RomaFF12 – Stronger: recensione del film con Jake Gyllenhaal

La recensione di Stronger, il nuovo film con Jake Gyllenhaal, storia vera di un uomo che, pur avendo perso l'uso delle gambe, riesce a rialzarsi nella vita.

Esplosione, cedono le gambe. Si allontanano dal corpo, perdono sangue, e tutto quello che accade intorno è solo fumo e confusione. Ma l’ordine richiede tempo per tornare a stabilirsi, così come la vita esige pazienza per tornare a ripercorrere i propri passi. Una riabilitazione dopo una perdita lancinante che assume forma cinematografica nel film diretto da David Gordon Green (All The Real Girls, Snow Angels, Manglehorn, All’ultimo voto), Stronger (qui il trailer) con protagonista l’enormemente talentuoso Jake Gyllenhaal è la vera storia del tenace Jeff Bauman e il suo percorso verso il ritorno ad una normale esistenza. Unica richiesta questa da parte di chi non sente di aver perso soltanto una parte essenziale del proprio corpo, ma che cerca di combattere la costante via del cedimento per riuscire a risanare le sue interne e brucianti ferite.

Jeff Bauman (Jake Gyllenhaal) non vuole rinunciare alla sua Erin (Tatiana Maslany), tanto da aspettare la ragazza al traguardo della maratona di Boston, dove spera di accoglierla con il cartellone da lui scritto e colorato. Due bombe improvvisate distruggono però l’atmosfera di festa dell’evento organizzato, ferendo presenti, causando vittime, spazzando via dal corpo del giovane Jeff entrambe le proprie gambe. Una tragedia che ha inizio in quella giornata di scomparsa gioia e si protrarrà oramai per il resto dei giorni dell’uomo, destinato a diventare contro il suo volere un eroe e cercando di raggiungere il primario obiettivo nella sua nuova vita: tornare a camminare.

Stronger – Il recupero e la voglia di tornare a camminare nel film tratto da una storia vera

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Soffocare le urla e trasformare il dolore in forza per riuscire in questo modo a rialzarsi; prendere tra le mani il dono della sopravvivenza, imparando ad esserne grati e farne così motore di condivisione e speranza. Mete che hanno richiesto un viaggio lungo, duro, che il giovane Jeff Bauman ha realmente attraversato e che con onesto rispetto il regista David Gordon Green ha tentato di riportare nel mondo del cinema con la sua ultima pellicola, presentata alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Stronger è il toccante itinerario nel periodo post-traumatico affrontato da Jeff Bauman dopo l’attentato di Boston del 15 aprile 2013, il sincero nonché a tratti tormentato ritratto della realtà di un semplice ragazzo ritrovatosi a dover combattere contro un male destinato a persistere, ma dal quale nel tempo saprà trarre il coraggio per andare avanti.

Dalla sceneggiatura di John Pollono, basata sul soggetto del libro scritto dallo stesso Bauman grazie alla collaborazione con lo scrittore Bret Witter, Stronger racchiude senza voler eccedere nella drammaticità – pur non mancando però di commuovere il pubblico – la triste vicenda di un ragazzo diventato simbolo di una resistenza ai delitti di un mondo che non verrà mai piegato dalla violenza. Un personaggio inizialmente incapace di cogliere la profonda ispirazione che la sua vicenda ha saputo trasmettere ad un’infinità di persone, comprendendo nel corso del recupero l’importanza di poter con gli altri condividere, parlare, di tendere una mano per lasciare che se ne stringa un’altra. Affrontando con lucidità i successivi mesi dopo l’incidente, il film dirama il suo racconto delineando i legami affettivi di un Jeff Bauman deciso a rintanarsi nel suo buo nascondiglio di isolamento, trovando infine, nei rapporti personali e nella convinzione di poter un giorno di nuovo camminare, la carica necessaria per, semplicemente, vivere.

Stronger – Jake Gyllenhaal, un protagonista immenso e straordinario

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Jake Gyllenhaal, protagonista di Stronger, alza l’asticella di un film che pulsa del talento e della tensione del suo interprete principale. Un uso perfetto del viso, di quel fisico mutilato, proteso verso la più leale rappresentazione di un’anima rotta e sulla strada della guarigione fanno l’autentica riuscita di un film risultato tanto appassionante proprio per la presenza sullo schermo dell’attore americano. Un incredibile prova di recitazione che conquista per la sua sensibile umanità, confermando la grandezza di un protagonista del cinema internazionale tra i più affermati, ma soprattutto tra i più straordinari.

Trovando così vitalità dal suo protagonista, Stronger è la sofferenza che si trasformata in voglia di non arrendersi; un film sulle difficoltà di risanare non solo un corpo, ma uno spirito spezzato, il quale coglie perfettamente il suo obiettivo nel voler colpire e far emozionare.

 

Regia - 3
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.3