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Dopo il sorprendente successo di Tutte le volte che ti ho scritto ti amo (To All the Boys I’ve Loved Before), basato sul romanzo omonimo del 2015 scritto da Jenny Han, Netflix ha rilasciato sulla sua piattaforma il sequel P.S. Ti amo ancora (To All the Boys: P.S. I Still Love You), a sua volta adattamento cinematografico del romanzo omonimo della serie di Jenny Han. Nel film troviamo nuovamente come protagonisti Lana Condor e Noah Centineo, affiancati da Jordan Fisher, Janel Parrish, Anna Cathcart, John Corbet e Holland Taylor. La sceneggiatura è stata scritta, come nel primo film, da Sofia Alvarez, affiancata in questo caso da  J. Mills Goodloe, mentre la regia è passata da Susan Johnson all’esordiente Michael Fimognari, direttore della fotografia nel primo film. Contestualmente è già stato realizzato anche il terzo capitolo della trilogia, To All the Boys: Always and Forever, Lara Jean, in uscita nel corso del 2020.

P.S. Ti amo ancora riprende la storia d’amore tra Lara Jean e Peter vedendo però l’inserimento dirompente di John Ambrose, uno dei vecchi destinatari delle lettere scritte anni prima dalla ragazza

P.S. Ti amo ancora Cinematographe.it

Dopo le vicende del primo film troviamo Lara Jean e Peter felicemente fidanzati, finalmente una vera coppia di innamorati, dopo le finzioni precedenti, pronta al primo appuntamento ufficiale. La ragazza cresce nella sua relazione iniziando a scoprire per la prima volta tutte le implicazioni dell’amore, dall’euforia alle piccole paure, ma proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto arriva inaspettata la lettera di risposta di John Ambrose, uno dei cinque destinatari delle lettere d’amore che sua sorella Kitty aveva spedito a sua insaputa in Tutte le volte che ho scritto ti amo. Il giovane è inoltre collega di Lara Jean nella residenza per anziani in cui va a fare volontariato, cosa che intensifica il rapporta tra i due. Lara Jean si ritrova così improvvisamente a passare da ragazza senza alcuna esperienza in campo sentimentale ad essere contemporaneamente divisa tra due interessi amorosi, in mezzo a mille dubbi e incertezze.

Il filone teen si è rivelato particolarmente fortunato per Netflix, a certificarlo sono le numerose rom-com adolescenziali e i tanti film inerenti il mondo dei giovani che continuamente vengono proposti nel catalogo del colosso dello streaming. P.S. Ti amo ancora si inserisce pienamente nel solco tracciato dal suo predecessore, mantenendosi sulla stessa lunghezza d’onda ma proseguendone il discorso intrapreso con uno sviluppo della tematica dell’amore giovanile. Se Tutte le volte che ho scritto ti amo raccontava sostanzialmente un’adolescenza pre-relazionale, dove l’amore era ancora grezzo – pur nella sua piena genuinità – e si concentrava in particolar modo sul contesto in cui la protagonista stava crescendo ed iniziando a sperimentare le prime esperienze, questo nuovo film progredisce nella narrazione focalizzando l’attenzione sulla costruzione del rapporto sentimentale con tutte le insicurezze delle “prime volte”.

Il film si addentra nelle ansie giovanili ma rappresenta il mondo adolescenziale in maniera edulcorata

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Inoltre P.S. Ti amo ancora cerca di descrivere quel turbinio che si crea nella testa di una giovane ragazza attratta da due ragazzi opposti per caratteristiche, ma ognuno con un suo particolare tipo di fascino. Ciò che accade diviene occasione di crescita e maturità per Lara Jean e la storia portata sullo schermo vuole delineare questo percorso, cercando di arrivare al cuore degli adolescenti. Difatti sono evidentemente quest’ultimi a costituire il pubblico di riferimento dell’opera, in un racconto che sa come rivolgersi a loro e che scorre tutto sommato piacevolmente, pur tuttavia edulcorando la narrazione in maniera particolarmente marcata. Questo costituisce un effettivo limite, che penalizza in parte la credibilità dell’operazione cinematografica tratta dai libri di Jenny Han.

Il film esplora discretamente le ansie giovanili e i conflitti interiori che inevitabilmente si creano a quell’età, peccando però in un’eccessiva pulizia del racconto. Manca essenzialmente un po’ di coraggio nell’andare oltre ad un politically correct che soffoca una rappresentazione davvero onesta del complesso mondo adolescenziale. Man mano che la storia progredisce – sebbene sia sostanzialmente godibile – perde parzialmente di mordente, non sapendo osare a sufficienza nell’addentrarsi all’interno dei rapporti portati sullo schermo, sia che si parli del filone principale della narrazione sia che si tratti delle sfaccettature collaterali, come il rapporto con l’amico gay Lucas o quello con l’anziana Stormy o il filo narrativo della nuova relazione del padre.

P.S. Ti amo ancora è una piacevole teen comedy che parla ai giovani ma che manca però di coraggio

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Ciò nonostante il film rimane un discreto prodotto d’intrattenimento, che risponde ai canoni della commedia romantica e può facilmente trovare il favore dei più giovani per stile e linguaggio. Con una buona confezione e condito da qualche punta moderatamente malinconica che si amalgama al tono complessivamente leggero, il sequel di Tutte le volte che ho scritto ti amo riesce a centrare l’obiettivo di toccare l’animo dei ragazzi, dandone però un ritratto parziale che si ferma in buona parte alla superficie. Certamente, con all’orizzonte un terzo capitolo della saga, restano aperti anche l’auspicabile sviluppo dei personaggi non ancora sfruttati in tutte le loro potenzialità e la loro possibile evoluzione, come nel caso di Stormy, uno degli inserimenti più interessanti di questo capitolo. Il film diretto da Michael Fimognari resta dunque una visione piacevole e divertente, se fatta senza pretese e nella consapevolezza di non essere di fronte ad un lavoro innovativo per il genere teen ma ad una pellicola che punta più sullo svago che sull’approfondimento, seppur lo faccia rappresentando insicurezze, sentimenti ed emozioni del pubblico giovanile, riuscendovi in parte.

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