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Maggie e Jack sono due amici di vecchia, vecchissima data. Cresciuti insieme, ora conducono a due voci un programma radiofonico: ecco perché, per tentare di aumentare gli ascolti e sfondare a livello nazionale, decidono di fingere di essersi fidanzati, per la gioia dei loro fan e delle loro famiglie, che li vorrebbero insieme da sempre. Avete già intuito come potrebbe finire? Allora, purtroppo, Mezzanotte al Magnolia ha ben poche altre sorprese da offrirvi.

Mezzanotte al Magnolia: una trama senza sorprese

Disponibile sul catalogo Netflix dallo scorso 25 novembre, Mezzanotte al Magnolia (Midnight at the Magnolia) è una commedia natalizia diretta da Max McGuire e scritta da Carley Smale, con protagonisti Natalie Hall (Streghe) e Evan Williams (Versailles). I due, come già accennato, sono Maggie Quinn e Jack Russo, migliori amici e colleghi, che decidono di instaurare una finta relazione a fini professionali.

Mezzanotte al Magnolia cinematographe.it

Peccato che, come da copione (è il caso di dirlo), i due si siano sempre amati… E che siano gli unici a non averlo mai saputo: tre quarti del film ruotano intorno al fatto che tutti coloro che li circondano non possono contenere la loro gioia nel vederli insieme, come hanno sempre sognato – dai parenti agli amici. Senza quindi dire dove e come va a finire il film, è facile intuirlo già dai primi 15 o 20 minuti, il che non depone certo a favore della sceneggiatura.

Se i colpi di scena non sono proprio il piatto forte di Mezzanotte al Magnolia, non lo sono neanche i personaggi. I due protagonisti sono caratterizzati ben poco: di loro si sa solo ciò che si riesce a carpire dai dettagli della loro amicizia, oltre ovviamente al loro recondito amore di lunga data. Più volte si comportano in maniera strana, irrazionale, quasi senza senso: certo, si tratta di una commedia leggera, ma non per questo i personaggi devono essere superficiali. Questo, ovviamente, per quanto riguarda i protagonisti: i personaggi secondari sono praticamente non pervenuti.

Un “polpettone” natalizio

Nulla togliere alla Hall e a Williams, ma con una sceneggiatura di così poco spessore era davvero difficile rendere giustizia alla psicologia inesistente dei due protagonisti. Almeno, glielo si deve riconoscere, tra di loro c’è un bella chimica che aggiunge un pizzico di credibilità alla vicenda, e il fatto che Evan Williams sia particolarmente carismatico, grazie al tempismo delle sue battute e alle sue espressioni, riesce in qualche modo a sostenere il ritmo del film. Ma neanche la regia, che fa da climax alla sera di Capodanno, vero clou del film, neanche la musica, neanche la (debole) fotografia riescono a risollevare le sorti di quello che altri non è che un “polpettone” natalizio, fatto di cliché già visti e di situazioni trite e ritrite.

Mezzanotte al Magnolia cinematographe.it

La componente dicembrina fa sì, in sintesi, che si tratti del classico film poco memorabile che si guarda durante le vacanze di Natale, quando di meglio da fare si ha ben poco: non che sia sbagliato dedicare a Mezzanotte al Magnolia la sua ora e mezza di durata, perché il film svolge comunque il suo dovere di intrattenere senza brillare in modo particolare, ma di sicuro tutto è meno che una visione da ricordare in futuro, o da rifare.