Evans.

The Gray Man, action movie di Netflix firmato dai fratelli Joe e Anthony Russo (Avengers: Endgame), debutta in alcune sale selezionate il 13 luglio per essere poi fruibile dal 22 luglio 2022 sulla piattaforma streaming di Netflix. Nonostante un cast d’eccezione, in cui fanno capolino le star Ryan Gosling e Chris Evans, il film non risulta essere all’altezza delle aspettative. O meglio: le due ore di pellicola scorrono veloci, gli effetti visivi e le scene di lotta sono realizzati in modo impeccabile e in generale non ci si annoia mai, ma quando si esce dalla sala si ha la sensazione di aver visto due ore di gente che scappa, si spara, si prende a botte e poco altro.

Di cosa parla The Gray Man? La trama dell’action movie

The Gray Man Cinematogrpahe.it

Basato sull’omonimo romanzo del 2009 di Mark Greaney, The Gray Man racconta la storia di “Sierra Six” (Ryan Gosling), nome in codice di Court Gentry, reclutato da Donald Fitzroy (Billy Bob Thornton) quando si trova in carcere per essere trasformato in un agente segreto della CIA, una sorta di mercenario che agisce nell’ombra e che, ufficialmente, non esiste. Dopo aver scoperto per caso un grande segreto dell’agenzia, Sierra Six deve fuggire dalla caccia serrata dell’ex gente Lloyd Hansen (Chris Evans), che gli mette una taglia sulla testa rendendolo il bersaglio di una caccia all’uomo aperta in tutto il mondo. Costretto a darsi alla fuga, mentre diversi assassini sono sulle tracce, l’agente Sierra Six sarà aiutatalo dalla collega Dani Miranda (Ana de Armas), ma riuscirà a sopravvivere?

James Bond incontra Mission: Impossible in The Gray Man

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The Gray Man è un action movie: è chiaro che non ci si possa aspettare la trama di un film d’autore. Ma la sensazione che si ha lasciando la sala è quella di aver assistito a poco altro, oltre a una serie infinita di inseguimenti, lotte, sparatorie e cose che esplodono. Il film è una sorta di James Bond (vecchio stile, quello delle evoluzioni impossibili di Pierce Brosnan) che incontra Mission: Impossible, con una strizzata d’occhio a Fast and Furious: un susseguirsi di scene assolutamente mozzafiato – motivo per cui non ci si annoia mai, nonostante le due ore della pellicola – ma che pecca dal punto di vista della storia. La trama risulta essere piuttosto banale, a tratti prevedibile, con un cattivo presentato come uno psicopatico ma di cui in realtà la vera psicopatia non si vede mai. Sì, tortura la gente con la tranquillità di uno che sta facendo la spesa, ma manca di quello spessore psicologico che può rendere grande un personaggio negativo. E nonostante il finale aperto, la risoluzione finale è abbastanza prevedibile, una vera e propria “americanata” tra battute a effetto e soluzioni che lasciano perplessi. Una storia, insomma, che oltre alla spettacolarità degli effetti visivi, lascia ben poco.

Il comparto tecnico è il punto di forza del film dei F.lli Russo targato Netflix

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Il vero punto di forza di The Gray Man è il suo comparto tecnico: visivamente, infatti, il film è estremamente ben realizzato. A partire dalla regia dei fratelli Russo, che riesce a essere caotica abbastanza da non lasciarti mai rilassare e abbastanza movimentata da trasportarti nel cuore dell’azione. Belle anche le riprese delle varie location, che comprendono Praga e lo Château de Chantilly in Francia. Una nota di merito va sicuramente al reparto effetti visivi: i 200 milioni di dollari di budget si vedono tutti in scene mozzafiato come l’esplosione dell’aereo da cui si lascia Ryan Gosling (con acrobazie ai limiti del surreale, c’è da dirlo) o l’inseguimento sul tram, una delle sequenze di azione meglio riuscite. Di altissimo livello anche le scene di combattimento, in particolare quando a scontrarsi sono i personaggi di Gosling e di Chris Evans: il modo in cui si muovono durante le lotte è davvero ben orchestrato e molto realistico, e in generale tutti i momenti di scontro sono estremamente ben realizzati. Ottima la performance, soprattutto a livello fisico, di Ana De Armas: l’attrice, dopo essere stata la bond girl di No Time to Die, si è calata benissimo nei panni di un agente, e ha raccontato di avere davvero parlato con qualcuno della CIA per interpretare al meglio il suo personaggio.

The Gray Man non rimane di certo impresso per la sua storia, ma è comunque un piacevole film di azione, che appagherà gli appassionati del genere e che può intrattenere anche chi segue meno gli action movie, a patto che non lo si guardi con aspettative troppo alte.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.8

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