Succede anche nelle migliori famiglie: recensione del film di e con Alessandro Siani

Alessandro Siani con Succede anche nelle migliori famiglie, in sala dal 1 gennaio 2024, ritorna all'umorismo puro. Famiglie perfette e dove trovarle, con Anna Galiena, Dino Abbrescia e Cristiana Capotondi.

L’unica spiegazione è che Alessandro Siani bari, aggiungendo un’ora alle sue giornate. Succede anche nelle migliori famiglie, in uscita nelle sale italiane il 1 gennaio 2024 per 01 Distribution, per l’attore e comico napoletano non è soltanto il settimo film dietro la macchina da presa (regista-attore-sceneggiatore), ma anche la seconda regia in poco meno di un anno. Stakanovista della risata con un senso autoriale per il genere: il precedente e vicinissimo Tramite amicizia risaliva al febbraio 2023, nel segno di risate, cuore malinconico e un pizzico di critica sociale. Stavolta si torna alla commedia dura e pura, all’umorismo fisico, con la mappa dei temi che è al tempo stesso universale e spietatamente sincronizzata sull’attualità. Con Alessandro Siani, Cristiana Capotondi, Dino Abbrescia e molti altri, per parlarci di famiglia e perfezione. Del caos della famiglia. E dell’insostenibilità della perfezione, almeno di una certa sua idea artefatta. Il punto di vista da cui parte la storia è quello della pecora nera.

Succede anche nelle migliori famiglie: tre figli e la follia di una famiglia “perfetta”

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Basta il cognome a mettere tutti in riga: Di Rienzo. Prestigioso, solenne, autorevole. L’opinione condivisa è che non si tratti di una famiglia come le altre. Raniero Di Rienzo (Sebastiano Somma) è un medico di chiara fama, un capofamiglia che non accetta discussioni, un leader nato. Ha una moglie, Lina (Anna Galiena). E tre figli: Davide (Alessandro Siani), Isabella (Cristiana Capotondi) e Renzo (Dino Abbrescia). Il tirannico padre non vuole niente di meno del meglio per loro, che cercano in ogni modo di accontentarlo, inseguendo il miraggio di una vita di successo. Isabella, psicologa affermata invitata spesso in tv. Renzo, avvocato, sposato con una donna bella e raffinata, Deborah (Euridice Axen), due figli perfetti. L’unico che stona, la pecora nera, è Davide.

Paradossale, più di ogni altro è lui che ha cercato di somigliare al padre, tentando di seguirne le orme (professionali). Si laurea in medicina ma senza praticare, stroncato dall’ombra opprimente del genitore che lo segue caricandolo d’ansia da prestazione. Davide rinuncia ai suoi sogni, fa il volontario alla Caritas e qui lo trova Succede anche nelle migliori famiglie mentre riceve la notizia ferale: papà è morto. Primo shock, i tre fratelli si precipitano dalla madre per stringersi a lei nell’ora più buia. Ne ricaveranno un altro colpo niente male: mamma si risposa. Subito.

Con tale Angelo Cederna (Antonio Catania), pescatore hippy comunista la cui conoscenza con Lina ha radici antiche e questo fa sospettare qualcosa ai tre perspicacissimi figli. A preoccuparli terribilmente è il sospetto che il nuovo boyfriend sia un vecchio cacciatore di dote. I tre perfetti fratelli Di Rienzo – per la precisione, una pecora nera e due figli modello – si adoperano per impedire il nuovo matrimonio di mamma, con l’aiuto di un amico d’infanzia di Renzo, Picciriddu (Sergio Friscia), in chiaro odore di malavita. Seguiranno equivoci, sotterfugi e improbabili complotti. Anche un percorso molto positivo per i protagonisti, la chance di liquidare l’insopportabile patina di perfezione che ne ha condizionato la vita. Per imparare a guardare e guardarsi in maniera più imperfetta. Ma anche vibrante, calorosa e umana.

Commedia breve, in cerca d’equilibrio

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La seconda regia di Alessandro Siani in poco meno di dodici mesi scorre nel segno della commedia pura, depurata da malinconie e accenni di critica spociale. Qui il segreto è il recupero dell’umorismo fisico, la comicità slapstick, a richiamare una concezione dolcemente nostalgica del genere e delle sue convenzioni. Commedia pura, certo. E concisa. Una delle cose che colpiscono di più, di Succede anche nelle migliori famiglie, è il rigore del minutaggio. 77 minuti, in parte spiegati da una delle leggi fondamentali della commedia: l’equilibrio fragile su cui si costruisce la risata è talmente prezioso da risultare insostenibile nel lungo periodo. E quindi la commedia, di regola, deve durare meno del dramma. Ma incide, sull’estrema brevità del film, anche una scelta coraggiosa, non del tutto soddisfacente va detto, del suo regista.

Il doppio coraggio di Alessandro Siani è il rifiuto del pretenzioso e la ricerca del meccanismo narrativo perfetto, l’ingranaggio umoristico che torce al suo interno caratteri, psicologie e situazioni per consegnare allo spettatore una risata a prova di bomba. Per Succede anche nelle migliori famiglie il regista attore napoletano, che qui ritrova la collaborazione in sceneggiatura di Fabio Bonifacci, punta su due sapori di base – commedia pura e leggerezza – e attorno prova a costruire il suo castello di carte. Mancando però di senso della misura. C’è troppo da legare, fiaba e realismo, la morte e la vita, il ritratto di una famiglia che vuole rappresentarle tutte e la denuncia umoristica delle trappole della perfezione.

Il film serve bene il movimento da un’apparenza di perfezione allo svelamento di fragilità inattese dei due fratelli Dino Abbrescia e Cristiana Capotondi. Ha meno tempo e voglia di preoccuparsi dell’inverso, il riscatto della pecora nera Alessandro Siani, un arco narrativo più lineare e prevedibile. Ha cuore e empatia per gli imperfetti, Siani, per i marginali del mondo. In nome della riscoperta di un senso della vita, della famiglia, più onesto e a misura d’uomo, costruisce una commedia a tratti molto divertente ma un po’ squilibrata. Ottimo il cast di comprimari. La madre Anna Galiena e le sue verità nascoste, i toni sopra le righe di Sergio Friscia, il patriarca soffocante Sebastiano Somma, il lupo di mare che ne ha viste tante Antonio Catania, l’eleganza altoborghese e artificiale della nuora Euridice Axen. C’è abbastanza talento per garantire un’ora e venti di evasione umoristica dalle trappole della realtà, non abbastanza controllo della materia per sostenere in modo uniforme l’efficacia dell’umorismo e dei meccanismi narrativi. Andamento ondulatorio. Picchi di umorismo e pagine inespresse.

Succede anche nelle migliori famiglie: conclusione e valutazione

Il problema non è la perfezione, ma il senso e l’interpretazione che diamo alla parola. La famiglia Di Rienzo è attraversata da problemi che parlano a ciascuno di noi. I Di Rienzo siamo noi, presi nel mezzo tra perfette apparenze e realtà che raccontano altro. Per fortuna Alessandro Siani non ha voglia e neanche tempo per insistere sulla morale della favola; l’intrattenimento ha la meglio sulla lezione edificante. Succede anche nelle migliori famiglie è una commedia un po’ incostante nella struttura e negli effetti, in equilibrio tra sentimenti universali (la famiglia) e urgenze attuali (l’ipocrisia di un certo tipo di perfezione). Il film vale, per il suo autore, soprattutto come espressione di alcune idee generali per il futuro: la brevità, il ritorno alla commedia pura. I film che verranno trarranno beneficio dagli inciampi di Succede anche nelle migliori famiglie.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.6