voto del pubblico N/A
voto finale 1.7/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Sonoro
Emozione
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Ne I Diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo Secondo, il regista di origini armene e compagno di vita di Angela Ricci Lucchi, Yervant Gianikian, continua a raccontare i diari della regista e pittrice italiana venuta a mancare a febbraio 2018. Registrazioni, foto e immagini private e considerazioni continuano ad alternarsi e a sovrapporsi alla narrazione di Gianikian, per ricostruire non solo l’operato e la vita di Angela, ma anche per mostrare la violenza protagonista del 1900, tema centrale del lavoro dei due (nel corso del documentario vengono ripresi gli scritti dei soldati, dei mutilati e dei prigionieri della guerra).

Gianikian parte dalla presentazione del diario relativo al viaggio in USA, nel corso dell’autunno del 1981, intitolato dallo stesso “Tour di due mesi con i ‘Films Profumati’ (Scented Films)”. Tra New York, Utica, Toronto, Los Angeles, Pasadena, San Francisco, El Paso, Pittsburgh e altre città, e più precisamente tra i luoghi dell’Avant-Garde americana, Gianikian e la Ricci Lucchi mostrarono i loro lavori pieni di aspettative e speranze.

I Diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo secondo: il regista non riesce a bucare la quarta parete per ben la seconda volta

I diari di Angela - Noi due cineastii. Capitolo secondo Cinematographe

I diari scritti dall’artista sono molto simili a quelli che Gianikian ha già mostrato durante il primo film, I Diari di Angela – Noi Due Cineasti, in quanto includono semplici disegni, racconti e descrizioni di viaggi, letture e tutto ciò che la Lucchi riteneva fosse importante ricordare. Dalla coppia, unita sentimentalmente e professionalmente, nasce un progetto in cui le parole degli eventi e dei viaggi vissuti da Angela Ricci Lucchi accompagnano la descrizione degli stessi, attuata visivamente da Gianikian, attraverso le registrazioni di molteplici filmati.

Purtroppo, per ben la seconda volta, il regista non riesce a bucare la quarta parete col suo progetto, che risulta un documentario fine a se stesso e autocelebrativo. Gianikian scandisce le tappe dei viaggi compiuti da lui e da Angela con la sua voce fuori campo, mentre sfoglia le pagine del diario della sua compagna di vita scomparsa. Le guerre e le violenze del Novecento fanno da sfondo alla vita di due individui dai destini intrecciati, ma la loro presentazione appare solo come una sorta di strumento per tornare a parlare nuovamente della regista e pittrice italiana. Soprattutto nella prima parte del film, Gianikian cerca di spiegare come la società non dia spazio per esprimere a pieno la loro arte, ma che, nonostante tutto, la loro tenacia li spinge a proseguire, soprattutto nel corso dell’evoluzione della loro esperienza artistica in America.

I Diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo secondo si limita a un semplice elenco, senza dedicare del tempo alla narrazione vera e propria

I Diari di Angela - Noi due cineasti. Capitolo secondo Cinematographe

L’America è una tappa fondamentale, di cui viene resa testimonianza mediante i filmati e le foto di gruppo con amici appartenenti al mondo del cinema, con disegni e schizzi artistici. Sono presenti anche dei fotogrammi provenienti da pellicole dirette da loro, quali La trilogia della guerra e La marcia dell’uomo, che sembrano avere poco senso con tutte le altre cose che vengono narrate, o meglio, elencate dal regista. A tal proposito, il documentario risulta prolisso proprio perché spesso si limita a elencare fatti, azioni, avvenimenti, piuttosto che esibirsi in un vero e proprio racconto della loro vita da artisti. Purtroppo, il seguito del primo documentario non aggiunge praticamente nulla a ciò che avevamo già visto, risultando ulteriormente ripetitivo e, appunto, fine a se stesso.