Mary e lo spirito di Mezzanotte: recensione del film di Enzo D’Alò ambientato in Irlanda

Il regista de La Gabbianella e il Gatto torna con una nuova avventura animata, questa volta ambientata in Irlanda. Tra folklore e magia, Mary e lo spirito di Mezzanotte racconta, con dolcezza, un momento molto delicato nella vita di ciascuno: il pericolo della perdita dei propri nonni.

A sei anni di distanza da Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite, dal 23 novembre 2023 arriverà nelle sale cinematografiche italiane, con BIM Distribuzione, un nuovo racconto animato diretto da Enzo D’Alò, uno dei massimi esponenti del cinema di animazione europeo. Mary e lo spirito di Mezzanotte è basato sul romanzo del 2011 A Greyhound of a Girl, dell’autore irlandese Roddy Doyle. Il film, ambientato in una Dublino in cui tradizione e modernità si incontrano, e si scontrano, racconta con dolcezza un momento molto delicato nella vita di ogni bambina e bambino: il pericolo della perdita dei propri nonni.           
Mary e lo spirito di Mezzanotte ha ricevuto una candidatura come miglior film di animazione agli European Film Awards, che si terranno l’8 dicembre 2023.

Mary e lo spirito di Mezzanotte: di cosa parla il film di Enzo D’Alò

Mary e lo spirito di Mezzanotte recensione - Cinematographe.it

Mary (la bravissima Charlotte Infussi D’Amico) ha undici anni ed una grande passione tramandatele da sua nonna Emer (Maria Pia Di Meo, tra le voci più amate del doppiaggio italiano): la cucina. La giovane è determinata ad entrare in una prestigiosa scuola estiva per piccoli chef, ma fallisce il primo provino a causa delle sue creazioni eccessivamente originali. Amareggiata per questo rifiuto, Mary viene incoraggiata nel non abbandonare il suo sogno dalla sua più grande fan, la nonna, con cui ha un rapporto quasi simbiotico. Quando Emer viene improvvisamente ricoverata in ospedale, le certezze di Mary cominciano a vacillare – anche a causa del recente trasferimento della sua migliore amica – poiché né i suoi genitori né i suoi fratelli sembrano capire il suo dolore. Ma uno spirito ultraterreno giunge sulla Terra per portare sollievo alla piccola protagonista, e alla sua nonna.

Mary e lo spirito di Mezzanotte: un’incantevole favola irlandese tutta al femminile

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Dal regista di capolavori come La Gabbianella e il Gatto e Opopomoz, non ci si poteva che aspettare una nuova fantastica avventura animata. Dal punto di vista narrativo, la protagonista Mary gode della stessa complessità e tridimensionalità di tutti i personaggi animati da Enzo D’Alò. Non è perfetta, tutt’altro. Come le ripetono spesso gli adulti è “una giovinetta insolente”, osservazione alla quale lei risponde serenamente “sono solo sincera”. Mary non accetta le critiche e non si trattiene dal mostrare tutta la sua frustrazione quando questa è sul punto di esplodere e diventare rabbia. Ad esempio, invece di godersi l’ultima giornata in compagnia della migliore amica, prossima a partire per l’Inghilterra insieme alla famiglia, fa una sfuriata in mezzo alla strada perché non riesce ad accettare una simile perdita, soprattutto non nello stesso momento in cui la persona che ha di più caro al mondo, sua nonna Emer, è ricoverata gravemente in ospedale. Insomma, Mary, anche se nella maggior parte de casi parte con la ragione, passa rapidamente dalla parte del torto per via dei suoi modi di fare irruenti.

La bambina non si sente capita soprattutto in famiglia. Il padre e i fratelli maggiori prendono la vita con più spensieratezza rispetto a lei, mentre la mamma Scarlett, con cui ha un rapporto complesso, è, giustamente, occupata nel preoccuparsi per Emer; perciò, sopporta mal volentieri gli sbalzi umorali della figlia preadolescente.       
Come anticipato, Mary trova una valvola di sfogo nell’unica cosa in cui si sente di eccellere veramente: la cucina. Una passione che, tuttavia, non è accettata dalla famiglia, in particolare da Scarlett, che vorrebbe che la figlia tenesse i piedi per terra, ed ambisse ad un lavoro più pragmatico. Ed è qui che emerge uno dei temi più rilevanti di Mary e lo spirito di Mezzanotte. Qual è il ruolo che i nonni hanno per i nipoti? Se i genitori cercano di mantenere sempre una funzione educativa per i figli, che comporta anche una maggiore razionalità, i nonni sono svincolati da queste responsabilità, hanno una maggiore libertà, e come Emer per Mary, possono diventare dei complici per i nipoti, dei fan numero uno nella realizzazione dei loro sogni. La nonna capisce, dunque, la protagonista più di quanto facciano i genitori. Non solo, i nonni sono anche un veicolo attraverso cui la tradizione viene tramandata alle nuove generazioni. Emer tramanda a Mary le sue ricette, che lei stessa aveva appreso da sua nonna.

