qualcosa di nuovo

Amiche diverse, poli opposti che si equilibrano vicendevolmente, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti sono le emotivamente precarie protagoniste dell’ultimo film della regista italiana Cristina Comencini, confuse donne nel pieno della matura età che si ritrovano a sperimentare all’improvviso nelle loro vite qualcosa di diverso, qualcosa di inebriante, qualcosa di piacevolmente bello. Qualcosa di nuovo.

Pur dagli stili di vita estremamente differenti, Lucia (Paola Cortellesi) e Maria (Micaela Ramazzotti) sono legate da sempre. Una fredda e bacchettona, l’altra buffa e passionale, le due non potrebbero avere visione più discorde sull’universo maschile, mondo dalla quale Lucia non fa altro che distaccarsi mentre Maria non riesce a far altro se non immergercisi a capofitto con ardore. Ma l’incontro inopportuno di una notte trasformerà gli atteggiamenti e i modi di pensare delle due amiche, in una sorta di viaggio lontane da loro stesse in compagnia di un avvenente diciannovenne (Eduardo Valdarnini).

Qualcosa di nuovo: l’adolescente Luca innesca i fili dell’intricata commedia

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Le due amiche Lucia (Paola Cortellesi) e Maria (Micaela Ramazzotti) si ritrovano sempre allo stesso bar

Nessuna crisi di mezza età, nessun moralismo e nessun pregiudizio nel film di Cristina Comencini Qualcosa di nuovo che, dopo la recente pellicola Latin Lover, si avvale ancora una volta di un personaggio maschile capace di far girare la testa a più di una donna. E se nel precedente film si trattava del fascinoso attore Saverio Crispo, interpretato da Francesco Scianna, questa volta è il giovane Eduardo Valdarnini, l’adolescente Luca, ad innescare i farseschi fili dell’intricata trama, invaghito e lusingato dalle attenzioni delle incontrollabili protagoniste e alla continua ricerca di sentirsi riconosciuto in quanto uomo.

Insicure come qualsiasi donna che abbia costruito nella prima parte della sua vita dei castelli fatti di progetti i quali con l’avanzare degli anni ha lei stessa distrutto e smontato, Lucia e Maria si rinchiudono in un’impossibile relazione basata su bugie e sensi di colpa, cercando di sfuggire momentaneamente dalla loro quotidianità e dalla triste rassegnazione di non poter vivere qualcosa di migliore con compagni anagraficamente più adeguati.

“Quando ho scritto l’atto unico La Scena, ho avuto la sensazione di avere colto una questione molto attuale e di aver trovato il registro giusto per esprimerla, ma non mi aspettavo il successo e l’adesione del pubblico che lo spettacolo ha avuto nei teatri dove è stato rappresentato. La relazione comica e appassionata di queste due donne con un giovane uomo ha creato nelle platee un’identificazione potente. […] Ho pensato subito che poteva diventare un film divertente e allo stesso tempo profondo.”

Ma probabilmente la trasposizione cinematografica dell’opera teatrale ideata dalla stessa Comencini non riscuoterà il medesimo entusiasmo nelle sale.

Quella di Lucia e Maria intorno a Luca è infatti una storia che spreca il suo potenziale di racconto a causa di un’errata direzione registica degli attori, tutti tanto, troppo sopra le righe in un ambiente che al contrario vuole mostrarsi completamente classico, mentre l’allestimento finisce per dare l’impressione di voler mescolare tra loro diversi registri artistici senza concentrarsi sull’omogeneità del testo generale.

Qualcosa di nuovo: le sconclusionate somme finali

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Maria (Ramzzotti) si abbandona ad un momento di passione con Luca (Eduardo Valdarnini)

Se i personaggi di Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti ben si contrappongono creando una sintonia funzionale e simpatica, è l’incongruenza tra le parole pronunciate da Eduardo Valdarnini e il suo modo di comportarsi a suscitare destabilizzazione nello spettatore, confuso dall’ipocrisia di un ragazzo tanto fastidioso quanto insensato.

Con il tipico inizio da commedia degli equivoci ed un proseguimento ironico e scanzonato, è andando sul finale che si mostrano le pecche più visibili del film, il quale mostra segni di cedimento inconcludenti e sconsiderati non tanto nella fase di scrittura, quanto nella maniera in cui viene messo in scena, andando così a demolire la possibilità di definire Qualcosa di nuovo una buona e soddisfacente pellicola. Forse un film da vedere senza pretese, ma di certo molto al di sotto rispetto alle aspettative che si era prefissato.

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