voto del pubblico N/A
voto finale 3.5/5
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Valeria Bruni TedeschiMarina Foïs sono le protagoniste del film di Catherine Corsini La Fracture (The Divide) presentato a Cannes 2021 In Concorso nella Selezione Ufficiale del Festival. Un film che mette in risalto la situazione critica creatasi in Francia durante le manifestazioni dei cosiddetti Gilet Jeunes, un movimento di protesta nato nel 2018 per sollevare il problema dell’aumento del prezzo del carburante e di una tassazione eccessiva ricadente sui lavoratori della classe media. Partita come iniziativa pacifica, il movimento dei Gilet Gialli ha finito per rendersi protagonista di azioni violente che hanno provocato vandalismo, danneggiamento di proprietà private e pesanti scontri con la polizia, impreparata a gestire l’onda d’urto dei numerosi manifestanti.

La Fracture contestualizza le sue vicende a Parigi, proprio all’apice degli scontri fra manifestanti e polizia e vede protagonista una coppia di lesbiche, Raf (Bruni Tedeschi) e Julie (Foïs), sull’orlo della rottura definitiva, dopo anni di incomprensioni e battibecchi. Raf non ha intenzione di mollare la presa sulla compagna, insistendo affinché lei non la lasci, fino a quando una rovinosa caduta non la spedisce in ospedale, dove la situazione è critica a causa dei tanti manifestanti feriti in attesa di assistenza.

La Fracture: un titolo simbolico che racchiude la crisi di una coppia e di una Nazione

La fracture, Cinematographe.it

La Fracture utilizza l’espediente narrativo di un gomito rotto per riavvicinare forzatamente le due donne: nonostante la riservata Julie sia stata chiara riguardo al fatto di non voler avere più nulla a che fare con l’asfissiante e capricciosa Raf, non può fare a meno di starle accanto, partecipando al colorito circo umano che popola le corsie del Pronto Soccorso, in cui il personale non sa come fare per offrire la dovuta assistenza a ogni paziente e l’attesa obbligata offre un interessante e sospeso punto di osservazione per comprendere meglio ciò che sta accadendo fuori da quelle porte.

L’arrivo dello scorbutico Yann (Pio Marmaï), un camionista ferito gravemente a una gamba durante uno scontro con la polizia, rappresenterà – soprattutto per l’egocentrica Raf –  l’occasione ideale per vedere gli altri, sintonizzandosi con la disperazione di chi è finito suo malgrado ne tritacarne di una manifestazione in cui voleva solo far ascoltare i propri diritti, permettendo alla donna di sfruttare la situazione anche per smetterla di battere i piedi e lasciare il giusto spazio a Julie.

Una regia metaforica per descrivere una sanità al collasso

La fracture, Cinematographe.it

Catherine Corsini utilizza un linguaggio metaforico e a tratti esilarante per rappresentare una sanità che cade a pezzi, in cui medici e infermiere sono costretti a turni massacranti e conservano, nonostante tutto, l’empatia. Offrendo brevi spaccati anche sulla vita privata del personale del Pronto Soccorso e sul punto di vista della polizia, La Fracture lascia emergere come in situazione di crisi il conseguente nervosismo impedisca di notare come alla fine si sia tutti sulla stessa barca e come aiutarsi e sostenersi sia molto più produttivo che rimanere schierati contro ipotetici nemici.

L’umorismo di cui la pellicola è permeata diviene così perfettamente funzionale e smussare i toni di una tematica molto delicata, con i differenti piani della narrazione che finiscono per incontrarsi, suscitando un’importante riflessione sulla necessità di mettersi sempre nei panni degli altri. Senza trascurare l’aspetto tragico di una situazione che nulla di ciò che può essere fatto dal singolo può bastare a risolvere.

La Fracture è una pellicola divertente e intelligente, che punta sul talento degli attori e di una buona scrittura per veicolare un importante messaggio di solidarietà. Sicuramente non risolutivo ma decisamente indispensabile.