GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE

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Le serie e i docufilm crime sono molto apprezzati dal pubblico, ponendosi come uno dei generi più seguiti sia in televisione che sulle piattaforme di streaming. Le donne e l’assassino è un docufilm crudo e agghiacciante, diretto da Mona Achache e dalla giornalista investigativa Patricia Tourancheau, uscito sulla piattaforma Netflix il 9 settembre, e incentrato sulla figura del killer seriale Guy Georges, la “Bestia della Bastiglia”.

Colpevole di sette omicidi ai danni di donne parigine nel quartiere della famosa prigione della Bastiglia (da qui il suo appellativo) e di tredici aggressioni, Guy Georges è stato condannato all’ergastolo nell’aprile del 2001 dopo essere stato catturato e aver confessato tutti i suoi crimini nel 1998.

Gli omicidi visti dalle donne

Le donne e l'assassino Cinematographe.it

Il docufilm Le donne e l’assassino si concentra, più che sulla descrizione della storia che ha portato ai diversi omicidi e alla cattura dell’assassino, sulla figura di alcune donne che sono state parte attiva della vicenda e del processo poi. Madri, avvocati, giornaliste, psicologhe e agenti di polizia, le donne sono il vero protagonista di questo documentario: vi è dunque un parallelismo costante tra le vittime della vicenda e chi si è impegnato per risolvere i casi e portare ad una risoluzione finale. Due livelli speculari che però si intersecano costantemente in uno scambio reciproco fra chi non c’è più e chi vuole dare giustizia.

Fin dalla sequenza di apertura vi è un’immersività immediata nella vicenda del documentario grazie ad accostamento di video amatoriali degli anni degli omicidi (fine anni ’80- anni ’90) e dipinti emblematici rappresentanti femminicidio: in particolare è la figura di Lucrezia, matrona romana abusata da Sesto Tarquinio, e poi uccisasi per il disonore, ad essere al centro di queste raffigurazioni pittoriche.

La musica allegra che accompagna le immagini gioiose delle parigine nei video amatoriali piano piano sfuma e diventa raccapricciante e disturbante quando si inizia a parlare del fatto di cronaca nera.

Le donne e l’assassino: un documentario tattile

Il documentario è costruito seguendo uno schema abbastanza lineare: l’accostamento tra immagini di repertorio dei diversi casi, interviste, pagine di giornale, foto, dipinti e scrittura fungono da summa per rappresentare visivamente una vicenda che all’epoca ha scosso l’intera Parigi e che ha catalizzato l’attenzione sulla condizione delle donne sole. Le ricostruzioni dinamiche degli omicidi, grazie a immagini esemplificative dei fatti di cronaca e video della polizia, sono interessanti sia dal punto di vista criminologico che da quello prettamente audiovisivo, coinvolgendo lo spettatore in una storia vera che ha risvolti macabri e socialmente incisivi.

Le donne e l'assassino Cinematographe.it

Quello che traspare da Le donne e l’assassino è, senza dubbio, il rapporto che in questa vicenda si crea, per l’appunto, tra Guy Georges e le donne, che siano esse le vittime del carnefice o quelle attivamente coinvolte in questa vicenda, per cercare di trovare il colpevole o di capire le dinamiche dei fatti. Donne forti, che contrastano con le figure maschili per la loro caparbietà e sicurezza, donne che vogliono imporsi per dare giustizia ad altre donne come loro che purtroppo non ce l’hanno fatta. Da questo punto di vista va un po’ a perdersi la figura professionale che contraddistingue ognuna di loro: la madre di una delle vittime ha una forza di volontà forse maggiore dell’agente di polizia che svolge il suo mestiere, per trovare la verità riguardo l’uccisione della figlia, quando la polizia è costretta ad interrompere le ricerche sul caso per via dell’incidente in cui è rimasta uccisa la principessa Diana nel 1997.

Le donne e l'assassino Cinematographe.it

Il ritmo della narrazione è forse un po’ lento, ma la metodicità e l’aderenza con cui vengono descritti i vari casi e le fasi del processo per bocca delle protagoniste è molto accurato e particolareggiato.

Una costante che salta subito all’occhio dell’intera vicenda filmica è, poi, il tema della redenzione: le donne vogliono continuare a credere che in fondo Guy Georges sia ancora un essere umano, non un mostro omicida senza scrupoli, ma le sue azioni e le sue stesse parole non gli danno modo di credere che possa finalmente redimersi.