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Ambientato in uno studio musicale a cavallo tra gli anni ’20 e ’30, Ma Rainey’s Black Bottom racconta la storia di quattro musicisti tenuti sotto controllo da Ma Rainey (Viola Davis), una leggenda altamente stimata nella musica blues. Vengono presentate le flebili personalità messe in primo piano, pronte a scontrarsi e a difendere il proprio orgoglio all’interno dello studio: essi sono il trombettista Levee (Chadwick Boseman), il bassista Slow Drag (Michael Potts), il pianista Toledo (Glynn Turman) e il trombonista Cutler (Colman Domingo). Il film, diretto da George C. Wolfe e disponibile su Netflix dal 18 dicembre, sfrutta una location limitata per esercitare una pressione non indifferente su cinque incandescenti protagonisti, talenti dalle capacità straordinarie che possono facilmente alimentare una tensione crescente e soffocante, fino ad esplodere in scontri verbali che vanno a scuotere le fondamenta della band.

In Ma Rainey’s Black Bottom ogni interpretazione conta, all’interno di una battaglia intestina ottimamente diretta

ma rainey's black bottom recensione film netflix cinematographe.it

Al centro della scena troviamo Chadwick Boseman (nella sua ultima, mirabile apparizione sugli schermi) e Viola Davis: riportiamo all’istante le formidabili prove attoriali di due volti segnati dal caldo asfissiante di una Chicago investita da colori accesi. Due carte vincenti da giocare, che si ritagliano una dimensione del tutto intima, vibrante all’occorrenza, in grado di sconvolgere gli equilibri di una band ormai affermata e particolarmente seguita. Ma Rainey è la star che non vuole mostrare criticità alcune, ma al tempo stesso è un carattere incline all’autodistruzione quando le sue richieste non vengono accolte. Si tratta di un elemento completamente distaccato dal gruppo delineato in corso d’opera, che cerca di splendere di luce propria senza prestare attenzione alle esigenze altrui.

Dall’altra parte di un ring immaginario, troviamo Levee: Chadwick Boseman in questo ruolo non depone mai l’ascia di guerra, proponendo una interpretazione che si può solo definire stellare; la battuta pronta e i monologhi in Ma Rainey’s Black Bottom esistono non per allungare forzatamente il minutaggio, ma con uno scopo ben preciso e ragionato. Lo studio di registrazione si rivela essere un luogo di perdizione accattivante e dalla quale risulta difficile trovare una via di uscita. Un contenitore di emozioni in netto contrasto fra loro – dalla frustrazione si passa alla rabbia furiosa, per poi sfociare in una disperata richiesta di aiuto per rimanere inclusi nella band – diventa una seconda casa dove l’incisione dei brani passa totalmente in secondo piano. Il resto del cast, sorprendentemente, riesce a sostenere al meglio il peso specifico e il carisma di due interpreti sensazionali.

La cinepresa non conosce pause e diventa l’arbitro di un gioco al massacro

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Per stabilire un ritmo sostenuto, il regista George C. Wolfe rispetta il materiale di partenza – la rappresentazione teatrale dal titolo omonimo – e si inoltra in un interminabile scambio di dialoghi, regolato da un metronomo invisibile. Vengono registrate piccole verità scomode e traumi di un passato remoto all’interno di anime combattute, che mostrano con estrema fatica le loro fragilità. Ad ogni componente della band di Ma Rainey viene concesso uno spazio per poter esprimere una incomunicabilità che si fa tossica, un fattore che non può più essere considerato secondario e di poca rilevanza. Questo spunto iniziale è importante per garantire una forza espressiva indomabile, che non vuole conoscere limiti strutturali o drastiche interruzioni nell’intermezzo; una volta che entra in scena Viola Davis dopo un primo introduttivo atto, gli attori di contorno prendono posizione e partecipano ad una gara di bravura sempre più stratificata.

In Ma Rainey’s Black Bottom  lemusiche di Branford Marsalis, noto sassofonista jazz nella scena internazionale, devono competere con l’innegabile talento di una schiera di protagonisti costretti a confessarsi, soprattutto attraverso i loro strumenti in disuso. Viene rappresentato uno scontro ad armi pari fra Levee, il membro più giovane della band, e Ma Rainey; l’occhio della cinepresa rimane incollato a queste due figure di spicco, mentre i produttori e i colleghi più affermati che orbitano attorno a loro rimangono in attesa di una risoluzione concreta, dai risvolti positivi. Chicago diventa terreno di caccia, e i predatori affamati di fama e gloria si contendono il posto in prima fila per un successo garantito.