Una folle passione: recensione

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Una folle Passione (titolo originale Serena) rappresenta l’adattamento cinematografico per mano della regista Susan Bier dell’omonimo best-seller di Ron Rash; il romanzo narra le torbide vicende di una coppia di giovani imprenditori, vincenti ed appassionati che, a causa del loro bieco opportunismo ed ambizione,  finiranno per perdere tutto.

Fulcro della narrazione, la figura femminile di Serena (Jennifer Lawrence), una donna dal tragico passato e dal perverso spirito di autoconservazione che- avendo perso troppo nella sua vita – è  determinata a fare qualunque cosa pur di non perdere l’amore del marito George (Bradley Cooper).

I due, pur provenendo da due ambienti differenti, trovano un grande punto di incontro nel mestiere comune di  entrambe le famiglie di origine:  taglialegna professionisti. Serena diventa così socia in affari per il grande impero del legno del marito, riversando tutta la sua maestria e caparbietà nel progetto di una vita insieme all’uomo dei propri sogni.

Una folle Passione recensione
Una folle Passione, scena dal film

L’insidia, tuttavia, è dietro l’angolo: sullo sfondo della Grande Depressione che colpì duramente l’America negli anni ’30, i coniugi si troveranno ad affrontare ingenti debiti e la contemporanea minaccia di un gruppo di ecologisti (con a capo lo sceriffo Mc Dowell, interpretato da Toby Jones) decisi ad espropriar loro i terreni per creare un parco nazionale.

George non è ancora cosciente di quanto la sua carismatica e pericolosa moglie stia condizionando la sua vita e le sue scelte e, nonostante gli ammonimenti della sorella (che gli fa notare quanto la donna sia bellissima ma “selvaggia”) e dell’invidioso e altrettanto opportunista braccio destro Buchanan (David Dencik), il giovane imprenditore comincerà a compiere una serie di atti moralmente riprovevoli al servizio del proseguimento della sua idilliaca unione amorosa, mietendo vittime con la stessa noncuranza con cui miete gli alberi.

Serena, dal canto suo, dimostra ben presto di non essere disposta a fermarsi davanti a niente e a nessuno pur di rimanere accanto a George, illudendosi addirittura di poter ignorare il fatto che il suo uomo sia padre di una figlioletto illegittimo avuto da una sua operaia, prima del loro matrimonio: la determinazione si trasformerà in follia omicida quando Serena perderà il proprio figlio prima di darlo alla luce e la coppia scoprirà di non avere future possibilità di procreare.

Una folle passione recensione Jennifer Lawrence
Jennifer Lawrence in una scena del film

Una folle Passione esplora il tema della maternità negata da un punto di vista non comune: Serena non soffre tanto per la perdita della possibilità di dare alla luce un figlio,  ma per il fatto di non poter dare a George quello che un’altra donna gli ha dato.

Sostenuto dalle notevoli capacità recitative della giovanissima ma altrettanto brava Jennifer Lawrence, il personaggio della protagonista metterà in luce il sottile confine fra sofferenza e follia e, attraverso una serie di atti apparentemente controllati ma del tutto irragionevoli, la donna cercherà di proteggere la sua famiglia nel più estremo dei modi.

Il film, pur con i suoi limiti (alcune scene rischiano di strappare un sorriso laddove dovrebbero strappare una lacrima…), ha l’indubbio pregio di avvincere lo spettatore; l’azione –  sostenuta ed incalzante – è rafforzata dalle capacità di un cast di grandi attori.

La fotografia rende epico ed incantevole il contesto della storia, seguendo lo svolgersi delle scene in modo sapientemente dinamico e scegliendo la staticità solo per cogliere, con inquadrature strettissime, il mutare delle espressioni della protagonista, nel suo percorso dall’instabilità alla vera e propria follia.

Il tema del progresso e delle sue implicazioni naturalistiche si rivela estremamente attuale e permette di attribuire alla pellicola un senso allegorico più ampio, laddove la supremazia della natura finisce sempre per avere la meglio  sull’intervento devastatore dell’uomo.

Una folle Passione recesnione Bradley Cooper
Bradley Cooper in una scena del film

George, per quanto accecato dall’amore e dalla passione per la sua instabile moglie, dovrà fare i conti con l’ istinto paterno, una forza che – finalmente- non ammette nessuna ambiguità morale e per la quale vale la pena sacrificare qualunque cosa.

Nell’insieme, Una folle Passione resta una storia ben strutturata, che integra momenti un po’ troppo scontati ed anticipati con altrettanti spunti originali che arricchiscono la trama (come la misteriosa figura del “veggente” Galloway – interpretato da un convincentissimo  Rhys Ifans –  che, dopo essere stato salvato da Serena, estinguerà il suo debito d’ onore assecondando ogni sua scriteriata richiesta).

il finale, pur assumendo rischiosi connotati teatrali, ha il pregio di chiudere un cerchio, svelando allo spettatore,  con la potenza suggestiva delle immagini delle ultime tre scene, il significato delle simbologie ricorrenti dall’inizio del film.

Una folle Passione, arriverà nelle nostre sale a partire dal 30 ottobre, distribuito da Eagle Pictures.

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