Roma FF11 – Florence: recensione del film con Meryl Streep

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La rivincita dei mediocri nel nuovo film presentato ad una settimana dall’inizio della Festa del Cinema di Roma, Florence è la delicata storia della nota cantante Florence Foster Jenkins diretta dal regista britannico Stephen Freis (Alta fedeltà, The Queen – La Regina, Philomena, The Program, gli ultimi concerti della stonata musicista che visse per la musica e grazie a questa allontanò la morte, una commedia leggera, ma appassionante, adornata da folte piume e lucenti lustrini, con protagonista la splendida Meryl Streep e un inaspettato e graditissimo Hugh Grant.

Florence Foster Jenkins (Meryl Streep) non ha avuto un’esistenza facile eppure, arrivata alla soglia di una discreta età, può ritenersi soddisfatta. Fondatrice del Club Verdi, adorata da amici di vecchissima data e con un marito, St. Clare Bayfield (Hugh Grant) che la vizia e l’adora, la donna vive tra beni di lusso e gode della stima di un gruppo di fedelissimi affezionati. Musicista fin dalla tenera età, c’è solo una cosa che coronerebbe il sogno di Florence: esibirsi in una serata al Carnegie Hall. Tutto sembra pronto per il concerto, rimane solo un piccolo problema. Florence non sa cantare.

L’ovattato mondo di Florence Foster Jenkins

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Florence (Meryl Streep) mentre prende lezioni di canto

Solo la migliore attrice del mondo poteva interpretare la peggiore cantante mai esistita. La regina delle interpreti del nostro cinema, la meravigliosa Meryl Streep, torna nuovamente protagonista sul grande schermo nell’ultimo piacevole film dell’inglese Stephen Freis. Florence sono le illusioni di una fragile cantante avvolta nel suo ovattato mondo fatto di devozione e innocenti bugie, una donna bambina che di musica ha vissuto e compensa da sempre le sue innumerevoli stranezze con una sentita generosità. Personaggio patetico – nella sua accezione teatrale – dalla dolcezza infinita ed interpretato con abilità unica dalla grande Streep, Florence è l’anima infantile e tenera di tutte quelle persone che nella vita non ce l’hanno fatta, un cuore incapace di affrontare i propri limiti, ma che per anni ha continuato a battere solo grazie ad un amore per quell’arte che riempie le platee e risuona nelle corde più profonde dell’umano.

Affiancata da un Hugh Grant più maturo e in eleganti vesti, le quali risaltano un talento per molto tempo rimasto addormentato, la protagonista vive degli inganni in buona fede del suo amato marito, uomo indubbiamente dai riconosciuti difetti, ma dedito a Florence e alla sua carriera più di chiunque altro, leale compagno lungo la strada della continua ricerca di approvazione e primo ad annebbiare la già sbiadita vista della puerile, affettuosa moglie.

Florence: musica per vivere, musica per ricominciare, musica per sconfiggere

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Florence mentre si esibisce

“Potranno dire che non so cantare, ma non che non ho cantato”

Ed è nell’amore per la musica che si rifugia Florence da un’intera vita: musica per compensare mancanze, musica per ricominciare, musica per sconfiggere una malattia che avrebbe sicuramente sovrastato la donna se non fosse stato per il suo attaccamento smisurato alle sue note; la bellezza di poter comunicare con una sola voce il proprio ardore ad un migliaio di persone.

Con sensibilità e discrezione Stephen Fries dirige un’opera sull’impossibilità di affrontare i propri limiti, i fatti realmente accaduti ripresi e trasformati nelle sobrie inquadrature del regista si arricchiscono stupendamente in merito alle scenografie e agli sfarzosi abiti della costumista Consolata Boyle, lasciando che il tutto venga avvolto dalle familiari e vivaci melodie del compositore Premio Oscar Alexander Desplat. Una commedia frizzante scritta da Nicholas Martin che riflette i desideri irrealizzabili di una donna che voleva solo cantare e, seppur non come previsto, è riuscita a far arrivare la sua voce oltre quello che aveva anche solo immaginato.

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