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Due atti di amore diversi, ma complementari: il primo, scatenante, quello dell’attrice ed oggi anche regista Michela Andreozzi, arrivata al cinema dietro la macchina da presa con la sua divertente commedia Nove Lune e Mezza, il secondo quello della sua protagonista interpretata da Claudia Gerini, incinta per volere proprio, ma per il fine di un’altra. Così l’interprete romana racconta le donne di oggi nella sua nuova pellicola, costellata da un cast di attori che vede i nomi della già citata Gerini, di Lillo Petrolo, Giorgio Pasotti, Stefano Fresi, Claudia Potenza, Alessandro Tiberi, Massimiliano Vado e Michela Andreozzi stessa, senza dimenticare la breve ma ironica partecipazione di Paola Tiziana Cruciani.

Sorelle legatissime, opposte come il giorno e la notte, Livia (Claudia Gerini) e Tina (Michela Andreozzi) vivono con caratteri e obiettivi diversi la loro parallela e distante vita. Indipendente e grintosa la prima, succube e chiusa la seconda, Livia deciderà di offrire alla sorella il mezzo per permetterle di realizzare finalmente il suo sogno più grande: l’utero. È infatti l’idea di avere un bambino che Tina persegue con fervore, ma senza avere mai successo, a causa di un corpo che sembra non voler proprio collaborare. È così che inizierà per Livia, Tina e i corrispettivi compagni una gravidanza segreta fatta di sotterfugi, incomprensioni e svolte; la crescita non soltanto di una piccola briciola in una pancia, ma anche quella interiore e matura di ogni personaggio.

Nove Lune e Mezza – I mille modi e le mille forme di essere una famiglia

nove lune e mezzaNuove genitorialità nel film di Michela Andreozzi Nove Lune e Mezza: uteri in affitto, madri surrogate, coppie omosessuali, neocatecumenali. Un fiore dalla moltitudine di petali, ognuno prestabilito per raccontare le differenze con cui può andarsi a formane oggi una qualsivoglia famiglia. Differenti modi di vedere ai legami parentali, ma un unico, antico ingrediente per fare sì che la vita abbia inizio: l’amore. Il regalo di una sorella a un’altra che potrebbe aprire a contemporanei dialoghi sugli attuali metodi di concepimenti più o meno naturali e su cui ancora gravitano pregiudizi e incomprensioni, ma che invece di intraprendere un discorso morale e di presa sociale, lascia che si rifletta con estrema leggerezza, a suon di risate, mostrando uno spaccato di vita insolito, ma di questi tempi neanche troppo lontano.

Dall’incontro artistico degli sceneggiatori Alessia Crocini e Fabio Morici con l’Andreozzi, nasce così una sceneggiatura divertente che trasforma un bellissimo gesto in conseguenze a caro prezzo, la perdita della propria autonomia a discapito di un corpo deformato, ingombrante, ma il quale non solo porta il dono della vita con sé, ma si fa tangibile oggetto di un affetto fraterno, intimo e commovente. Nove mesi per far formare una creatura e per raddrizzare le inclinazioni di tre diverse coppie, tre famiglie lontane per membri appartenenti eppure tutte aventi il diritto di avanzare questa definizione per descrivere la propria unione.

Nove Lune e Mezza – I figli non sono di chi li fa nascere, ma di chi li fa crescere

Nove lune e mezzaNove Lune e Mezza fa accorto uso di distinti stereotipi che si prestano a una mansione più che funzionale ai fini della storia, personaggi interpretati da giusti attori che riescono senza strafare a trasmettere ognuno una propria presenza comica, escludendo la possibilità di strafare. Il film però non è certo esente di discutibili scelte che nonostante tutto si rivelano poca cosa all’interno dell’impianto generale, ma che se escluse avrebbero permesso alla commedia di permettersi un riflettore in più sotto cui brillare.

Una pellicola che sembra racchiudere la più banale affermazione del mondo e forse, come tale, quella che nasconde più verità: i figli non sono di chi li fa nascere, ma di chi li fa crescere.

 

Nove Lune e Mezza è al cinema dal 12 ottobre con Vision Distribution.