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Di un personaggio pubblico, a maggior ragione se al suo passaggio ha lasciato tracce indelebili nella memoria e nell’immaginario comune, in moltissimi nutrono e hanno la presunzione di conoscerne vita, morte e “miracoli”. Quanto di più sbagliato, poiché di una persona, qualsiasi essa sia e indipendentemente dal livello di popolarità o dai traguardi raggiunti nel corso della carriera, non si conosce mai abbastanza. Pensiamo ad esempio a uno dei cineasti più importanti della storia della Settima Arte, ossia Alfred Hitchcock, del quale lo scorso 29 aprile ricorreva il quarantesimo anniversario dalla scomparsa avvenuta nel 1980 in quel di Los Angeles e al quale Sky Arte ha deciso di rendere omaggio con il documentario Hitchcock Confidential – L’altra metà del genio.

Del maestro del brivido probabilmente si pensa di sapere tutto, o almeno una parte sostanziale degli aspetti che hanno contribuito a renderlo un grande tra i grandi del cinema mondiale. In tal senso, non c’è film, script o inquadratura da lui “partoriti” che non siano stati “radiografi” e passati minuziosamente ai raggi X dagli addetti ai lavori, quel tanto da ottenere un campionario completo dei temi e degli stilemi del suo modus operandi. Viene da sé che in circolazione è possibile trovare saggi di ogni sorta e persino prodotti audiovisivi che ci conducono alla scoperta della filmografia del celeberrimo cineasta britannico tra cui Hitchcock, il biopic di Sacha Gervasi con Anthony Hopkins che veste i suo panni, oppure i documentari 78/52 (in cui lo svizzero Alexandre O. Philippe cerca di raccontare e spiegare la famosa scena della doccia di Psyco) e Hitchcock/Truffaut (in cui Kent Jones va dietro le quinte del celebre incontro, poi diventato libro, tra Hitch e il collega francese). Di conseguenza, le occasioni per navigare a vista nella sua filmografia dagli sino al periodo americano, così come nel dietro le quinte di moltissime pellicole che la vanno a comporre, di certo non mancano.

Hitchcock Confidential – L’altra metà del genio: dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna

Hitchcock Confidential - Cinematographe.it

Eppure qualcosa manca all’appello e quel qualcosa riguarda l’altra faccia della medaglia, che ci porta inevitabilmente a porci la domanda: cosa sappiamo veramente dell’uomo che sta dietro al regista? Una risposta ha provato a darcela Laurent Herbiet con il suo Hitchcock Confidential – L’altra metà del genio, che a un anno circa dalla realizzazione è approdato nella prima serata di Sky Arte. Ora non aspettatevi una full immersion nei meandri più reconditi dell’essere umano, ma la chiave e la prospettiva scelte dall’autore per provare a entrare nell’esistenza di Sir. Alfred per quanto ci riguarda ha dato un contributo interessante alla causa.

Con tutta onestà al termine della visione la leggenda rimarrà comunque incompleta, ma almeno avremo qualche dettaglio in più su cosa si nasconde dietro quell’inconfondibile silhouette, perché oltre il cono d’ombra c’è sempre un’altra storia da raccontare. Quel qualcosa in realtà è un qualcuno con un nome e un cognome, appartenuti a una persona fondamentale nell’esistenza del protagonista, ossia la donna delle sua vita, oltre che alter ego Alma Reville. Del resto si sa che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Insieme hanno condiviso tutto, sul set e nell’intimità. Il loro rapporto rappresenta un sodalizio sentimentale e professionale indissolubile, che ha portato alla progettazione di moltissimi dei capolavori indiscutibili firmata dal cineasta britannico. La loro collaborazione, infatti, non si è mai fermata dal giorno in cui si sono incontrati fino alla fine delle loro vite. È alla luce di questa relazione, coronata dalla nascita della figlia Patricia, che questo documentario rivisita e getta nuova luce sulla leggenda.

Hitchcock Confidential: un documentario che fa luce sulla leggenda di Sir. Alfred ma anche sul suo lato oscuro, le sue contraddizioni e i suoi difetti

Hitchcock Confidential - Cinematographe.it

Come? Preto detto, con lo sguardo intimo, gentile e critico della Reville, al quale questo film si appoggia per provare – riuscendoci in parte – a dipingere  un ritratto inedito di Hitchcock. Qualcosa nella medesima direzione lo aveva provato a fare Carlo Lucarelli nel suo format per Sky Inseparabili. Vite all’ombra del genio, che in una delle puntate della prima stagione ha raccontato proprio il sodalizio tra la montatrice-sceneggiatrice e l’illustre consorte. Ma si trattava di un’operazione dalla confezione e dall’approccio volutamente televisivi, diversa per forza di cose da quelli che caratterizzano Hitchcock Confidential, nel quale Herbiet per comprendere meglio la  complessa personalità dell’uomo mette insieme il racconto della moglie con quello del biografo Patrick McGilligan e i ricordi della figlia Pat O’Connell Hitchcock.

Il risultato consente di entrare nell’intimità dell’acclamato regista, sottolineando i contrasti tra il mago del cinema e il marito e padre caldo e affettuoso. Il film fa luce sulla leggenda di Alfred Hitchcock, ma anche sul suo lato oscuro, le sue contraddizioni e i suoi difetti, che si uniscono per creare il mito. In tal senso, il film svela anche alcuni degli aspetti più leggeri della sua personalità, grazie agli archivi personali che mostrano Alfred con la sua famiglia, con amici, in viaggio per l’Europa. Lo vediamo come si è spesso descritto: un uomo di famiglia completamente normale, un padre e un marito amorevoli, e un burlone incorreggibile.

Hitchcock Confidential: un classico found footage biografico che mescola senza soluzione di continuità materiali d’archivio ed estratti dei capolavori di Hitchcock

Hitchcock Confidential - Cinematographe.it

Per quanto concerne la componente tecnica, il documentario è un classico found footage biografico che mescola senza soluzione di continuità materiali d’archivio ed estratti dei capolavori di Hitchcock. Il lavoro di ricerca ha fornito una moltitudine di documenti molto diversi: clip di notizie, trucchi, interviste a stelle e collaboratori, riprese, test sullo schermo, sceneggiature, design di schermi e costumi, storyboard, trailer, materiale promozionale.

Un mash-up ricavato con contributi audio, video e fotografici che, seguendo un editing standard per progetti analoghi, vuole essere un’occasione per scoprire immagini poco conosciute e sorprendenti. Come le clip restaurate dei primi lungometraggi di Alfred realizzati in Inghilterra, film di propaganda che ha diretto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma soprattutto le immagini molto commoventi della sua ultima apparizione nel 1979 all’American Film Institute. E sono proprio quest’ultime, che aprono e chiudono la timeline, a regalare allo spettatore di turno le emozioni più intense dell’intero documentario.

L’appuntamento con Hitchcock Confidential – L’altra metà del genio è sabato 2 maggio alle 21.15 su Sky Arte (canali 120 e 400) e in streaming su NOW TV.

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