GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

VOTA IL FILM ORA!

4.7

MEDIA VOTI PUBBLICO

Le ventiquattro ore di Le Mans sono una delle prove di resistenza più estenuanti di qualsiasi altro circuito. Non si tratta solamente di tagliare il traguardo, di arrivare primi in quella corsa che, seppure sostenuta a perdifiato, si ripete in maniera costante, sempre velocemente, sempre uguale. Le Mans è la determinazione, è il risultato di carrozzeria, testa, abilità e anche un pizzico di fortuna che ti sanno condurre fin proprio alla fine di quella lunga giornata, permettendoti di tagliare il traguardo e facendoti sentire ancora addosso l’adrenalina di una delle esperienze più totalizzanti per qualsiasi pilota sportivo.

È la ricerca del giro perfetto quella che Ken Miles ha perseguito quella volta sul suolo francese, la convinzione che forse non avrebbe compiuto ad ogni svolta il suo percorso migliore, ma che, qualsiasi cosa fosse accaduta, avrebbe comunque cercato il modo di farlo. E di questa gara che ha fatto la storia delle corse, che ha avviato la sfida tra le compagnie della Ford e della Ferrari, è il legame tra due uomini che James Mangold sceglie di raccontare, due sportivi, professionisti, amici, che hanno portato a fondo il sogno di un altro, rendendolo, di riflesso, il loro.

Le Mans ’66 – La grande sfida: lo storico scontro tra la Ford e la Ferrarile mans '66 - la grande sfida, cinematographe

Le Mans ’66 – La grande sfida è il racconto di chi è stato dietro – anzi, precisamente, dentro – il successo nelle gare da corsa della Ford Motor Company, chi ha reso possibile cambiare la rotta degli eventi sfidando la macchina favorita e indiscussa di Enzo Ferrari. È la vittoria personale di due uomini che, scontrandosi con autorità incravattate e ribaltando le convenzioni, hanno messo il talento all’interno del veicolo a quattro ruote, dando cuore a un evento mondiale di cui forse non ebbero il giusto riconoscimento, ma che li rese, indubbiamente, parte di una storia più grande.

Perché è il nome di Ken Miles (Christian Bale) che si dovrebbe ricordare, pilota d’origine britannica che delle corse fece la riuscita ultima per sbarcare il lunario, ma che non avrebbe mai comunque potuto rifiutare l’occasione che gli avrebbe davvero cambiato la vita. Affiancato, in tutto e per tutto, dal comando di Carroll Shelby (Matt Damon), unico americano – in quel periodo – ad aver mai vinto nel circuito europeo, che come nessun altro sostenne l’insolita intemperanza del pilota e realizzando con lui la più mirabolante delle imprese sportive.

È esattamente nella commistione delle due esperienze cinematografiche che il film di James Mangold riesce a trovare la giusta via di rappresentazione: quel lato umano, indispensabile per predisporsi alla guida di una macchina come il prototipo da corsa della Ford, e quello puramente esperienziale, fatto di uno sport, come quello delle corse, riportato con un’accuratezza e un coinvolgimento reso attraverso un’opera di qualità. Le interpretazioni emozionali dei due protagonisti – ma non per questo caricate, né drammatizzate, rese piuttosto contenute e ben intonate all’insieme del film – si fondono con i giri ad alta velocità che Mangold sa bene da dove inquadrare, trasferendo lo spettatore direttamente sulla strada, in curva, nella macchina stessa del guidatore, assicurando un trasporto fin sopra la pista e, ancor di più, nelle fila della pellicola.

Le Mans ’66 – La grande sfida: l’equilibrio tra Matt Damon e Christian Balele mans '66 - la grande sfida, cinematographe

Esattamente come i caratteri dei loro personaggi, Matt Damon e Christian Bale si bilanciano vicendevolmente calzando perfettamente i loro ruoli, con un Carroll Shelby ben più quadrato nonostante un pugno di ferro che non è difficile notare, e un Ken Miles che, nella bravura impressionante di Bale, ha trovato il fuoco ideale con cui saltare in pista e scivolare sull’asfalto. Altri chili persi e accentuata cadenza british, Christian Bale riporta tutta l’innata maestria di un pilota che superò, ad ogni giro, se stesso; uno sportivo che non fu mai l’uomo immagine ideale della Ford, ma che senza la sua strafottenza non avrebbe mai potuto superare i suoi stessi limiti, anche quelli volti alla comprensione e alla lealtà.

Correre non solo per vincere, ma per lasciare un segno nella storia: seguendo lo stesso obiettivo dei suoi protagonisti, Le Mans ’66 – La grande sfida riconferma la capacità di un regista come James Mangold nell’essere non solo un ottimo cineasta, ma un narratore di grandi storie. Un film che trova i suoi punti forti in quella Ford che arrivò fino in Francia, solido per rimanere sulla propria strada e agile per arrivare fin proprio allo spettatore.

Le Mans ’66 – La grande sfida, prodotto da 20th Century Fox e Chernin Entertainment, sarà in sala dal 14 novembre, distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures.

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi novità, recensioni e news su Film, Serie TV e Fiction. Inoltre puoi partecipare alle nostre iniziative e vincere tanti premi

Grazie da adesso riceverei settimanalmente la nostra newsletter

Qualcosa è andato storto

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione