Be Right Back: il documentario su Maurizio Cattelan

La stagione della Grande Arte al Cinema offre uno spaccato di vita di uno dei più quotati e discussi artisti contemporanei, Maurizio Cattelan.

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Con Be Right Back la stagione della Grande Arte al Cinema punta il dito (ironico a dirsi) su uno degli artisti più provocatori e apprezzati del panorama internazionale e moderno: l’italiano Maurizio Cattelan. Presentato in anteprima al Tribeca Film Festival, il docufilm di Maura Axelrod cerca di raccontare con una serie di interviste a familiari, galleristi d’arte, critici, amici e fidanzate chi sia veramente la mente dietro l’opera.

Be Right Back: chi è Maurizio Cattelan?

Padovano, cresciuto in una famiglia umile, con due sorelle e una madre spesso malata, Maurizio viene presentato fin dall’inizio come un giovane ribelle, un’artista che rifiuta il sistema e ha grandi aspirazioni. Ma, soprattutto, si intuisce subito che Maurizio (il suo nome viene ripetuto come un mantra per quasi tutto il film) ha un’idea precisa in testa: farsi conoscere. E quale idea più brillante se non quella di costruire un castello di carte con le copie della sua rivista d’arte preferita (Flash Art), farne una foto e incollarla sulla reale copertina della rivista, distribuendone copie a destra e manca?

La nona ora

Be Right Back ripercorre la vita dell’artista mostrando le sue opere più discusse e di successo, a partire dalla denuncia di furto della sua “opera invisibile”, al cartello “torno subito” (di fatto due escamotage per eludere il pubblico dal fatto che non c’era effettivamente qualcosa da mostrare), alla celebre La nona ora, una statua di Papa Wojtyla colpito da un meteorite, a Him, un Hitler in ginocchio e con le mani incrociate, fino a L.O.V.E. (un dito medio esposto a Milano in Piazza Affari) o ai bambini impiccati in piazza XXIV Maggio, per non dimenticare Daddy Daddy, un Pinocchio affogato in piscina. Ma l’opera più iconica di Cattelan è sicuramente l’esposizione al Guggenheim di New York del 2011, un’installazione con tutti i suoi “scandali” appesi, come dire “sollevate la testa ed ammirate“.

Be Right Back: l’arte come messaggio o come mezzo?

La retrospettiva su Maurizio Cattelan al Guggenheim di New York nel 2011

In un’epoca in cui non è importante quello che si dice ma come lo si dice e in cui non si vende più un prodotto ma un concetto (basti pensare a Steve Jobs e al successo commerciale della sua filosofia), Maurizio Cattelan ha capito la chiave per entrare e sradicare il sistema: attirare lo sguardo e creare sgomento. Non si tratta di arte nel senso classico del termine, bensì di un messaggio e dei mezzi più efficaci per comunicarlo, in parole povere? Di un’Idea. “Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica” affermava Thomas Edison e poco c’è quindi da criticare nell’opera di Cattelan; aldilà di ogni giudizio, di qualsivoglia morale, si deve riconoscere la capacità dell’artista di dare al pubblico esattamente quello che vuole.

Conoscere il proprio interlocutore è l’unico modo per coglierlo sul vivo, per affascinarlo, per condurlo dove vuole essere masochisticamente condotto: credere a qualcosa così intensamente da investirci. Le opere di Cattelan sono infatti tra le più quotate nel mercato dell’arte; oltre che un’artista quindi, Maurizio Cattelan può sicuramente essere considerato un eccellente venditore che, in un mondo basato sul denaro, è un gran titolo. Anche il suo amico Massimo De Carlo (gallerista milanese appeso materialmente da Cattelan con del nastro adesivo grigio a una parete nell’opera del 1999 A perfect day), afferma in un’intervista: “Maurizio non era interessato all’arte ma ad avere successo nell’arte. Ed è una cosa diversa“.

Be Right Back è sicuramente un appuntamento da non perdere con la stagione della Grande Arte al Cinema, in uscita solo il 30 e 31 Maggio, distribuito in esclusiva da Nexo Digital.

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