Sonic 2: recensione del film con Jim Carrey

Sonic - Il film 2 è il poco coraggioso secondo capitolo della serie tratta dal famoso videogioco, con un Jim Carrey perfido e dai baffi improbabili.

Era stato uno degli ultimi botti del box office pre-pandemia. Zero dubbi, dunque, sulla possibilità di ritrovare in sala (questo era forse meno scontato) Sonic – Il film 2, il secondo appuntamento cinematografico dedicato al protagonista della celebre serie di videogiochi Sonic the Hedgehog. L’uscita nelle sale italiane il 7 aprile 2022 per una distribuzione Eagle Pictures. Nel cast Jim Carrey, James Marsden e il riccio blu più famoso e veloce del mondo. Dirige Jeff Fowler.

Qui la recensione del primo film. Cosa c’è da aspettarsi invece per questo secondo capitolo? Il solito mix di animazione e live-action, umorismo e sentimento, omaggi sparsi alla cultura pop degli ultimi due o tre decenni. Dimenticato qualcosa? Certo, c’è anche la mobilità facciale sopra la media di Jim Carrey, il più cartoonesco degli attori americani. Qui è agghindato con un paio di baffoni niente male che raccontano molto del tono generale e delle pretese del racconto.

Sonic – Il film 2: chi vuole fare l’eroe, chi non può evitare di essere il cattivo

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Qualcosa di Sonic – Il film 2 si può raccontare, anche se è meglio non esagerare troppo perché la polizia degli spoiler è sempre in agguato. Quello che si può dire per cominciare è che Sonic vive a Green Hills con Tom (James Marsden) e Maddie Wachowski (Tika Sumpter). Crede di avere le carte in regola per diventare, finalmente, l’eroe che ha sempre sognato di essere. Questo nonostante Tom lo inviti a mostrarsi paziente e a rallentare con i sogni di gloria (pura utopia). Tom è un uomo saggio, peccato qualcuno nel mondo di fuori abbia progetti diversi, per Sonic e per gli altri. Vuole fare l’eroe, il ragazzo. Accontentato.

Sonic corre ma non è mai troppo solo, il film ha cura di provvedere alla sua solitudine mettendogli accanto una ristretta ma curata pattuglia di creature affini, pelo più pelo meno. Distribuisce i nuovi arrivati in manera equa sul terreno, perché si parla sempre e comunque di buoni contro cattivi. Tra i secondi figura sicuramente il Dr. Robotnik (Jim Carrey), tornato per dare la caccia a uno smeraldo che, se usato in maniera sbagliata, può far passare un brutto quarto d’ora al mondo civilizzato. A dargli una mano c’è Knuckles, nella versione originale è doppiato da Idris Elba, guerriero Echidna dal pessimo carattere e dallo spirito super competitivo.

Dalla parte di Sonic invece c’è Tails, simil volpe dalla doppia coda (il plurale nel nome si spiega così) che magari l’azione fisica la guarda da lontano, ma di genio ingegneristico ne ha in quantità. L’interazione e le dinamiche emotive tra i tre personaggi sono funzionali al film per introdurre uno dei cardini tematici del cinema per tutta la famiglia inteso come ideologia, cioè l’elogio dell’amicizia e la rivalutazione della diversità.

Sonic 2 – Il film: non gli manca il coraggio, ma la voglia di osare

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La collisione di realtà differenti è un tema portante del racconto e dell’architettura visiva dell’operazione. Tecnicamente, intervento digitale e fotografia live-action si integrano in maniera competente ed equilibrata, per servire con coerenza un’azione che per sua stessa natura è spuria, ibrida. La regia di Jeff Fowler ha quel tanto di umiltà che serve per capire quando è il momento di farsi da parte. Lascia a Jim Carrey tutto lo spazio e il tempo necessari per disegnare la comicità esagerata, esagitata e colorata del suo improbabile cattivo. Incline al fallimento a ripetizone, ma anche molto testardo.

Carrey è, strategicamente, la pedina più importante di Sonic – Il film 2, l’anello di congiunzione tra due modi di intendere l’avventura, analogico e digitale, che se trattati con superficialità faticherebbero a capirsi. Uomo di carne e ossa, attore flessibile, carattere e inclinazioni quanto mai surreali e deformate, molto più vicine per istinto ai colleghi “senza corpo” che a tutti gli altri.

Il film rilancia discorso e premesse del primo capitolo, cerca di contrabbandare, sotto la pelle giovane di un racconto giovane, spunti di un umorismo più complesso e tagliente. Il fondo gronda di riferimenti al pop cinematografico americano più o meno recente, dal Cavaliere Oscuro a Ultimatum alla Terra, classicone sci-fi diretto da Robert Wise nel 1951 che se non l’avete visto fatelo. Il limite dell’operazione è la mancanza di intraprendenza dell’operazione. Niente, nell’umorismo, nell’idea di cinema, nelle pieghe del racconto, nel rapporto con la fonte, sa di originalità, di gusto pirata e spiazzante. Sonic – Il film 2 orchestra un’azione gradevole, un divertimento solido, non cercando mai di essere qualcosa in più rispetto a quello che ci si aspetta che sia. Un film cui non manca il coraggio di osare. Manca la disponibilità.

Regia - 2
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.5

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