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Come è noto, la rigida censura cinese proibisce la produzione di opere cinematografiche (e, in generale, artistiche) che possano in qualche modo disturbare e scuotere il pubblico. Non esiste, ad esempio, una produzione di film horror nazionale: il genere non appartiene alla sfera della realtà, è una devianza dai precetti statali e in quanto tale va condannata. Per eludere i controlli i registi (quelli più coraggiosi, che vogliono “sfidare il sistema”) ricorrono quindi alla sfera del sogno e dell’incubo: lì i fantasmi, i mostri e le storture possono prendere forma (come accade in Soffocation di Bingjian Zhang, 2005).
Lo stesso sembra accadere per i blockbuster d’azione, che vengono visti dal regime come una concessione all’americanismo più gretto. Ma cosa succede quando un approccio action si lega a doppio filo ad un fatto realmente accaduto? Anche in questo caso il revisionismo della Repubblica Popolare Cinese non può opporsi, e vedono la luce opere come The Captain. Che non è un film ribelle, anzi: è la perfetta opera di propaganda che intrattiene e riempie d’orgoglio, architettata da una vecchia conoscenza del Far East Film Festival, quell’Andrew Lau che nel 2002 creò dal nulla Infernal Affairs, ispirando Martin Scorsese per The Departed – Il bene e il male (2006).

The Captain: i limiti della resistenza umana

The Captain - Cinematographe.itI fatti: il 14 maggio 2018 il volo Chongqing-Lhasa della Sichuan Airlines incontrò una turbolenza molto violenta che provocò uno squarcio nell’abitacolo della cabina di pilotaggio. L’aereo perse quota rischiando lo schianto sui monti tibetani, il copilota venne quasi risucchiato fuori e si sfiorò un’immane dramma. L’approccio sinfonico di Lau svela quasi tutti i membri dell’equipaggio, i passeggeri, il personale di terra e quello del centro di controllo del traffico aereo durante il lungo calvario, trasmettendo la sensazione di essere a bordo di un minaccioso gigante dei cieli.

E non c’è dubbio che The Captain offra a chi guarda, nelle fasi concitate dell’esplosione, un poderoso impianto spettacolare, quando il comandante si impegna a far recuperare all’aereo un’altitudine sufficiente mentre l’ossigeno inizia a scarseggiare e il panico a serpeggiare. Con tutte le varianti del caso, in quella mattinata vennero affrontati e superati i limiti della resistenza umana, e tutti i componenti diedero un eccezionale esempio di perseveranza e coraggio, trionfando in un momento di crisi.

Storie di quotidiani eroismi

The Captain - Cinematographe.itIl respiro verosimile e realistico dell’insieme non impedisce tuttavia a The Captain di contenere messaggi celebrativi e nazionalistici. Ci tornano in mente Sully di Clint Eastwood e Flight di Robert Zemeckis, anch’essi incentrati su persone/personaggi che con manovre spericolate salvano centinaia di vite umane. Le differenze sono ben visibili e tangibili: laddove Eastwood e Zemeckis lavorano sul senso di giustizia, mostrandoci anche i due piloti sottoposti a giusto processo per l’analisi dell’accaduto, The Captain elimina del tutto il post, ciò che potenzialmente può essere accaduto dopo l’atterraggio di emergenza.

Una scelta di campo che trasforma la pellicola di Lau un palese pamphlet patriottico, rendendo appieno l’idea di come per i registi cinesi dare una propria impronta ai film sia un’impresa – questa sì – ai limiti dell’eroismo. È possibile adeguarsi pragmaticamente alla situazione politica del mercato cinematografico senza abdicare alla propria professionalità e visione artistica? Una domanda destinata ancora una volta a restare priva di risposta, mentre osserviamo il glorioso capitano Liu scusarsi coi passeggeri per il ritardo e tornare a casa per festeggiare il compleanno della figlioletta.

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