La vita sognata da Georgie Stone: recensione del documentario di Netflix

Il documentario, attraverso filmati di repertorio, ci mostra il percorso di crescita e di transizione di Georgie Stone

La vita sognata da Georgie Stone è un documentario breve, della durata di circa mezz’ora, diretto da Maya Newell e sceneggiato dalla protagonista Georgie Stone, che ha anche partecipato attivamente alla produzione. Il film è stato acquistato da Netflix, che lo ha distribuito attraverso la propria piattaforma a partire dallo scorso 22 settembre 2022.

Interamente realizzato utilizzando filmati di repertorio, il film non prevede il coinvolgimento di attori professionisti e vede la partecipazione, oltre che della già citata Georgie, degli altri membri della famiglia Stone e di alcune altre persone direttamente coinvolte nella vicenda.

La vita sognata da Georgie Stone: un racconto di crescita

Recensione La vita sognata da Georgie Stone - Cinematographe.it

La vita sognata da Georgie Stone racconta la storia dell’omonima protagonista. Nata nel corpo di un uomo, Georgie si rende conto sin da piccola di essere una donna e, grazie al supporto della sua famiglia, ha la possibilità di abbracciare la propria identità sin dalla tenera età. I problemi cominciano a sorgere quando, raggiunta la pubertà, desidera avviare il percorso medico di transizione.

Il documentario si sofferma a raccontare le battaglie legali che Georgie e i suoi cari hanno dovuto attraversare per garantirle i trattamenti di cui aveva bisogno. Allo stesso tempo, espone alcuni dettagli della vita privata della giovane, permettendo al pubblico di entrare in contatto con i suoi sogni, le sue paure e le sue aspettative per il futuro.

Un nuovo primo giorno di vita

Recensione La vita sognata da Georgie Stone - Cinematographe.it

La vita sognata da Georgie Stone costruisce la sua narrazione intorno al giorno in cui la protagonista si sottopone all’operazione di vaginoplastica. L’intervento, che avviene in concomitanza con il raggiungimento della maggiore età, è rappresentato come la conclusione di una parte del percorso di crescita personale. L’esplorazione del passato è quindi un’occasione per tornare a riflettere sul cammino che l’ha portata a raggiungere quell’obbiettivo.

Senza seguire un preciso ordine cronologico e facendo sempre riferimento al giorno dell’operazione, il documentario ci mostra la vita di una ragazza normale, animata dagli stessi desideri e dalle stesse paure di tutte le sue coetanee. A differenza di quella di molte di queste, la storia di Georgie è costellata di momenti in cui è chiamata a lottare e a mettersi in gioco in prima persona per garantire il rispetto della sua identità.

La vita sognata da Georgie Stone mette in evidenza il grande coraggio della sua protagonista, ma anche la sua straordinaria normalità. Georgie è prima di tutto una ragazza adolescente: va a scuola, si innamora e sogna di diventare un’attrice. La più grande forma di lotta di questa giovane donna è proprio la sua scelta di vivere la propria identità a pieno, senza chiedere o aspettare il permesso di nessuno.

La scelta di sottoporsi alla vaginoplastica è perfettamente integrata nel suo percorso. Per quanto sia indubbiamente una tappa importante, affrontata anche con un certo timore, non definisce né la sua identità né il suo futuro. Si tratta in ultima analisi di un altro passaggio verso la piena affermazione di sé stessa; non rappresenta la fine del viaggio, ma un nuovo entusiasmante inizio.

Una durata eccessivamente esigua

Recensione La vita sognata da Georgie Stone -

La parte più legata alle battaglie legali, in cui l’impegno di Georgie è stato fondamentale anche per spianare la strada a coloro che varranno dopo di lei, è affrontata in maniera più superficiale dal documentario. Vengono mostrati i passaggi più importanti e le principali vittorie ottenute, ma non ci si sofferma mai ad analizzare il percorso.

Questo è dovuto probabilmente alla esigua durata de La vita sognata da Georgie Stone, che si attesta appena al di sotto della mezz’ora. Per raccontare a pieno anche questo aspetto della storia, che è altrettanto interessante, sarebbe servito almeno il doppio del tempo. La buona struttura narrativa, inoltre, avrebbe quasi sicuramente garantito l’efficacia del prodotto anche a fronte di un minutaggio superiore.

L’impressione che si ha è che questo documentario sia ancora un work in progress e che nuove versioni, in cui tutti gli aspetti della vicenda sono approfonditi, verranno rilasciate in seguito. La storia di Georgie Stone merita di essere raccontata e gli autori di questo prodotto hanno sicuramente trovato la formula giusta per farlo. Ci auguriamo che l’uscita di una versione estesa, in cui trovano spazio anche i passaggi qui in parte tralasciati, sia realizzata e resa disponibile.

Leggi anche La casa tra le onde: recensione del film d’animazione Netflix

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 3.5

2.9

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