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Sette amici si incontrano per una cena e, ad un certo punto, una di loro, invita gli altri a fare un gioco: mettere sul tavolo i cellulari e condividere ogni messaggio, email e telefonata che arriverà; vi sembra di aver già sentito questa storia? Certo, questo è il film polacco, intitolato (Nie)znajomi diretto da Tadeusz Śliwa, che ha tratto ispirazione dal film italiano Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, molto amato in tutto il mondo e anche in Polonia dove è rimasto in sala per oltre due anni. (Nie)znajomi è stato proiettato come anteprima internazionale alla 31^ edizione del Trieste Film Festival, alla presenza di Kasia Smutniak, premiata come attrice ponte tra due culture (quella polacca e quella italiana), che ha partecipato alla pellicola interpretando Ewa, il personaggio di cui aveva indossato i panni nel film italiano.

(Nie)znajomi: una commedia dolce amara che racconta le ombre umane

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La domanda è sempre quella: chi di noi metterebbe sul tavolo il proprio cellulare, alla mercé di amici, compagni, parenti? Chi di noi non avrebbe qualcosa da nascondere? Probabilmente tutti. (Nie)znajomi, come Perfetti sconosciuti, è una commedia dolce amara che mostra quanto sia difficile mostrarsi senza schermi, quante sofferenze, quanta delusione, quante critiche ci sarebbero se raccontassimo la verità. Quanto siamo onesti con gli altri e forse con noi stessi? Quanto in secondo luogo si può parlare di onestà se si racconta tutto di se stessi?

Omosessualità, rapporti adulterini, tragedie e piccoli segreti vengono palesati e viene dimostrato quanto poco si conosce chi ti sta vicino e sorge dunque una domanda: siamo veramente amici, compagni, amanti o meglio è giusto mantenere qualche lato nascosto?

Anna (Maja Ostaszewska), Grzegorz (Lukasz Simlat), Ola (Aleksandra Domanska), Czarek (Michal Zurawski), Ewa (Kasia Smutniak), Tomek (Tomasz Kot), Wojtek (Wojciech Zoladkowicz) sono attorno al tavolo, con le loro casseforti tecnologiche in cui è nascosto tutto il loro mondo; e Tadeusz Śliwa si posiziona lì, di fronte a loro e ci racconta le storie, le personalità di quegli uomini e di quelle donne, molto simili a quelli e a quelle del Perfetti sconosciuti italiano – nel fisico, negli abiti, nella vita e nei “tic”. Solo, in un secondo momento, il film si allontana un po’ dall’originale e diventa un’istantanea della società polacca.

(Nie)znajomi: prende le mosse da un unicum nel panorama italiano, Perfetti sconosciuti

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Perfetti sconosciuti rappresenta un unicum nel panorama italiano perché in grado di avere una vita anche all’estero e di generare la necessità da parte delle altre nazioni di avere una loro declinazione della tagliente tragicommedia italica/italiota, dando uno scossone alla società contemporanea, spesso arida e schiava delle novità tecnologiche. Essendo Perfetti sconosciuti una chiara rappresentazione di un momento preciso della storia del nostro paese, è inevitabile che le varie nazioni modifichino e plasmino il testo di Genovese – cosa che la Smutniak ammette non essere apprezzata da lui. Per fare degli esempi che meglio spieghino ciò: il remake spagnolo Perfectos desconocidos di Álex de la Iglesia cerca di far emergere le stranezze della vicenda, dando risalto alla vena grottesca, propria del cineasta, nel rifacimento sudcoreano di Lee Jae-kyooIntimate Strangers, invece è lo sfarzo della casa in cui si allestisce la cena a portare alla luce una delle caratteristiche principali della società sudcoreana, le differenze di classe.

(Nie)znajomi: un film che traduce la storia originale declinandola in salsa polacca

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(Nie)znajomi perde il valore centrale che ha il cibo nel nostro film perché, come sottolinea la Smutniak durante la premiazione e la presentazione prima della proiezione, per la cultura polacca non ha quel significato sociale, aggregativo, comunitario. Il piacere della tavola, il rituale della preparazione, tratti fondamentali nel Perfetti sconosciuti italiano, si disperde nell’opera polacca, il cibo c’è ma è pretesto attraverso cui si parla d’altro.

Nel film di Śliwa ha un importante ruolo la musica che segue, insegue e accompagna i personaggi per rivelarne i lati nascosti, i segreti e i misteri che non conoscono neanche le persone più vicine. Uno dei momenti più riusciti e rivelatore di quanto lavoro ci sia dietro a questo rimaneggiamento è quello della danza dopo che Ewa scopre che il marito va in analisi: l’occhio cinematografico osserva con delicatezza e eleganza i sette amici che si muovono a tempo di musica nell’enorme salotto, immersi in una onirica e psichedelica luce azzurrognola. Rientra nella stessa casistica la sequenza in cui i sodali in preda al fumo si sballano come da adolescenti e il cineasta segue questo trip giocando con il mezzo e con le luci. Queste sono scene che non ritroviamo nel film di Genovese molto più rigoroso e concentrato su un altro piano, quello della parola, e inevitabilmente discendente dalla commedia italiana molto più legata ad un certo tipo di umorismo e riflessione socioculturale.

Nei dialoghi tra i personaggi si ritrovano tensioni e contrasti propri della società polacca: il rapporto complicato con l’Unione Europea, le dure e insensate resistenze nei confronti dell’omosessualità – elemento presente in parte anche nel film di Genovese -, l’amore e la “devozione” nei confronti dell’Italia, inteso sia come tributo dovuto al cineasta di riferimento, ma anche come sintomo di un rapporto economico e culturale ancora vivo, e profondo.

(Nie)znajomi: un film che ha pregi e difetti ma che non coinvolge a pieno

cinematographe.it, (NIE)ZNAJOMI

(Nie)znajomi di Tadeusz Śliwa è un film che ha pregi e difetti; durante la visione bisogna inevitabilmente staccarsi dal film-modello ma uno dei punti fondamentali è che non si viene totalmente “risucchiati” dalla storia.

Nonostante la storia, la sceneggiatura e gli interpreti il film di Tadeusz Śliwa non vince su tutta la linea.

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