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Kubrick by Kubrick, ovvero forse il più grande cineasta della storia del cinema raccontato dalle sue stesse parole. Per Stanley Kubrick, che nella sua vita è sempre stato refrattario alle interviste, un evento straordinario. Lo fece per Michel Ciment, critico francese di lungo corso, oggi direttore di “Positif”, mensile di critica da tempo di gran lunga superiore ai “Cahiers du Cinema”.

Era il 1979, Kubrick stava ultimando il montaggio di Shining, e decise di concedersi, anche molto generosamente, alle domande di Ciment, di cui apprezzava, giustamente, la scrittura e l’analisi del suo cinema. Un’apertura al mondo senz’altro dettata anche da un certo autocompiacimento, per fortuna, perché ha poi permesso la pubblicazione della vera e propria bibbia del cinema del regista americano.

Saggio straordinario, “Kubrick” di Michel Ciment comprende, oltre alla conversazione con il protagonista, anche interviste con suoi attori e collaboratori e una serie di saggi sui singoli film. L’ultima edizione, aggiornata ad Eyes Wide Shut e comprendente anche una conversazione su Full Metal Jacket, è del 2007, edita in Italia da Rizzoli.

Non può mancare sullo scaffale del perfetto cinefilo (la dovrò prendere anche io prima o poi, che custodisco invece gelosamente l’edizione originale del 1980 n.d.r), così come la visione di questo documentario diretto da Gregory Monro. Esperto del genere, il documentarista cinefilo francese ha infatti già realizzato delle belle opere su Louis De Funes, Pierre Richard e Jerry Lewis.

Tre comici, tutti molto cari alla critica transalpina, un training assai utile anche per Kubrick by Kubrick. A dispetto delle apparenze, infatti, Kubrick era un uomo incredibilmente spiritoso e tutto il suo cinema è pervaso da un’ironia naturalmente molto nera. Strangelove è l’esempio più evidente, Arancia Meccanica quello più eclatante.

Kubrick by Kubrick è strutturalmente molto ben costruito

Si potrebbe affermare che si svolga tutto in una stanza, o meglio, “La Stanza”, tanto per sorridere. Ma a parte ciò, il setting del documentario è tanto semplice quanto efficace. Tutto ruota attorno alle registrazioni delle conversazioni tra Ciment e Kubrick, interrotte solo da altrettanti interessanti stralci di intervista, con Jack Nicholson, Vincent’D’Onofrio, Malcolm McDowell, Tom Cruise, Nicole Kidman e altri, e da interventi critici sui suoi film.

Ne esce fuori, in ottimi 72’, un quadro esaustivo dell’opera di un cineasta che ha rivoluzionato il modo stesso di fare cinema, attraverso prima di tutto la sua visione del mondo, prima che dell’arte in cui, a un certo punto della sua vita, decise di cimentarsi. Non esplicitamente, ma abbastanza chiaramente, Kubrick sintetizza i pochi temi di cui si è sempre interessato nel suo discorso per immagini. L’uomo, il suo posizionamento nella Storia, le ombre che si celano dietro il dipanarsi di un racconto.

Ma ancora più importante, perché non è certo questa la sede di fare un compendio dell’opera di Kubrick, il documentario di Monro ha un secondo livello di lettura da seguire con attenzione. Kubrick by Kubrick è una riflessione fondamentale sullo stato della critica cinematografica nel panorama contemporaneo. Un tema che preoccupa prima di tutto Ciment, che da tempo combatte una battaglia contro l’omologazione della stessa in Francia.

Più nel dettaglio, Kubrick by Kubrick fa riscoprire l’analisi filmica nella sua forma più pura. Le parole del cineasta sono importanti, ma quanto le letture critiche. Come Kubrick amava analizzare ciò che era nascosto, anche la critica deve avere l’abilità di guardare ben oltre la superficie tecnica e narrativa dell’opera. Lo deve fare però usando gli strumenti corretti.

È una banale questione culturale

Non ci si improvvisa Kubrick, né Ciment. C’è il talento, senz’altro, che deve essere però alimentato costantemente dallo studio, dalla curiosità, dall’esercizio dell’analisi. In un momento in cui si confonde la critica con l’opinione, la competenza con l’arroganza e l’improvvisazione conta più dell’esperienza e dei titoli, Kubrick by Kubrick è uno strumento didattico dalla duplice, fondamentale importanza.

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