La famiglia ideale: recensione del film Netflix di Arantxa Echevarría

Dall'11 maggio 2022 su Netflix arriva La famiglia ideale, comedy spagnola con Belén Rueda dalla regista di Carmen Y Lola.

Esistono talmente tanti film dal titolo simile che per distribuirlo in digitale Netflix Italia ha dovuto tradurlo con La famiglia ideale. Giusto per non confonderlo con la commedia natalizia di Paolo Genovese Una famiglia perfetta e per dissimulare l’assonanza con il dramedy quebecchese Guida alla famiglia perfetta (l’anno scorso sempre in catalogo), il nome originale del secondo lungometraggio di Arantxa Echevarría è in verità (si perdoni la ripetizione) La familia perfecta ‒ nei cinema spagnoli nel 2021 e ora in piattaforma per gli abbonati dall’11 maggio 2022.

Una reiterazione tuttavia che sarebbe potuta decisamente passare in sordina, se non fosse che il tipo di narrazione costruita sulla differenza di classi e sullo scontro fra mondi diametralmente opposti qui perde del tutto della sua parte più ilare, relegando un’ ora e cinquanta a barbose dinamiche solamente accennate, confezionate su gag inefficaci e una costruzione dei personaggi che lascia molto a desiderare.

(Non) presentarmi i tuoi

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Le famiglie in questione sono (e abitano) agli antipodi di Madrid. Al centro alto borghese quella di Pablo (Gonzalo Ramos), prestante avvocato dal volto pulito figlio del celebre astronomo Ernesto (Gonzalo de Castro) e della signora Lucia (Belén Rueda), apprezzata in società per il suo lavoro filantropico e il fine gusto per l’arte; e in periferia quella di Sara (Carolina Yuste), insegnate di fitness e figlia di Miguel (Jose Coronado) e Amparo (Pepa Aniorte), proletari sempliciotti e piuttosto incolti, originari di un piccolo paese montanaro della Spagna che visitano con rara frequenza.

Sta di fatto che i due piccioncini hanno stretto in segretezza una liaison sentimentale divenuta vera e propria love story, ed è ora è giunto il fatidico momento di comunicare alle rispettive parentele l’intenzione, a breve, si sposarsi e andare a vivere insieme. L’ansia è tanta, soprattutto per lui che ancora dipende dall’approvazione severissima dei genitori, i quali speravano, come previsto da quanto è nato, di farlo convolare a nozze con una ragazza perbene, dalla carriera avviata e dalle giuste maniere come vuole l’etichetta. Increduli, i genitori di Pablo tentano dapprima di dissuaderlo e poi, invitata al paese per prenotare la chiesta, sarà invece Lucia a cadere nel fascino genuino di Miguel, lasciando le rispettive famiglie nello shock totale.

La famiglia ideale: una comedy mai incalzante che non sa per cosa farsi ricordare

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La prima stretta di mano fra consuoceri avrebbe teoricamente dovuto rappresentare per il film la circostanza primaria dalla quale scuotere la scossa della maggior antipatia; la strategia ‘epidermica’ ad alto tasso di reciproca idiosincrasia usata per generare nello spettatore il medesimo imbarazzo, e ridere con loro e su di loro di situazioni piuttosto comuni.

E invece, compromettendo la credibilità dell’intero film, la regista decide di tagliare o addirittura di non scrive già in principio i primissimi attimi dell’incontro fra le due famiglie, portandoci nel salotto di casa di Sara già a conversazione avviata, privandoci di una sequenza che avrebbe giovato all’interazione comica, fra loro e fra noi e chi stiamo guardando.

La famiglia perfetta allora non può esistere: non tanto nell’ovvietà del proverbiale modo di dire ma nella valenza stessa del film, un’operazione che intende emulare le idee primarie prese in prestito da un classico americano, Mi presenti i tuoi, e che non restituisce una propria versione rivisitata e corretta, mostrando la sua inadeguatezza sia nell’avanzamento (sofferto) che nella superficiale raffigurazione dei personaggi. Fiacco, non incisivo e indeciso su quale strada imboccare davvero, la pellicola diretta dalla regista di Carmen Y Lola è una comedy che non aggiunge nulla, men che meno in grado di valorizzare la doppia valenza comica e drammatica di una grande attrice spagnola, la Belén Rueda di Mare Dentro e di The Orphanage qui protagonista di un film che arranca, e che neanche la sua bravura riesce a risollevare.

Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione

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