Fantasy Island: recensione del film

La recensione di Fantasy Island, film del 2020 targato Blumhouse, diretto da Jeff Wadlow, con Austin Stowell, Michael Peña e Lucy Hale nel cast.

Fantasy Island è un film tratto dalla serie televisiva della ABC, che andò in onda a cavallo tra il 1978 e il 1984. Prodotto da Blumhouse, la stessa casa dietro Scappa – Get Out e La notte del giudizio, è diretto da Jeff Wadlow, già regista di Kick-ass 2.

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Fantasy Island è un’isola tropicale. Qui atterrano e scendono da un idrovolante cinque persone, che non si conoscono tra loro, tutte vincitrici di un misterioso concorso. Il premio è un soggiorno sulla bellissima isola, ospiti del misterioso Mr. Roarke, con la promessa che il desiderio che hanno espresso partecipando al concorso diventerà realtà.

Gwen (Maggie Q) ha chiesto di poter rivivere il momento in cui prese la decisione che cambiò la sua vita. Melanie vorrebbe vendicarsi di una compagna di scuola che la bullizzava, mentre Patrick coronare il suo sogno di essere un soldato in azione. I fratelli Brax e JD vogliono invece passare un weekend all’insegna del divertimento più sfrenato, senza farsi mancare niente. Saranno tutti esauditi, ma le cose prenderanno per tutti un’inaspettata direzione.

Fantasy Island: con Blumhouse, aspettarsi qualcosa di originale è lecito

Anche in questo caso la Blumhouse non si è fatta pregare, trasformando una serie TV apparentemente innocua in un luna park della paura. Gli elementi sono quelli già usati nelle precedenti produzioni della factory fondata da Jason Blum. Una sapiente commistione di generi, dal thriller al melò, passando per la commedia fino allo slasher, quest’ultimo mitigato per poter raggiungere un pubblico più ampio, senza rischiare di incappare in qualche limitazione della censura.

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Austin Stowell, Portia Doubleday, Lucy Hale, Maggiie Q and Jimmy O. Yang in Fantasy Island

Cast senza grandi nomi, ma solido e ben amalgamato. Soprattutto, una scrittura intelligente, che come sempre non trascura temi importanti, ben sviluppati all’interno di una sceneggiatura costruita con un linguaggio che si ispira assolutamente a quello televisivo contemporaneo. Non a caso, ci sono non pochi riferimenti a Lost, anche lì una serie ambientata su un’isola misteriosa e magica.

Jeff Wadlow, d’altronde, con le serie ha una certa dimestichezza, avendo lavorato sia a The Strain che a Bates Motel, in quest’ultima insieme a Carlton Cuse, produttore, guarda caso, proprio di Lost.

Fantasy Island, tra le produzioni Blumhouse, è debole

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Austin Stowell, Michael Peña e Lucy Hale in Fantasy Island

Ma la cosa interessante è il non voler comunque perdere l’identità che nel corso degli anni questa produzione si è costruita. Anche tra palme e ghirlande di fiori ci sono messaggi forti, sociali e politici, ed è importante per il cinema, americano e non solo, sapere che c’è una voce che non ha paura di osare.

Detto ciò, il problema più serio di Fantasy Island è probabilmente la mancanza di un target preciso. Gli appassionati della serie dell’epoca non sono oggi un pubblico da multiplex, che di contro potrebbe non trovare appeal in una storia che di cinematografico ha poco.
Peccato, perché l’idea dello scrutare nelle paure e nei desideri è molto buona, ma per renderla davvero efficace si sarebbe dovuto osare più di così. E magari, trovare un Mr. Roarke più carismatico di Michael Pena, in questo caso poco a suo agio nel completo di lino bianco che con tanta eleganza indossava Ricardo Montalban.

Fantasy Island è al cinema dal 13 febbraio 2020.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.5

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