Skyscraper: recensione del film con con Dwayne Johnson

Skyscraper, al cinema dal 19 luglio con Universal Pictures, è un film che sa divertire e intrattenere, pur non essendo esente da alcuni difetti!

Per Hong Kong è un grande giorno: il miliardario Zhao Long Ji (Chin Han) sta per presentare al mondo il suo nuovo miracolo, lo Skyscraper (supergrattacielo) The Pearl.
Alto più di un chilometro, concepito per essere totalmente autosufficiente, con le più avanzate tecnologie a disposizione, pieno di divertimenti sofisticati e permeato di un’eleganza ricercatissima, è visto come il futuro per un’idea di mondo più tecnologico, evoluto e ad impatto ambientale pari a zero.
A verificare la sicurezza del complesso viene chiamato l’ex agente dell’FBI Will Sawyer (Dwayne The Rock Johnson), su suggerimento dell’ex collega Ben (Pablo Schreiber), molto vicino ai vertici dell’azienda di cui fanno parte, oltre a Long Ji, anche Mr. Pierce (Noah Taylor) e Ajani Okeke (Adrian Holmes).
Per l’occasione anche la famiglia di Sawyer è dentro The Pearl, con la moglie Sarah (Neve Campbell) e i due figli Georgia ed Henry, pronta a godersi in anteprima le meraviglie del pachidermico edificio.
Peccato, però, che non tutto sia ciò che sembra, che una banda di mercenari dagli oscuri intenti capeggiata dal terrorista Botha (Roland Moller) invada lo stabile portando distruzione e morte, costringendo così l’ex agente FBI a tornare sul sentiero di guerra.

Dwayne Johnson tutto muscoli e cuore in Skyscraper

Torna quindi con questo Skyscraper quel The Rock che ormai è veramente il Re Mida del cinema dei nostri giorni, ancora alle prese con un super macho tutto muscoli, cuore e autoironia, come si è già visto in tutti i suoi ultimi film da qualche anno a questa parte (vedasi Rampage, San Andreas o Jumanji).
Tuttavia in questo film, diretto da Rawson Marshall Thurber (DodgeBall, Easy A, Central Intelligence e We’re the Millers all’attivo), assistiamo ad un’evoluzione e a un’operazione sicuramente diversa da quella a cui abbiamo assistito nei cinema ogni volta che il muscoloso ex-wrestler ci ha invaso con i suoi blockbuster.
Qui infatti la buona sceneggiatura di Thurber parte da un protagonista molto meno “vincente” o “invincibile”, ma un uomo dal passato traumatico, ferito nel corpo e che fa i conti con l’aver fallito nella sua vita precedente, trovando nella famiglia quell’ancora alla quale si aggrappa per andare avanti.

Skyscraper, con effetti speciali spettacolari ma mai eccessivi, con una storia che strizza l’occhio in modo rispettoso e mai troppo pacchiano a Trappola di Cristallo e Inferno di Cristallo, sembra quindi volersi ricollegare al meglio a quella lunga serie di disaster movie che negli anni ’60 e ’70 fecero furore al botteghino.

Skyscraper: un disaster movie che richiama gli anni ’70

Skyscraper Cinematographe.it

Tutto questo all’interno di un grattacielo alveare, che si presta in modo divertente e funzionale ad un’odissea adrenalinica e che solo in qualche momento esagera, prestandosi troppo ai momenti in stile pubblicità olio Cuore di un The Rock che ci tiene sempre tanto, forse troppo, a voler essere il bravo ragazzo della situazione.
Bellissima la trovata della sua “difficoltà” fisica , che sovente crea situazioni divertenti ed autoironiche non da nulla, mentre si confronta con delle nemesi che per quanto magari non originalissime, possiamo però tranquillamente definire credibili, efficaci e ben caratterizzate.
Per una volta poi non assistiamo alla presenza di personaggi macchietta o buffoncelli con tanto di umorismo alla Marvel (sia ringraziato il cielo), ma ad una cesura netta tra buoni e cattivi come nei bei film d’azione di una volta, con l’eroe suo malgrado che si dedica anima e corpo a disinnescare il terribile piano dei cattivoni di turno.

Skyscraper: un ottimo prodotto d’intrattenimento, con una trama in fondo non così scontata

Skyscraper Cinematographe.it

Con una splendida fotografia firmata da Robert Elswit, le musiche testosteroniche di Steve Jablonsky e un ottimo montaggio di Michael Sale, Skyscraper è in ultima analisi un ottimo prodotto di intrattenimento, con una trama non poi così scontata, con sotterranei riferimenti critici alla realtà finanziaria del mondo moderno e al suo gigantismo insensato.
Allo stesso tempo però il film non spinge fine in fondo l’acceleratore, quasi timoroso di andare troppo oltre per un film che, in modo palese, si propone come prodotto per le famiglie, il che ne è ad un tempo risorsa e assieme tallone d’Achille.
Perché se è vero che Skyscraper da una parte diverte ed è un film adatto a tutti, dall’altra si fa sicuramente contagiare in modo eccessivo dallo zuccheroso, dal patetico, soprattutto nel finale dove diventa l’ennesima americanata insopportabile e melensa che ci ha fatto odiare, negli anni, un certo genere cinematografico.
Tuttavia l’insieme regge molto bene anche grazie ad alcune trovate intelligenti e creative, nonché ad un’ambiguità tra i vari personaggi in gioco che finché rimane, contribuisce a donare suspense e credibilità al tutto.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 2.5
Sonoro - 3
Emozione - 2.5

2.8

Tags: The Rock