Korea Film Fest 2021 – Me and Me: recensione del film di Jung Jin-young

Con Me and Me Jung Jin-young fa delle scelte che compromettono la piena riuscita del suo debutto alla regia.

Hyeong-goo è un detective alle prese con molti problemi della sua vita quando si trova a investigare su un incendio di una vecchia casa, in cui hanno perso la vita due sposi amati da tutto il villaggio. Coinvolto nella vicenda fino a non riuscire a staccare il pensiero dalla coppia deceduta, durante le indagini al detective capita una mattina di svegliarsi proprio all’interno dell’edificio andato in fiamme. Tutte le persone intorno a lui, dalla sua famiglia agli altri abitanti del villaggio, sembrano però adesso guardarlo con occhi diversi.

Me and Me di Jung Jin-young racconta questa vicenda in maniera bidimensionale, senza approfondire veramente i lati caratteriali e relazionali dei personaggi, ma a ben vedere il fulcro del film è proprio l’azione. Lo scorrere delle sequenze consequenziali tiene insieme tutta la storia, non facendo sentire la propria pesantezza agli spettatori, ma anzi intrattenendoli. Questo in realtà è vero superata la prima mezzora di Me and Me, in quanto la prima parte si configura piuttosto come una lunga introduzione con la funzione di contestualizzare fatti e personaggi anche laddove non ce n’è bisogno. In altre parole, l’opera di Jung Jin-young si trova divisa tra il suo spirito fortemente narrativo e di rapporto causa-effetto e un ritmo diegetico che non gli appartiene. In questo modo, dunque, il pubblico si trova a dover attendere molto (troppo) prima di entrare veramente nel vivo dell’azione che invece dà al film un aspetto molto più convincente.

Me and Me: il debutto alla regia di Jung Jin-young

Me and me - Cinematographe.it

Tutto il gioco del racconto del detective si basa sulla ricerca di se stesso da parte del protagonista e, quindi, sulla performance di Cho Jin-woong che riporta con la sua gestualità tutti i dubbi del caso, nel momento in cui finalmente il personaggio si pone interrogativi sulla sua vera identità. Il tema della percezione di sé rimane un po’ nascosto rispetto alle aspettative, ostacolato probabilmente proprio da una ricca presenza di momenti che in qualche modo distraggono dal centro diegetico e concettuale.

La lunga parte iniziale sarebbe volta a spiegare la maledizione che affligge la coppia, la quale nasconde agli occhi di tutti una realtà molto diversa rispetto alle apparenze che ricerca al mondo esterno, ma in realtà prolunga solo l’attesa per entrare nella mente del protagonista e nel contesto che maggiormente interessa esplorare alla regia. Il risultato, come accennato, è un ritratto piuttosto appiattito, in cui non spicca né il dato dell’investigazione emotiva né quello dell’azione concitata, risolvendosi in un po’ di rammarico viste le diverse alternative in cui le potenzialità avrebbero potuto realizzarsi.

La speranza è che, trattandosi di un debutto alla regia, Me and Me inneschi una produzione prolifica da parte di Jin-young che sappia mettere a frutto i semi già contenuti in questo primo film. La scelta artistica, più volte dichiarata dal regista, di non dare spiegazioni e cospargere la storia di interrogativi senza dare risposte si ritorce contro il film stesso nella misura in cui il trattamento di scrittura e di regia rimane piuttosto involuto; inoltre, il taglio scelto alterna momenti di commedia a dialoghi di profonda crisi esistenziale, ma la giustapposizione di questi aspetti senza soluzione di continuità impedisce una reale compenetrazione del pubblico all’interno della storia. La speranza per la produzione futura come regista rimane alta, perché le potenzialità si intravedono tutte, semplicemente una visione più a fuoco e più in prospettiva dell’idea iniziale avrebbero dato fin da subito un risultato meno straniante, se non addirittura scostante.

Regia - 1
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2
Recitazione - 3
Sonoro - 2
Emozione - 1

1.8