I Gemelli: recensione del film con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito

Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito sono due gemelli separati alla nascita, frutto di un esperimento genetico con sei padri e una madre: sono le premesse del film I Gemelli, pellicola del 1988 diretta da Ivan Reitman.

I Gemelli

I Gemelli racconta di uno speciale esperimento scientifico, volto a fecondare una donna col seme di sei uomini eccezionali nel corpo, nella mente o nello spirito. Lo scopo è generare un essere umano perfetto, straordinario. Nascono due gemelli: Julius, eccezionalmente sviluppato, e Vincent, piccolissimo; i due sembrano essere uno il contrario dell’altro. Alla madre viene nascosta la verità e le viene comunicato che dal parto sia nato solamente un bambino, morto immediatamente dopo l’operazione. I due, separati subito dopo la nascita, crescono ignorando l’uno l’esistenza dell’altro e credendo che la madre sia morta di parto.

35 anni dopo, Julius Benedict (Arnold Schwarzenegger) è un uomo gigantesco, intelligente, colto, ma molto ingenuo. Apprende dal proprio maestro di avere un fratello gemello, che vive negli Stati Uniti, e subito parte entusiasta per raggiungerlo. Vincent Benedict (Danny DeVito), invece, è un piccolissimo e vivacissimo ometto, allevato in un orfanotrofio, un imbroglione che vive di espedienti, ed è sempre in mezzo ai guai per i suoi affari poco puliti.

I Gemelli: Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito

Schwarzenegger e DeVito sono la coppia perfetta. Il loro essere esattamente opposti li rende comicamente ineccepibili. L’idea di accomunarli con qualcosa tanto profondo come un rapporto tra gemelli è la prerogativa di un film che può rientrare nella categoria: Migliori pellicole anni Ottanta.

I Gemelli

Arnold Schwarzenegger, simbolico action man del decennio – insieme al nemico-amico Sylvester Stallone (che fa un cameo in versione poster anche in questo film, con risultati esilaranti) – si presta per un ruolo comico a cui, ai tempi, era poco riconducibile. L’ex culturista aveva iniziato la sua carriera come uomo forte, potente, senza pietà. In film come Conan il barbaro (1982), Terminator (1984) o Commando (1985), Schwarzenegger spara, picchia e fa esplodere ordigni mortali. Per questo la sua consacrazione ad attore per famiglie, in ruoli comici e leggeri in cui si ritrova ad interpretare lo stupidotto della situazione, non sembra davvero fuori luogo. Anzi, la sua goffa comicità diventerà un ingrediente fondamentale dei suoi film successivi (a volte anche e soprattutto in quelli d’azione).

I Gemelli

Se aggiungiamo che accanto a lui troviamo uno dei simboli della comicità (ma non solo) americana, il risultato è presto detto. La presenza di Danny DeVito guida Schwarzenegger nelle scenette più riuscite. Il contrasto tra l’inaspettato fascino e il saper vivere del primo e l’ingenuità e l’imbranataggine del secondo mettono in moto un meccanismo perfetto che guida lo scorrere del film.

I Gemelli: pregi e difetti della trama

Ma allora I Gemelli è un film perfetto? Non proprio. Lo sarebbe se le vicende si fermassero al rapporto tra i fratelli. È una pellicola senza pretese e l’idea di aggiungere una parte quasi d’azione – sempre guidata da spirito comico, certo – non risulta molto efficace. La seconda parte del film ci suona quasi noiosa portata avanti dalle gag dei due protagonisti, che un sorriso lo strappano fino alla fine.

I Gemelli

La sceneggiatura è riuscita e racconta una storia sfruttando l’appetibilità dell’assurdo: è proprio la follia delle premesse a rendere il film simpatico e attraente. Lo spettatore ricorda il film per l’immagine tanto irreale quanto irrimediabilmente comica di Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito – gli opposti assoluti della realtà hollywoodiana – uno accanto all’altro, che cercano di convincere noi e il resto del cast di essere gemelli. Vestiti allo stesso modo, con gli stessi atteggiamenti automatici e le stesse manie.

È proprio la qualità della prima parte della sceneggiatura che porta alla delusione verso la seconda metà. L’impressione è quella di assistere ad un riempitivo poco riuscito e dispiace.

Nonostante questo, però, I Gemelli rientra di diritto tra i film cult anni Ottanta. È una di quelle pellicole che è impossibile non ricordare con affetto, riesumando quelle scene tanto assurde che trattenere il sorriso risulta impossibile.

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