fuga da reuma park

Nel paradiso della senilità il famoso trio Aldo, Giovanni e Giacomo nel film Fuga da Reuma Park si ritrova ancora una volta unito, per dedicarsi a una pratica che oramai da troppo, ma veramente troppo tempo, si classifica assai lontana da qualsiasi parametro voglia trasformare le loro trovate comiche in arte cinematografica. Distanti anni luce dai loro classici più apprezzati, il gruppo di mattatori intraprende un’avventura tra case degli orrori e montagne russe per bambini. Quest’ultimo film, diretto insieme a Morgan Bertacca, è un discutibilissimo memorial dedicato ai tempi andati, costruito intorno a un racconto ridicolo fatto di amareggianti gag ed opinabili banalità.

Ritrovatisi dopo tanto tempo in un luna park mascherato da casa di riposo, gli anziani Aldo, Giovanni e Giacomo ricordano malinconici i tempi andati, sognando la libertà lontani da quella pensione dove sono rimasti imprigionati ed intenti ad escogitare un astuto piano per poter scappare da quel restrittivo luogo. Sorvegliati a vista dalla sproporzionata e inflessibile infermiera Ludmilla (Silvana Fallisi), la fuga diventerà per i tre vecchietti una corsa sfrenata formata da imprevisti e improbabili ostacoli, fiancheggiata da personaggi che hanno accompagnato gli affezionati del trio lungo questi anni di prosperosa attività e per la prima volta tutti insieme riuniti sotto un’unica trama.

Fuga da Reuma Park: commedia surreale sull’apice del declino

fuga da reuma park
Aldo, Giovanni e Giacomo nelle loro vesti da pensionati

In un’atmosfera irritatamente surreale in cui si muovono in una commistione indigesta figure che hanno fatto la fortuna di Aldo, Giovanni e Giacomo, ma che ora nelle stesse rivisitate vesti sembrano innalzare la torre dalla quale buttare all’aria tutto il lavoro svolto lungo questi anni, l’ultimo film del talentuoso, ma decisamente sbiadito trio è il perfetto sunto per capire ed analizzare i problemi che hanno portato la loro strada ad un così netto ed evidente declino, un canto del cigno ed insieme involontaria dichiarazione di inadeguatezza che traspare vivida attraverso lo schermo.

Fuga da Reuma Park è di fatto il tentativo dei noti comici di offrire al pubblico vecchi personaggi a loro tempo di naturale appiglio e dal funzionamento più che efficace, mal inserendoli però nell’opera, la quale risulta a questo punto soltanto un carro da parata su cui sfilano senza collegamento alcuno le suddette maschere. La sceneggiatura scritta con la collaborazione di Valerio Bariletti e il regista Morgan Bertacca non si limita a nascondere nel miglior modo possibile le sue sciocche scivolate, ma le pone in primo piano mettendole al pari di divertenti sketch teatrali riportati direttamente da registrazioni risalenti agli spettacoli del trio, prova schiacciante di come il vero habitat del gruppo non sia davanti alla camera, ma sul palcoscenico.

Un omaggio o un addio?

fuga da reuma park
I tre vecchietti Aldo, Giovanni e Giacomo che confabulano per decidere come fuggire

Particolari trascurati e musiche appositamente composte per il film eppure uguali ad altre mille già ascoltate, dal montaggio disattento di Marco Spoletini alle melodie usuali di Mauro Pagani Fuga da Reuma Park non riesce a decollare con nessuno degli espedienti utilizzati, aleggiando soltanto come un nostalgico ricordo dei lavori passati, sporcandoli contemporaneamente con la realizzazione di una commedia incresciosa e priva di qualsivoglia ironia. Avvalendosi dell’amichevole partecipazione del duo composto da Ficarra e Picone, ad aggravare le sorti di un film di per sé imbarazzante è la presenza insopportabile e malamente grottesca di Silvana Fallisi, che non solo si trova decisamente sopra le righe, ma le oltrepassa tanto da finire dove non si riesce neanche più a scorgerle, appesantendo con massiccia portata le disavventure dei vecchietti di Fuga da Reuma Park.

Una giostra che da tempo ha ormai smesso di girare, che Aldo, Giovanni e Giacomo abbiano deciso di dirci addio con questo loro ultimo film, il quale li vede vecchi e senza nulla di nuovo da offrire? Ancora non lo sappiamo, ma di certo troveremmo condivisibile la loro decisione.

 

 

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