Questa connessione tra tradizione e modernità viene ben esplicata anche dai luoghi del film. Il ritmo frenetico della città, in questo caso Dublino, è in contrapposizione con le origini di Emer, cresciuta in una fattoria a Wexford. Ma anche la tradizione può avere i suoi lati negativi, se si pensa, ad esempio, alla paura irrazionale dei cani trasmessa ad Emer dalla nonna, e che lei stessa ha tramandato a Mary.

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La forza transgenerazionale delle donne

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Il passaggio di testimone tra antico e nuovo viene veicolato attraverso le quattro eroine della storia: Mary, Scarlett, Emer e Anastasia, detta Tancey. Se sulle prime tre abbiamo potuto riflettere nelle righe precedenti, parliamo ora di colei che dà il titolo al film, ovvero dello spirito di mezzanotte. Tancey è un fantasma che appare a Mary poco dopo il ricovero della nonna e che, nel corso della storia, si scoprirà essere lo spirito della mamma di Emer, morta prematuramente a causa di una malattia quando la figlia era ancora piccola. Tancey torna sulla terra per accompagnare nel suo viaggio la persona che ha più amato al mondo e che, crudelmente, era stata costretta ad abbandonare prima del tempo. Ciò che rende questo personaggio davvero interessante è, anche in questo caso, la sua imperfezione. Tancey non è uno spirito cauto e pacato, anzi, è un po’ goffa, dall’atteggiamento sopra le righe, e intimorita dal frenetico mondo urbano; nelle sue parole: “Perché andate sempre tanto di fretta?”. 
Le donne sono le vere protagoniste di Mary e lo spirito di Mezzanotte. Non è un caso che la storia nasca dalla penna di un autore irlandese. L’Irlanda è famosa per le sue leggende incentrate su figure femminili straordinarie e potentissime. Si pensi anche al recente film di animazione Wolfwalkers – Il popolo dei lupi, di Tomm Moore che, come in questo caso, univa folklore e sguardo femminile.  

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Mary e lo spirito di Mezzanotte: conclusione e valutazione

Enzo D’Alò ci regala un nuovo film di animazione, scritto a quattro mani con Dave Ingham, destinato a rimanere nei cuori dei piccoli di oggi ma anche di quelli di ieri, ovvero di chi è cresciuto con La freccia azzurra e che, ancora oggi, si incanta davanti ai delicati racconti del regista napoletano. Accompagnano la sceneggiatura dolce e sognante, le evocative e travolgenti musiche, che uniscono il folklore irlandese alla modernità. La colonna sonora è firmata da un maestro d’eccezione, David Rhodes, che aveva già collaborato con D’Alò ne La Gabbianella e il Gatto. Fa parte del cast artistico anche Matilda De Angelis, interprete di due dei brani della colonna sonora.

Il punto forte di Mary e lo spirito di Mezzanotte è indubbiamente l’animazione. Un 2D impreziosito dalle nuove tecnologie. È innovativa, inoltre, la scelta del modo in cui i sogni vengono mostrati allo spettatore. I ricordi di Emer sono in bianco e nero, con un tratto che sembra quello di una matita, mentre i sogni di Mary, in cui la bambina si immedesima in un cane, sono, anche in questo caso, in bianco e nero, ma i tratti appaiono più duri e confusionari, quasi Burtoniani nel trasmettere l’idea di un incubo.     
Per concludere, Mary e lo spirito di Mezzanotte è un’opera semplice ma allo stesso tempo complessa. La pellicola è, infatti, il frutto di un lavoro durato quasi dieci anni. La sorprendente qualità dell’animazione e della colonna sonora, le vere protagoniste di questa meravigliosa favola irlandese tutta al femminile, conquisterà grandi e piccoli.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 4
Emozione - 4

3.9