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15 luglio (festa di San Swithin) 1988, data storica per Emma (Anne Hathaway) e Dexter (Jim Sturgess), si incontrano, si conoscono e da quel giorno non si separeranno più. One Day (2011) – tratto dall’omonimo libro, bestseller del 2009, di David Nicholls, che ha curato anche lo script della pellicola -, diretto da Lone Scherfig (An Education) – che prima ha seguito le orme di Lars von Trier e del suo Dogma e poi se ne è discostata cercando una sua strada -, segue la vita dei due protagonisti in un solo giorno (il 15 luglio appunto), lo stesso per ogni anno fino al 2006.

La storia dello scrittore, poi ripresa dalla regista è semplice: due giovani che un po’ si attraggono e un po’ si respingono, un po’ amici, un po’ amanti che si perdono di vista, ma mai fino in fondo, che si vogliono, ma non completamente, che si rincontrano e si riperdono in continuazione. Il film, come il romanzo, racconta le vite di Emma e Dexter, così diverse, ma soprattutto il loro rapporto, così indefinibile, così in bilico tra amicizia e amore, aggiorna lo spettatore su ciò che è accaduto, di anno in anno. Quel 15 luglio è un’occasione per rivedersi, sentirsi, scriversi una lettera.

One Day Cinematographe.itOne Day: Emma, una ragazza speciale

Emma è diversa da tutte le ragazze che Dexter ha conosciuto, è agli antipodi rispetto alle donne con cui è uscito, quelle con cui ha passato le notti. Lei è precisa, minuziosa, una lavoratrice, un’idealista ma ha anche i piedi ben poggiati a terra: è capace di lavorare come cameriera in un ristorante messicano perché lo deve fare, nonostante siano tanti i suoi talenti. Emma ha da sempre amato Dexter, ma di nascosto, sotto quei suoi enormi occhiali rotondi, scrivendo poesie su di lui, lo ha ammirato, ha trepidato per lui, per un suo sguardo, ma quando hanno la possibilità di avere qualcosa di più si tira indietro. La ragazza sa chi è Dexter, è quello che finge di essere superficiale, è il donnaiolo che ama divertirsi, che usa tecniche ben precise per corteggiare, crede che il loro rapporto, profondo e sincero, potrebbe rovinarsi se ci fosse qualcosa di più. One day infatti racconta la paura di chi non vuole “rovinare l’amicizia”, guarda dall’alto i movimenti dei due protagonisti legati da un sottile filo rosso, ci mostra i  loro volti quando si separano e si ricongiungono. Si costruisce come un coming-of-age di neomaggiorenni, perlustra le sofferenze e i disincanti di chi sta crescendo, racconta il vuoto in cui spesso si cade quando non si sa che strada prendere, narra il dolore sordo di un amore che non nasce, che si nasconde e che tiene bloccati e infelici.

Mentre Emma e Dexter si pensano, crescono, diventano grandi e in un gioco squilibrato e malsano lei è sempre più bella, consapevole, fiorisce di fronte agli occhi dello spettatore, lui invece si perde e si disperde. Il vecchio Dexter viene mangiato da un tronfio presentatore televisivo che modifica la voce per mascherare il dolore che porta dentro (la malattia e la morte della madre), che affoga tra alcool e droga. Emma assiste, impotente e spaventata, alla distruzione del suo amico, del suo amore giovanile, di quell’anima gemella con cui si è laureata, con cui ha fatto un viaggio in Francia, con cui ha riso e a pianto.

One Day Cinematographe.itOne Day: Dexter, un ragazzo fragile e insicuro

Dexter, rappresentazione di una generazione che rincorre il mito della tv e della celebrità, è figlio di una famiglia ricca, ha tutto dalla vita: è intelligente, seducente, baciato dalla fortuna, vuole sfondare nel mondo della comunicazione e riesce a condurre un programma, qualcosa dentro però lo tormenta. Dexter indossa una maschera per far innamorare le donne, senza mostrarsi troppo, per camminare nella vita parando i colpi, solo Emma lo smuove e lo culla, con lei non finge, può essere anche fragile e insicuro ma non basta, ad un certo punto riesce a rovinare anche il rapporto con l’amica di sempre. Le cose della vita vanno come non dovrebbero mai andare e Dexter non riesce a sostenerne il peso, suoi fedeli amici diventano l’alcool e la droga che lo stordiscono e lo rendono un altro, questo però non lo aiuta, anzi.

Il film accompagna Dexter e Emma nel loro percorso da trentenni problematici,li guarda sbagliare nel lavoro, nell’amore senza giudicarli mai, anche quando escono con chi non dovrebbero, anche quando sposano persone sbagliate, anche quando si svendono facendo lavori che opprimono la loro creatività.

Il mondo di Dexter crolla (il lavoro che va male, lo sballo perenne in cui vive, il mondo che lo allontana) e cerca rifugio in Emma che però inizia a vivere, ha un fidanzato, sbagliato, diverso, ma uno che la desidera in quel momento, senza troppe storie, né paure.

One Day Cinematographe.itOne Day: un amore per sempre

Emma e Dexter, dal 1988 al 2006, continuano a cercarsi, anno dopo anno, sia che siano vicini sia che siano lontani, anche se si dicono le cose più brutte e più dolorose il destino, la vita li fa rincontrare; qualcosa vorrà dire. Questa storia sembra uguale a tante altre, non c’è niente di originale in questo rapporto, un po’ malato ma necessario per andare avanti, di un’amicizia che sfiora più e più volte l’amore, senza avere il coraggio di cambiare marcia. È questo il motivo per cui One day risulta riuscito, nonostante più di qualche fragilità, proprio perché racconta qualcosa che molti hanno vissuto, non ha paura di essere un film romantico, di raccontare uno dei sentimenti più narrati nel cinema, anzi, si immerge nei palpiti dei suoi protagonisti, nelle loro lacrime, nella loro disperazione più. Hathaway e Sturgess sono perfetti in questo film, lei bella e rassicurante, lui conturbante quanto basta, sono credibili nei loro avvicinarsi e allontanarsi, nei panni di amici che vorrebbero qualcosa di più ma non ne hanno il coraggio, di innamorati che, nonostante tutto, si ameranno per sempre.

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