GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

VOTA IL FILM ORA!

5

MEDIA VOTI PUBBLICO

Ogni tradizione parte da lontano. Origini che si palesano indelebili, tracce che si imprimono nella storia e nelle persone, tramandandosi nel tempo. Un DNA incancellabile, che fa parte delle avventure che ci raccontiamo con il passare degli anni, facendole diventare patrimonio affettivo e culturale che ci unisce e ci accresce, per uno stimolo che continua a sprigionare l’intuito della fantasia per narrazioni differenti eppure, ancora una volta, riconoscibili. È quanto visibile con la pellicola Lupin III – The First e ancor più con la dichiarazione d’intenti a cui si lascia il suo realizzatore Takashi Yamazaki: “Questo film nasce dalla volontà del regista di far conoscere Lupin nel mondo e fargli vivere tante avventure.”.

È il terzo erede della dinastia discendente da Arsenio Lupin che si fa protagonista del film animato, ladro provetto dall’inconfondibile giacca rossa, che va a specchiarsi lì in quel passato che gli scorre inevitabilmente nel corpo. Un incontro che suggella i collegamenti con chi è venuto prima e quegli avvenimenti ancora inesplorati di un mondo pieno di bottini, nonché unione di una memoria animata che assume, con Lupin III – The First, tutt’altro spessore. È nella tecnica d’animazione 3DCG che il film di Yamazaki va prendendo la propria forma, la rotondità e la sostanza di personaggi che non si stagliano più soltanto contro la liscia superficie fondale, ma si allineano ai più moderni mezzi di narrazione per immagini, cercando di trarne il massimo potenziale.

Lupin III – The First: tra passato e presente, tradizione e innovazionelupin iii the first, cinematographe

È, dunque, il congiungersi di consuetudini e innovazione, di grande classico popolare e moderni usi d’espressione in computer grafica che va strutturando il mistero attorno al diario di Bresson, aurea mitica intorno all’unico prezioso che il nonno di Lupin non è mai riuscito a conquistare e su cui si diramano gli accadimenti di Lupin III – The First. È puramente per rimediare a un insuccesso di famiglia che Lupin III si mette sulle tracce del famoso diario. Anzi, che riesce ad impadronirsi dell’ostico oggetto. Sono, invece, ben altri i piani per cui Laetitia – e l’organizzazione in cui è inconsapevolmente coinvolta – vuole avvalersi dello stesso cimelio, ladra per l’occasione e destinata a incrociare la propria strada con quella del noto malfattore, pronti insieme a sventare un catastrofico risvolto.

Tra doppiogiochisti, cambi di ruolo, svelamenti d’identità e una storia ben più ingente che potrebbe rischiare di ripetersi di nuovo: Lupin III – The First mescola sapientemente tutto ciò che ci si aspetterebbe da un’operazione come questa “rinascita” spirituale dei lungometraggi sull’affascinante personaggio, e altresì un’intrigante soluzione per stuzzicare l’ammirazione dei fan e accendere l’interesse di possibili inediti spettatori. È, infatti, l’ibridazione tra le caratteristiche storiche del truffaldino Lupin a riscoprirsi irresistibili nel film d’animazione di Takashi Yamazaki, a cui vengono abbinate le soluzioni di una trama aperta a uno spettro piuttosto ampio di pubblico, che possa prendere tanto gli appassionati, quanto una fetta consistente di famiglie con annessa prole.

Lupin III – The First: una storia avvincente per il ladro dalla giacca rossalupin iii the first, cinematographe

Storia di recuperi e sotterfugi, dove vicende storiche sono quanto mai pregnanti nella contemporaneità dei tempi della pellicola, la tessitura degli incastri con al centro il diario di Bresson e il prodigarsi di tutti i personaggi per accaparrarselo, si fa ben più fitta quando il film ricerca nel collegamento con il passato le motivazioni e le percezioni che spingono Lupin e Laetitia nella pericolosa caccia. Il confrontarsi sul terreno comune del passato, il loro rapportarsi tra loro e, insieme, con i loro predecessori, fa di Lupin III – The First un’opera sui destini delle persone e il loro perseguire nei tragitti che sono stati per loro delineati, così legati alle proprie radici da essere, queste, estremamente vivide nel presente. Un guardare a chi si è oggi, prendendo da coloro che ci hanno dato vita ieri, per un sangue che scorre nelle vene e pulsa di quella stessa essenza.

Con una precisione che rende scene d’azione e astuti stratagemmi del ladro altamente ben congegnati, oltre che ammalianti come solo l’arte dell’ingannevole Lupin sa fare, il film di Yamazaki è un avvincente racconto in cui è facile rimanere coinvolti, per un’impresa di cui si sente di voler far parte, rapiti come si rimane dai mille talenti dell’astuto personaggio.

Lupin III – The First, prodotto da Takeshi Ito, sarà in sala dal 27 febbraio 2020, distribuito da Koch Media.

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi novità, recensioni e news su Film, Serie TV e Fiction. Inoltre puoi partecipare alle nostre iniziative e vincere tanti premi

Grazie da adesso riceverei settimanalmente la nostra newsletter

Qualcosa è andato storto

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione