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Intrigo internazionale ma con un sapore più marcatamente action. Tom Cruise sceglie di mettersi in gioco e svolgere il ruolo di eroe alle prese con difficoltà sempre crescenti. Veste i panni di Roy Miller, un agente scavezzacollo che non si fa problemi ad avventurarsi in missioni estreme, tra viaggi in giro per il mondo e killer professionisti dalla quale sfuggire. June Havens (Cameron Diaz) ha un incontro ravvicinato con Roy nell’aeroporto di Wichita; un breve scambio di dialogo la costringerà ad interessarsi a questa figura misteriosa ma al contempo affascinante. Un incipit che sembrerebbe suggerirci di stare assistendo ad una commedia romantica, ma nulla è ciò che sembra.

Innocenti Bugie e l’equilibrio giusto in incredibili inconvenienti

innocenti bugie recensione cinematographe.it

Si sfrutta la figura di Tom Cruise come uomo d’azione dal grilletto facile e nessuna capacità di agire indisturbato, per stendere un racconto basato sulla rocambolesca storia d’amore che comincia ad evolversi in sparatorie, inseguimenti a rotta di collo e intensi combattimenti corpo a corpo. Una volta impostata la marcia, l’attore statunitense offre la piena disponibilità per affrontare invitanti sfide contro la gravità. Il suo Roy Miller è un uomo di poche parole, dedito alla missione da portare a termine, accompagnato da un arsenale improvvisato e ideato al momento, tralasciando personaggi di contorno tramutati in accessori di comodo e poco influenti.

Si evita di seguire le orme delle due saghe di 007 e Mission: Impossibile, per investire più tempo sulla ridicolezza e l’assurdità di sequenze altamente spettacolari per il gusto di stupire lo spettatore. Innocenti Bugie è come se fosse consapevole di ciò che viene mostrato, invitando a ridere sulla massiccia dose di adrenalina infusa nel girato. Un punto a favore dettato dai ritmi e dai tempi dello sceneggiatore Patrick O’Neil, capace di tenere testa ad una coppia di attori ben affiatati che diventano in tutto e per tutto protagonisti assoluti della pellicola.

Innocenti Bugie: una trama segnata da cambi improvvisi e repentini di location

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Innocenti Bugie non ha una trama consistente se analizzata nel suo svolgimento e nella preparazione di svolte inaspettate e colpi di scena strategicamente piazzati; la continua ricerca dello Zefiro, una rivoluzionaria batteria dotata di un’energia inesauribile, come punto cruciale della narrazione pecca di sostanza. Non ci vengono fornite spiegazioni sulle ragioni per la quale è stata sviluppata e a che scopo. È solamente un mero pretesto per mandare avanti la trama e farla reggere sulle spalle di Tom Cruise e Cameron Diaz mentre cercano di sopravvivere a qualsiasi attacco esterno o interno all’FBI. L’azione è costante, sempreverde e con un buon numero di voli pindarici in cabina di regia.

James Mangold cerca di rafforzare la componente visiva alternando i punti di vista sia di Roy che di June, alle prese con i più disparati scontri a fuoco e fisici. Il problema sorge quando bisogna virare sul secondo e terzo atto. I passaggi risultano forzati e si appoggiano su un trucco conveniente per cambiare improvvisamente location; quando la situazione si fa incandescente e totalmente fuori controllo, uno dei due protagonisti viene all’occorrenza sedato o assume potenti sonniferi per non soffrire o non subire attacchi di panico. Una scelta che porta ad oscurare frammenti significativi che servono a capire come si spostano e dove soprattutto. Austria, Germania, Spagna. Ogni destinazione è splendida da ammirare ma si deve scendere a patti con la sospensione dell’incredulità per poter godere della storia proposta.

Scopri qui le location di Innocenti bugie

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