Fast and Furious 7: recensione

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È il 30 novembre 2013 quando muore Paul Walker, in seguito ad un incidente stradale. Da qualche giorno impegnato sul set di Fast and Furious 7, la notizia della sua scomparsa sconvolge tutti i colleghi, ormai diventati cari amici. Da qui l’inevitabile stop ai lavori e il ritardo nella produzione del film. Con grande difficoltà James Wan si rimette a lavoro e il risultato è un film che nessuno si aspettava. Al timone dell’ultimo film della saga al posto di Justin Lin, ha commentato: “Grande parte del mio obiettivo in Fast and Furious 7 era spingermi al limite ed apportare qualcosa di diverso. L’idea di giocare in un parco giochi grande ed affermato come questo, è affascinante”.

Sul grande schermo Dom Toretto (Vien Diesel) insieme alla sua squadra un anno dopo i fatti di Londra di Fast and Furious 6. Dom cerca di costruire un legame stretto con Letty (Michelle Rodriguez). Brian (Paul Walker) si impegna ad essere un buon marito e un padre affettuoso. Calma apparente, come fosse una vita normale. Fin quando Deckard Shaw (Jason Statham) decide di vendicare la morte del fratello Owen (Luke Evans). È subito azione! Da Abu Dhabi all’Azerbaigian, da Tokyo agli Stati Uniti. Deckard è alla caccia di Dom e degli altri.

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Sin dalle prime scene aleggia il fantasma di Paul Walker. Fast and Furious 7 più che un film di azione prende forma di elogio. Un ringraziamento ed un omaggio ad un grande attore, compagno e personaggio molto amato anche dal pubblico. Wan è riuscito in un lavoro molto difficile: ricordare Brian/Paul senza mai cadere nel buonismo e nella retorica. Le parole dei personaggi, le loro azioni, le immagini digitali che hanno ricostruito la sua ultima performance. Tutto parla di Paul Walker. Thiller e action non mancano, e confermano la grande struttura della saga che ha conquistato il box office ben 15 anni fa.

Fast and Furious 7 ha una grande forza. Una spinta poetica che si scontra e incontra con “l’alta velocità” che lo contraddistingue. Non più solo corse automobilistiche ma anche dialoghi ambiziosi e ben riusciti in scene irresistibili che si susseguono in 140 min di proiezione. Un cinema che inaspettatamente diventa quasi romantico se pur in strada e ad altissima velocità. Un connubio perfetto tra il vecchio e il nuovo.

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