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Megan, un’artista di successo irlandese, vive a Dublino con suo marito, l’architetto italiano Leo De Mundo. Alla notizia della morte dello zio di Leo, Domenico, potente monsignore della chiesa cattolica, la coppia torna in Puglia per vendere l’antico palazzo di famiglia. Da sola tra le vecchie mura durante le ore più calde della giornata, Megan è disturbata da presenze misteriose. Cercando di dare una logica a quanto le sta accadendo, la donna inizia a trovare indizi di un mistero irrisolto legato alla famiglia del marito. Le leggende locali identificano con la parola “Controra” tali fenomeni. Si tratta di una delle tante credenze popolari che animano da decenni il Sud Italia e che, nelle mani di Rossella De Venuto, compongono il tessuto drammaturgico sul quale andare a dispiegare le dinamiche narrative del racconto al centro della sua opera prima dal titolo Midday Demons, presentata nella sezione Spazio Italia della 19esima edizione del Trieste Science+Fiction Festival.

Midday Demons: cos’è la “controra”?

Midday Demons Cinematographe.it

Prima di addentrarsi nell’analisi critica del film in questione è necessario chiarire al lettore di turno l’esatto significato della parola “Controra”. Trattasi di quella parte del giorno in cui la luce del sole allo zenith abbaglia, la mente si indebolisce, le difese si abbassano e fanno la loro comparsa i demoni meridiani. In quel lasso di tempo i vivi possono entrare in contatto con i defunti e le anime tormentate possono ottenere liberazione. Spesso queste anime appartengono a una tipologia di personaggi quali il monaco sfratato, il suicida, la donna uccisa dal marito (talvolta la loro presenza era accompagnata da cani). Sono anime non pacificate che cercano fra i vivi il modo di porre fine al proprio errare.

Midday Demons: un paranormal thriller che mescola gli elementi tipici dello shocker con gli stilemi del J-Horror

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La De Venuto sceglie di attingere dal folklore per tessere il plot di un paranormal thriller che mescola gli elementi tipici dello shocker con gli stilemi del J-Horror. Per cui, i riferimenti solo molteplici, le fonti di ispirazione altrettante, così come i dejà vu che il progredire della fruizione propone agli spettatori. Di conseguenza, l’originalità viene meno, ma la resa comunque merita attenzione. Curioso e allo stesso tempo apprezzabile il fatto che una regista, a maggior ragione se esordiente, decida di puntare sul cinema di genere e in particolare sul suddetto filone, facendosi carico dei tanti rischi del caso. L’arretratezza di una cinematografia come quella tricolore finisce con il mettere, a nostro avviso paradossalmente, ancora più in risalto la cosa, quasi fosse una scelta che non sta in cielo né in terra, quando ad esempio oltreoceano una cineasta del calibro di Kathryn Bigelow ha sin dall’inizio della sua straordinaria carriera firmato film capaci di spaziare nei generi più disparati: dall’horror con Il buio si avvicina al poliziesco con Blue Steel. Tale forma mentis, tutta nostrana, appare quindi assurda, per non dire incomprensibile, e la De Venuto con il suo Midday Demons ce lo dimostra.

Midday Demons: una scrittura incerta compensata da una confezione estetico-formale di indubbia qualità

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Pensato intelligentemente per il mercato internazionale, il film ha dalla sua una confezione estetico-formale di indubbia qualità, frutto di una regia solida, costantemente alla ricerca di soluzioni tecniche funzionali, e di una fotografia capace di risvegliare paure e angosce ataviche. Il tutto contribuisce ad alzare l’asticella della tensione, trasferendo sullo schermo momenti riusciti. Lo script purtroppo non va di pari passo con la messa in scena e con la messa in quadro, con una serie di digressioni che inceppano il meccanismo narrativo del racconto, rallentandolo, dilatandolo eccessivamente e rendendolo discontinuo. Nonostante palleggi abilmente da un piano temporale all’altro, mescolando passato e presente, realtà e sovrannaturale (torna alla mente con tutte le distanze del caso il Macchie solari di Armando Crispino), la scrittura scricchiola un po’ troppo, anche a causa di un impianto dialogico che non sempre funziona come dovrebbe.

Midday Demons: un’opera che sa mixare l’autorialità con il genere

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Ciò che resta è comunque un’opera coraggiosa, meritevole di attenzione e di una distribuzione nel circuito ufficiale. Un’opera che mette in vetrina le capacità di una regista che conosce la macchina cinema e il suo potenziale, che sa come mixare l’alto e il basso, l’autorialità con il genere senza che l’uno fagociti l’altro.

Co-produzione italo-irlandese, il film vede nel cast Antonella Carone, Bianca Nappi, Federico Castelluccio, Fiona Glascott, Isabella Ragno, Kelly Campbell, Marcello Prayer, Pietro Ragusa, Ray Lovelock, Salvatore Lazzaro.