Sleepy Hollow – Stagione II: recensione

La seconda stagione di Sleepy Hollow, la serie appena conclusasi su Fox, ha sofferto non poco una sceneggiatura non così tanto sovrannaturale. Composta da sette episodi in più rispetto alla prima stagione, la storia riprende a pochi minuti di distanza dalla precedente. Ecco qualche cenno alla trama per capire a che punto eravamo rimasti: (spoiler alert) Henry Parish, ovvero Jeremy, il redivivo figlio di Ichabod Crane e Katrina, è il Cavaliere della Guerra, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse al servizio di Moloch. Mosso dal sentimento di vendetta verso i genitori che lo hanno abbandonato, egli seppellisce vivo, in una bara, suo padre; manda in Purgatorio Abbie Mills e lascia che sua madre Katrina venga rapita dal Cavaliere senza testa, alias Abraham. Il Capitano Irving, inoltre, viene condannato per un omicidio non commesso e Jenny, sorella di Abbie, rimane incastrata in un incidente stradale.

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Insomma, uno scenario abbastanza incasinato, ma potenzialmente esplosivo. Ed infatti, seppur inizialmente, Sleepy Hollow si ripropone ai livelli della prima stagione: tensione, azione, mistero, l’ironia di Crane alle prese con le tecnologie di un’epoca non sua, la costante diatriba tra Bene e Male, l’assodata alchimia tra Ichabod ed Abbie e, new entry, la scoperta pian piano del personaggio di Katrina, nonché di Henry.
Eppure la stagione, nel complesso, rischia di perdersi in un labirinto senza fine. Se a pausa natalizia, Sleepy Hollow si conclude con un episodio che potrebbe, a tutti gli effetti, sancire la fine di stagione, dall’altra, riprende, a Gennaio, con sei episodi che peccano di uno script poco convincente ed originale: sembra quasi che si sia voluta forzare la serie con episodi in più, probabilmente concessi grazie all’ottimo riscontro di ascolti nella prima stagione, che però non possiedono un’idea stimolante forte, ma si stiracchiano in leggere trame verticali verso un finale che, quasi per miracolo, risolleva questa seconda metà di stagione ormai precipitata in un vortice di simil-noia.

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Tempus Fugit, infatti, a parte una trama finalmente accattivante, vuole in un certo senso trascinare Sleepy Hollow verso una nuova strada: profetiche sono le parole di Abbie: “Questa parte è finita. // Questa Guerra non è ancora finita. // Le battaglie più importanti ancora ci attendono.” come se, implicitamente, volesse dare una nuova svolta a questa serie, piccolo gioiellino televisivo, che grazie, non solo alla storia generale, all’affetto sviluppato verso i suoi personaggi e alla mescolanza di generi, è riuscita a raccogliere un target di pubblico molto ampio.
C’è bisogno di un nuovo supervillain e forse un orientamento mirato ad un genere più specifico: più horror? Più commedia?
Ci vorrebbe una gran scossa ed un qualcosa di inaspettato come l’imprevedibile mutamento del personaggio di Katrina.

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Non sappiamo ancora se effettivamente ci sarà una terza stagione: noi, ovviamente ci speriamo. Con un finale del genere, le aspettative sono legittimamente alte e non vediamo l’ora di rivedere in azione i sempre eccezionali Ichabod Crane ed Abbie Mills nella maledetta cittadina di Sleepy Hollow.
La seconda stagione, andata in onda dal 22 Settembre 2014 fino al 23 Febbraio 2015 su FOX, ritrova nel cast: Tom Mison/Ichabod Crane, Nicole Beharie/Abbie Mills, Orlando Jones/Frank Irving, Katia Winter/Katrina Crane, Lyndie Greenwood/Jenny Mills e John Noble/Henry Parrish/Jeremy Crane/Guerra.

Giudizio Cinematographe

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.3

Voto Finale

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