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Rolando Ravello (Tutti contro Tutti, 2013 e Ti ricordi di me?, 2014) torna sul grande schermo con La prima pietra, adattamento cinematografico dell’omonimo testo teatrale di Stefano Massini, con Kasia Smutniak, Lucia Mascino e Corrado Guzzanti, prodotto da Domenico Procacci. Una commedia tragicomica natalizia dalla tematica interrazziale, che strappa qualche risata allo spettatore, lasciandogli però sul finale un sapore amaro in bocca.

La prima pietra: commedia natalizia o Carnage nostrano?

La prima pietra Cinematographe.it
Isidoro Marcello, il custode e la moglie Loretta, bidella

È il 23 Dicembre e, alla scuola elementare Paganini, il Preside Ottaviani sta lavorando agli ultimi preparativi per il tanto atteso spettacolo di Natale; è quasi tutto al proprio posto se non fosse che, senza alcun motivo, durante la ricreazione Samir, un alunno musulmano di indole pacata, all’improvviso decide di scagliare una pietra contro la vetrata del primo piano dell’edificio, colpendo il custode Marcello e sua moglie Loretta, bidella. Si impone quindi una riunione immediata con la famiglia del bambino per valutare l’entità del danno e la sua responsabilità; il tempo per la recita stringe ma all’incontro con il Preside, la maestra Roversi e i due malcapitati, si presentano sia la mamma, sia la nonna dell’alunno, assai agguerrita. Inizia così dal nulla a svilupparsi una questione problematica…riuscirà il Preside Ottaviani a riappacificare gli animi e a mettere in scena il suo adorato spettacolo?

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La maestra Roversi

Nel 2011 Roman Polanski portava sul grande schermo Carnage, adattamento dell’opera teatrale Il dio del massacro della drammaturga francese Yasmina Reza; lo spunto di entrambi i film è molto simile, un atto di violenza all’apparenza (o forse veramente) senza senso compiuto da un minore, scatena un putiferio senza fine. Adulti che non sanno controllarsi e che non vogliono cedere, a nessun costo (almeno alcuni). L’unico elemento di novità rispetto all’opera di Reza è l’introduzione della tematica religiosa e quindi dell’integrazione razziale: culture e religioni diverse (o pensieri “new age” come quello della maestra Roversi) possono veramente trovare un confronto/incontro? La risposta su un finale divertente, che lascia però un po l’amaro in bocca.

La prima pietra: una sceneggiatura troppo “costretta”

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Il Preside Ottaviani

Se non si può dire nulla degli attori (Corrado Guzzanti e Lucia Mascino trasmettono una forte intesa e rappresentano un duo comico efficace, forse grazie anche alla collaborazione sul set della serie tv I delitti del BarLume), quello che salta subito all’occhio è l’adattamento del film di Ravello da un testo teatrale. Un’introduzione (con la voce fuori campo di Francesco Pannofino) tanto lunga quanto superflua, lascia spazio alla prima parte del film, in cui l’impostazione teatrale si sente, troppo. C’è poca fluidità che rende difficoltoso, se non fastidioso, per lo spettatore prestare attenzione allo scambio di battute dei protagonisti (specialmente tra il Preside e la “segretaria”, di secondo lavoro “usuraia”).

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Madre di Samir

Con il procedere della trama, e l’entrata in gioco delle protagoniste mamma e nonna di Samir (il cui piccolo attore recita in modo delizioso ed efficace),  il registro cambia, la sceneggiatura diventa interessante e lo spettatore si incuriosisce di scoprire qual’è il vero punto della storia e se mai si arriverà a una soluzione. Kasia Smutniak interpreta bene la parte della mamma di Samir, musulmana di seconda generazione nata e cresciuta in Italia, ma è la nonna del bambino, interpretata da Serra Yilmaz, a creare il personaggio più strutturato e credibile, insieme a Valerio Aprea nel ruolo del custode Isidoro Marcello, che nasconde un segreto svelato solo quasi sul finale della pellicola.

Questo Natale, al posto della solita commedia natalizia, potete andare al cinema e scagliare La Prima Pietra. Il film è al cinema dal 6 dicembre 2018, distribuito da Warner Bros.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione