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Il titolo Never Rarely Sometimes Always deriva dalla risposta che la protagonista deve scegliere durante un’intervista pre-aborto a Planned Parenthood, una clinica di New York dove è possibile interrompere una gravidanza indesiderata. Autumn, interpretata da Sidney Flanigan, è una ragazza semplice che lavora in un grande magazzino e ama la musica. Un giorno scopre di essere incinta e decide di fare un viaggio a New York con la sua migliore amica Skylar per porre fine alla gravidanza. Il film di Eliza Hittman è stato applaudito alla 70° edizione del festival di Berlino, anche per aver trattato un tema delicato come l’aborto con rispetto e sensibilità.

Autumn è una ragazza di 17 anni che è quasi risentita per il fatto che qualcuno si interessi al suo benessere. La telecamera esplora il viso di Flanigan per lunghi momenti, come per trovare delle risposte e comprendere i suoi pensieri prima, durante e dopo una decisione così definitiva.

Questo dramma al femminile affronta tutti gli step di una donna che decide di abortire negli Stati Uniti. Lo stato richiede che i minori ottengano il consenso dei loro genitori e poi c’è bisogno di soldi per portare a termine l’operazione a New York. Infatti l’amica di Autumn, Skyler (Talia Ryder) ne ruba alcuni dal negozio in cui entrambe lavorano e inizia l’avventura. Never Rarely Sometimes Always è semplicemente una rappresentazione del nostro presente.

Con Never Rarely Sometimes Always Eliza Hittman affronta la tematica dell’aborto con rispetto e sensibilità

Never Rarely Sometimes Always cinematographe.it

I film precedenti di Eliza Hittman, It Felt Like Love e Beach Rats, erano film per adulti in cui sesso e pericolo erano indissolubilmente intrecciati per i giovani personaggi che esploravano i propri desideri in erba nei regni a volte ostili dell’età adulta. Never Rarely Sometimes Always è invece lontano da quell’idea, e la protagonista deve gestire un effetto indesiderato del sesso. Il film vibra con il panico claustrofobico di essere intrappolato in un processo biologico, soprattutto quando Autumn inizia a cercare di indurre un aborto ingoiando manciate di pillole di vitamina C e dandosi pugni sulla pancia. Questi momenti rendono il film crudo ed emotivamente intenso per lo spettatore, mentre ne esce fuori anche un ritratto di un’America contemporanea ostile e brutale.

La brutalità che la regista infligge ai suoi personaggi viene fatta attraverso uno sguardo di indifferenza o abuso così istituzionalizzato che difficilmente viene riconosciuto come tale. È la brutalità a cui Hittman si appoggia a volte più del necessario, facendo sembrare che il mondo non abbia alternative per due ragazze adolescenti. Al centro del film una relazione di amicizia e complicità che non ha bisogno di essere sentimentalizzata per spezzare il cuore. Autumn non parla, ma Skyler non ha bisogno che lei lo faccia: la decisione di avventurarsi a New York insieme viene presa senza discussioni prolungate, come un atto di lealtà e amore che arriva senza fanfara. In un film in cui non esiste un posto sicuro, sia che si tratti della tua città natale o delle strade di Manhattan, un piccolo gesto che sembra enorme: il fatto di non essere solo.

Premiato col Gran Premio della Giuria a Berlino, il film vede nel cast oltre a Sidney Flanigan anche Talia Ryder, Théodore Pellerin, Ryan Eggold e Sharon Van Etten. È stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival il 24 gennaio.

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PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione