GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

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L’emancipazione femminile, in alcune parti del mondo, è ancora un lontanissimo miraggio. Ci sono città, paesi e nazioni dove le donne non sono inserite all’interno della società, non sono degne di essere considerate esseri umani al pari degli uomini né di seguire i loro sogni e aspirazioni: di fatto, non contano niente. Ed è proprio su una simile realtà che si focalizza Mrs. F., documentario del regista olandese Chris Van Der Vorm presentato per la prima volta in Italia al Sole Luna Doc Film Festival 2020, dove ha ricevuto una menzione speciale.

Il film segue il viaggio di Mrs. F., al secolo Ifeoma Fafunwa, a Makoko, la più grande baraccopoli galleggiante della Nigeria. Al suo interno, le donne vivono intrappolate in una società fatta di patriarcato ed estremismo religioso, tra mogli ripudiate perché danno solo figlie femmine al marito e l’impossibilità di studiare o perseguire la carriera desiderata. In questo contesto, Mrs. F. porta il suo spettacolo “Hear Word”, un progetto dedicato alla consapevolezza e all’emancipazione femminile: a Makoko è quindi in cerca di donne che possano prendervi parte, forti delle loro storie difficili.

mrs. f. cinematographe.it

Attraverso una regia schietta e diretta, senza filtri, Chris Van Der Vorm osserva quindi come le donne di Makoko, vessate da anni di abusi fisici e mentali, reagiscono all’input di Mrs. F., un input che per la prima volta permette loro di sognare di trascendere i limiti della loro società.

Lo sguardo della macchina da presa è molto delicato, quasi impercettibile: senza offuscare le immagini con giudizi anche solo velati, accompagna il dipanarsi della vicenda, la presa di consapevolezza di queste donne che vivono una vita di terrore, e che con “Hear Word” hanno l’occasione di urlare di fronte a un pubblico cosa vogliono e non vogliono per il loro futuro. La mancanza di voce da parte del regista non è tuttavia da considerarsi un difetto, anzi: la capacità di Van Der Vorm di utilizzare gli strumenti a propria disposizione per dare a Mrs. F. e alle donne di Makoko tutto lo spazio possibile è proprio ciò che rende il film così reale e toccante.

La quasi assenza di colonna sonora – fanno eccezione solo alcuni intermezzi musicali – e di confessionali, unita ad una fotografia quanto più aderente alla realtà, conferiscono a Mrs. F. una dimensione quasi verista. Van Der Vorm ha dunque confezionato un documentario che denuncia come la parità tra i sessi sia ancora un’utopia in molte parti del mondo, e lo fa nella maniera più semplice ed efficace possibile: lasciando parlare i fatti e i sorrisi di quelle donne che, per la prima volta nella vita, sentono di avere una possibilità.

 

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