Quanto desidereresti essere qualcun altro? Attraverso questo sardonico interrogativo, Tom McCarthy dà libero sfogo alla sua creatività presentando Mr Cobbler e la bottega magica (in originale The Cobbler).

Con l’impiego attivo di Adam Sandler, e i particolareggiati coinvolgimenti di celebri attori come Steve Buscemi o Dustin Hoffman, McCarthy offre un prodotto lievemente minimalista, capace di alternare una morigerata drammaturgia con una commedia ai limiti del surrealismo.

Tutto ruota attorno alla solita “leggenda ebraica”, con questo mite calzolaio che drasticamente accantona quel suo morigerato stile di vita, ritrovandosi catapultato in un movimentato “vortice emozionale”,  assumendo morfologicamente  l’identità di altre persone. Con questa scelta del protagonista “camaleontico”, Tom McCarthy adotta una metrica stilistica ampiamente fantasiosa, celandosi dietro una sequela di moralismi riconducibili alla società contemporanea.

Mr Cobbler e la bottega magica

Facendo un tenue parallelismo, Mr Cobbler e la bottega magica presenta quel connotato minimalista rievocabile ai film del celebre regista francese Michel Gondry, capace di “trasmutare” la realtà in irrealtà, attraverso concezioni strampalate o distopiche leggende.

McCarthy punta forte su questo tratto somatico, marcando il film da quell’aurea surrealista capace di renderlo stilisticamente fuori dal comune, o quasi. Fondamentalmente The Cobbler può essere contemplato come lavoro di crescita della propria auto-stima, di quell’evoluzione della personalità di un singolo, capace di poter far fronte all’arida insensibilità della realtà contemporanea.

Mr Cobbler e la bottega magica: mero trattato di sociologia ?

È giusto chiedersi se The Cobbler sia un film che si limita a deliziare il cinefilo più esigente o se sia un lavoro riflessivo, che pone interrogativi sulla modalità di comportamento di un singolo o di una comunità  – quella contemporanea – sul piano strettamente sociologico”.

Il tentativo di McCarthy  appare pressoché evidente, risultando tanto coraggioso quanto azzardato. La pellicola difatti procede con un incipit ben ponderato, per poi scemare inspiegabilmente in un semplicismo narrativo abbastanza reiterato.  Utilizzando un cast d’attori non indifferente (peccato l’impiego attivo del solito “impassibile” Adam Sandler), ed usufruendo di una sceneggiatura ben limata – coadiuvata da Paul Sado – McCarthy non riesce ad ottimizzare il film lasciando dietro “sbavature” stilistiche assolutamente evitabili.

Mr Cobbler e la bottega magica sul piano prettamente artistico è gradevole, con una “dolcezza” d’animo percepibile. Peccato che tali peculiarità vengano però dimenticate col procedere della narrazione, passando in un contesto mal strutturato con un finale decisamente approssimato.

Non basta neanche la presenza “onirica” di Dustin Hoffman per massimizzare il film, apparendo quasi sterile con la sua interpretazione.

Il film, che sarà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal  21 luglio 2016 distribuito da Barter, annovera nel cast Adam Sandler, Dan Stevens, Dustin Hoffman, Melonie Diaz, Steve Buscemi, Cliff “Method Man” Smith, Lynn Cohen, Ellen Barkin, Joey Slotnick, Yul Vazquez.

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