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Non ci stupiamo più di niente. Eppure ci stupiamo ogni volta. Le storie di corruzione, di favori scambiati sottobanco in cambio di prestazioni e strade preferenziali sono ormai talmente sdoganate che risulta complicato indignarsi ad ogni notizia letta o ascoltata. Eppure la stortura dietro lo scandalo delle ammissioni ai college, scoperchiata dall’FBI a fine 2019, ha qualcosa di così sbagliato da rendere difficile persino l’indifferenza. Quella di Rick Singer e della rete capillare messa a punto con altre figure chiave da lui così professionalmente adescate come allenatori, sorveglianti di test universitari, dirigenti scolastici, supervisori e reclute sportive è l’ultima vicenda, in ordine cronologico, ad emergere prepotente da un sottosistema connaturato nell’America stessa, che non si limita cioè di consegnare al denaro il valore di passpartout verso servizi primari, ma soprattutto (e utile nel caso del film Netflix), quella di concepire l’istruzione universitaria come prodotto, come bene venduto ad emblema di status accresciuto e illusorio, perciò facilmente acquistabile. Il docufilm diretto dal regista di Fyre: La più grande festa mai avvenuta Chris Smith (produttore anche di Tiger King) e scritto da Jon Karmen, smantella dunque non solo le modalità dello stesso Singer operate nel corso degli anni, ma pone il suo accento anche nel sistema educativo a stelle e strisce, nei meandri privilegiati di famiglie disposte a tutto pur di far entrare i propri figli all’interno di prestigiose università attraverso la via più accessibile: i soldi.

Rick Singer: megalomania sterile di un uomo in tuta

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Matthew Modine è Rick Singer nel docu-film Operazione Varsity Blues: Scandalo al college

Ricostruito su conversazioni telefoniche reali e riproduzioni trascritte da intercettazioni rilasciate dal governo, Operazione Varsity Blues: Scandalo al college fa del libro “The Price of Admission” di Daniel Golden l’altro spunto fattuale di una storia iniziata e progettata da un ex insegnate di basket troppo iracondo per stare dietro agli adolescenti. Abbandonati i campi sportivi infatti Rick Singer, descritto come carismatico, riservato, ordinario costantemente in tuta sportiva e taglio di capelli “da monaco”, nel 2011 diventa uno dei consulenti universitari privati più ambiti di Sacramento e studente dopo studente fonda una società multimilionaria di Life Coaching, la Singer Society. Questi, nello sfruttare le conoscenze apprese nel suo precedente impiego, escogita così un redditizio escamotage per la scelta, la preparazione e il test d’ammissione di potenziali matricole di college elitari come Yale, Harvard, Stanford, UCLA, USC.

L’”entrata di favore” infatti diventa la modalità preferenziale che consente ai genitori di donare una cifra dieci volte maggiore rispetto a quella prevista per “l’entrata di servizio” garantendone così l’indubbia ammissione. Attraverso la falsificazione di foto, meriti sportivi, brogli sulla reale identità dei suoi ‘studenti’ (sfruttando le vie d’accesso per le minoranze etniche o gli alunni con deficit cognitivo) Singer ha costruito un vero e proprio impero di corruzione e illegalità, afferrando la mano tesa di molteplici coach e supervisori sportivi, complici quanto lui di un sistema di favori, donazioni da capo giro e promesse ancora oggi sotto inchiesta e che vede lo stesso Singer a piede libero finché la sua collaborazione con la giustizia americana non condanni l’ultima persona coinvolta.

Operazione Varsity Blues: scandalo al college. Stupirsi del non stupirsi abbastanza

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Nel documentario vengono spiegate le modalità dei finti test d’ammissione al college

Nell’alternarsi di interviste, stralci di notiziari, video amatoriali di giovani davanti al pc in attesa della fatidica lettera di accettazione o rifiuto dal college del loro sogni, Operazione Varsity Blues: Scandalo al college va a (s)chiudere le modalità narrative, sempre più in voga tra i documentari contemporanei, con l’aggiunta di sequenze ricostruite su reali conversazioni, grazie alla scelta di un cast quanto più somigliante ai protagonisti, tra i quali spicca Matthew Modine nei panni di Singer. Coadiuvato dai ritmi concitati ed elettronici della musica di Atticus Ross (Mank, Waves, The Social Network), il film di Smith disvela, innescando nello spettatore sentimenti comprensibili di collera e doppia incredulità, tutta la fascinazione e l’odio nutrita per i ricchi dagli stessi americani che, nell’ammaliarsi per quelle vite segrete e inaccessibili ne subiscono, di rimando, anche il livore per le evidenti falle d’ineguaglianza.

Divario sistemico e colpe giudiziarie nel film Netflix Operazione Varsity Blues: scandalo al college

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Angela Nicholas è Donna Heinel, supervisore sportivo della UIC coinvolta nello scandalo.

Nonostante non si addentri troppo nelle intercettazioni di clienti più in voga, come le figlie dell’attrice Felicity Huffman (solo accennata) e quella di Olivia Jade (figlia influencer di Lori Loughlin e lo stilista Mossimo Giannulli) il film scoperchia in maniera inedita, ma forse non abbastanza rabbiosa e decisa, la facilità con la quale il white privilege si pieghi ad un sistema che mette a repentaglio perfino la propria etica e morale. Concentrandosi molto sulla figura megalomane e perennemente insoddisfatta di Singer come uomo dedito al denaro ma senza alcun obiettivo finale, Operazione Varsity Blues è una riflessione per nulla sterile sul denaro, le amareggianti dinamiche famigliari fatte di madri dalla scarsa considerazione verso le capacità dei figli e l’educazione scolastica concepita come merce d’acquisto. Impossibile pensare che i 14 giorni di carcere scontati dalla Huffman e i due mesi dati alla Loughlin bastino a rompere una catena di privilegio, corruzione e malcostume inellata su un sistema meno circoscritto. Che la colpa allora sia di Singer, dell’inopportuna classificazione dei college universitari o dei genitori stessi poco importa. Operazione Varsity Blues: Scandalo al college ne è consapevole e nell’esposizione appassionata ma razionale, non regala facili illusioni.

Operazione Varsity Blues: scandalo al college è disponibile su Netflix dal 17 marzo 2021.