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My spy, commedia diretta da Peter Segal e disponibile su Amazon Prime Video dal 3 settembre, presenta l’ex wrestler e attore tra i più richiesti nell’universo blockbuster Dave Bautista nei panni di JJ, un agente operativo della CIA che non conosce altro che la forza bruta per portare a termine le missioni assegnate. Verrà prontamente ridimensionato dai suoi superiori e costretto a sorvegliare la famiglia di Kate (Parisa Fitz-Henley), una mamma single trasferita da poco a Chicago dopo la misteriosa morte di suo marito. Quest’ultimo era invischiato in un losco commercio di armi di distruzione di massa, con suo fratello Marquez (Greg Bryk) in cerca di un codice segreto per attivare una bomba al plutonio. JJ inizia però ad affezionarsi a Kate e sua figlia Sophie (Chloe Coleman), in compagnia della maldestra e impacciata informatica Bobbi (Kristen Schaal), unica affidabile alleata di JJ in questa avventura: si evolverà, lungo la storia, una relazione delicata in una missione che necessitava del massimo grado di indiscrezione.

My spy: la comicità è al pieno servizio degli attori di punta

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Per non focalizzarsi su una trama blanda, molto superficiale e senza punti di svolta impattanti, My Spy preferisce affidarsi ad un tris di attori davvero carismatici: Dave Bautista in uno scenario inusuale per i suoi standard recitativi, la piccola Chloe Coleman e l’incontrollabile mina vagante Kristen Schaal procedono con la più elevata marcia per garantirci sane risate per tutta l’intera durata del film. Il rapporto che va rafforzandosi nella struttura narrativa principale si ripropone sul set, con interpreti divertenti e divertiti; si nota l’insana voglia di riempire la scena con buffe espressioni e comicità di stampo slapstick, senza che il tutto risulti eccessivamente forzato.

Si prende spunto da una sceneggiatura, ideata a quattro mani da Erich e Jon Hoeber, che si prende gioco dei luoghi comuni del cinema d’azione: camminate al rallenty vicino ad una grossa esplosione, battute ad effetto per smorzare la tensione, agenti imbattibili che non riportano mai ferite e villain monodimensionali completano il quadro di una commedia scanzonata e spiritosa, che può procedere celermente tra i vari atti solo se i protagonisti si sentono pronti ad esplorare molte sfumature di una relazione in divenire. Le emozioni non mancano, quando si tratta di dover affiancare una bambina carica di entusiasmo ad un perfetto esempio di attore apparentemente stoico, ma affettuoso sotto la superficie.

La pura adrenalina è ridotta all’osso, una scelta ponderata per valorizzare l’intesa stabilita fra i protagonisti

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Peter Segal (Agente smart – casino totale, L’altra sporca ultima meta) si occupa di offrire un tono improntato sulla goliardia e sulla fanciullezza inclusa in ognuno dei membri del cast, e si limita a girare due importanti sequenze colme di adrenalina nel prologo e nel confronto finale tra JJ e Marquez: più che stupire per inventiva e coordinazione degli stunt, gli inserti d’azione si devono confrontare con un punto di vista a misura di bambino; la scrittura è come se narrasse la storia interamente dalla prospettiva di Sophie, intenta a stabilire un contatto con l’agente speciale. Una scelta ampiamente intuibile, ma tuttavia efficace per mostrare un lato inedito di Dave Bautista nei territori della commedia per famiglie.

L’arco evolutivo del personaggio di JJ viene curato con la massima delicatezza, in questo modo Bautista può essere coinvolto in attività che si discostano molto dai piani stabiliti dai suoi superiori: giri al parco, pattinate sul ghiaccio, imbarazzanti balli nei pub e partecipazioni straordinarie nella scuola frequentata da Sophie. Per abbattere la corazza di un individuo che ha sempre agito in solitaria, la pellicola si impegna al massimo per smuovere la coscienza dell’agente, facendogli riscoprire i reali valori che possono distinguere l’uomo dalla macchina di guerra.