L’esorcista – Il credente: recensione del film di David Gordon Green

Il nuovo film di David Gordon Green è prima di ogni altra cosa, un’operazione profondamente citazionista e inevitabilmente debitrice nei confronti del lascito cinematografico orrorifico e mistico, nonché immortale rappresentato da L’esorcista del maestro ormai compianto William Friedkin e dopo, molto dopo, un requel in cerca di una propria via. L’esorcista – Il credente è al cinema a partire da giovedì 5 ottobre. Distribuzione a cura di Universal Pictures Italia

In occasione del 50° anniversario di uno dei più grandi film della storia del cinema, quale è L’esorcista del leggendario e ormai compianto William Friedkin, il male demoniaco rappresentato allora da Pazuzu ed oggi da un’entità senza nome, torna nelle sale cinematografiche globali. Questa nuova operazione porta la firma di David Gordon Green, un autore che negli ultimi anni si è rivelato capace di confrontarsi perfino con la pesantissima eredità dell’immortale franchise di John Carpenter, Halloween, senza mai realmente deludere, piuttosto convincendo.

Laddove l’horror di Friedkin problematizzava le conseguenze della perdita della fede, pur sempre in relazione al dramma irrisolto di un uomo solo e ormai a pezzi e di una donna in bilico tra realtà e illusioni, questo nuovo requel di David Gordon Green rilegge tale ricerca filmica, passando dalla tenebrosa disperazione che avvolgeva sia Chris MacNeil (Ellen Burstyn) che Padre Damien Karras (Jason Miller) nel cult del 1973, al fulgore e alla varietà di toni che avvolgono qui due famiglie, quella di Angela (Lidya Jewett) e quella di Katherine (Olivia Marcum).
Così come Friedkin, anche Gordon Green dà inizio alla paura ambientando le primissime sequenze del suo L’esorcista – Il Credente in uno scenario esotico, desertico e caldo. Nel caso di Friedkin, l’Iraq del Nord, mentre qui, Haiti.

Il misticismo degli scavi archeologici de L’esorcista, osservati in modo inquieto e in qualche modo perfino premonitore da padre Lankester Merrin (Max von Sydow) conduceva lentamente il pubblico all’orrore tra statuette demoniache e suggestioni visive (la lotta tra i cani, il sole calante, il ritrovamento tra i resti).

Il film di David Gordon Green invece, pur citando evidentemente e con grande rispetto, quell’apertura così atipica, eppure folgorante, riduce all’osso la faccenda, servendosi di una coppia di giovani sposi in vacanza, segnata dapprima da bizzarri riti purificatori e apparentemente di buon auspicio – lei è incinta – e poco dopo da un tragico terremoto, cui segue una scelta destinata a sopravvivere nel corso dell’intero film, in termini di lascito psicologico celato nella memoria di chi resta.

David Gordon Green rilegge il maestro William Friedkin – Rincorrere la paura, senza però riuscire a raggiungerla

L'esorcista - Il Credente - Cinematographe

Inevitabilmente perfino immaginare un confronto tra le due opere risulta sciocco e di scarso interesse, eppure guardando a questo requel non si può far a meno di gioire dei numerosissimi momenti duranti i quali David Gordon Green, da autore appassionato e devoto qual è sempre stato ai maestri che lo hanno reso tale, replica – o fa in modo di – la paura così come Friedkin è riuscito a fare cinquant’anni prima, servendosi però di molti meno strumenti, effetti e così via.

Una gioia destinata a ridursi di gran lunga nelle sequenze ricche di jumpscare – alcuni anche intelligenti – e di trovate mai totalmente efficaci che rispondono alle logiche e agli stilemi di un certo nuovo cinema horror contemporaneo e che sgonfiano nella maggior parte dei casi una costruzione della paura inizialmente sottilissima e intima, esplicitandola fino al punto da annullarla.
Non c’è più spazio per la ruvidità grezza e sporca delle strade e delle case di Georgetown, Washington qui, che ancor prima della perdita della fede e della possessione demoniaca, permetteva di intuire la presenza di una violenza sotterranea o quantomeno di una corruzione morale assolutamente incontrastabile, perciò temibilissima, a partire dalle primissime inquadrature di L’esorcista.

Tutto nel film di Green è più pulito, più lucido e laccato. Pur trattandosi ancora una volta di un’America provinciale e non certamente urbana, condizione che avrebbe motivato un cambiamento semiologico e narrativo differente a tal punto, da risultare destabilizzante. Eppure non vi è motivazione, soltanto resa ad una nuova dimensione filmica che dovrebbe essere in grado di comunicare la paura a partire dal primissimo impatto d’immagine, senza però riuscire a farlo.

Nonostante questo, David Gordon Green si rivela ancora una volta abile rispetto al sapiente uso della violenza in termini visivi, dosandola finché gli è possibile, per poi condurre lo spettatore ad una catarsi di cicatrici, fluidi, sangue e dolore, capace di rendere il rito esorcistico del gran finale, una vera e propria danza di morte e in assoluto tra le sequenze più memorabili e suggestive dell’intero film, certo, è indispensabile considerarne la scarsità.

L’esorcista – Il credente: valutazione e conclusione

L'Esorcista - Il Credente poster cinematographe.it

Ammirevole e perfino commovente il rispetto autoriale che Green osserva nei confronti del maestro William Friedkin nel corso dell’intero film, senza perderlo di vista nemmeno per un secondo. Efficaci le citazioni e i rimaneggiamenti dell’opera originaria, così come i grandi ritorni tanto attesi, tra tutti quello della Chris MacNeil di Ellen Burstyn.
La paura però non è mai davvero tale e la convenzionalità del registro orrorifico qui sviluppato di elemento in elemento e di modello in modello, rischia di deludere, per quanto prevedibile e scarsamente costruita.
Niente a che vedere con il grande lavoro compiuto da David Gordon Green negli ultimi anni, con i suoi tre capitoli di Halloween, anch’essi fortemente debitori di un’epoca cinematografica passata eppure immortale che porta la firma di un altro grande maestro del genere, qual è e quale sarà sempre John Carpenter.

L’esorcista – Il credente di David Gordon Green è al cinema a partire da giovedì 5 ottobre 2023. Distribuzione a cura di Universal Pictures Italia.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 2.5
Sonoro - 3
Emozione - 2.5

2.6